Gianpaolo Antonante contatti
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Realizzazione siti Web, Restyling Siti Web

Sito web aziendale a € 800: ovvero come DISTRUGGERE tutto il posizionamento che avevi col sito vecchio azzerando i contatti commerciali che generava, affidando la realizzazione del sito nuovo allo studio grafico che fa le brochures per spendere meno…

Sito di bassa qualità

Qualche giorno fa mi chiama un cliente (potenziale cliente in realtà, non è ancora un cliente effettivo), che avevo conosciuto se non ricordo male in primavera…Sconsolato mi dice di avere dei grossi problemi col nuovo sito, che aveva scelto di far realizzare allo studio grafico con cui collaborava da tempo , e che per ERRORI MADORNALI di progetto ed esecuzione, gli ha praticamente azzerato i contatti che riceveva e abbattuto la visibilità che col vecchio sito aveva ottenuto…

Questo cliente aveva rifiutato una nostra offerta in favore di questo fornitore, pur riconoscendoci una maggiore professionalità, ma “sai com’è, c’è la crisi, gli euri sono pochi e si risparmia dove si può….”

Premessa

Privacy del clientePer privacy del cliente non riporterò nell’articolo nessun riferimento diretto al sito vecchio e nuovo del cliente in questione. Quindi se cerchi le PROVE di quello che scriverò nell’articolo, fermati qui e NON proseguire la lettura perchè NON le troverai. Se invece ti fidi sulla parola di quello che scrivo, prosegui nella lettura (e magari trovi anche qualche informazione ineterssante per te…).

 

Il primo contatto

Come dicevo, questo cliente l’avevo conosciuto mesi or sono….Segue il mio blog, questo blog, e già in un’altra occasione mi aveva dimostrato il suo apprezzamento per gli articoli che scrivo…(fortunatamente c’è qualcuno a cui piacciono 🙂 )..

Aveva un sito vecchio, realizzato non ricordo quanti anni fa ma chiaramente obsoleto: l’aspetto grafico “tradiva” chiaramente tutti gli anni che il povero sito si portava addosso, e il cliente, in virtù del fatto che tra l’altro ovviamente il sito non era mobile friendly, si stava guardando intorno per scegliere il fornitore a cui affidare il restyling del nuovo sito web aziendale…

IMPORTANTE: il sito vecchio, per quanto “bruttino”, portava diversi contatti all’azienda in quanto aveva una “sezione catalogo prodotti” ben popolata con la descrizione di tutti i prodotti disponibili, e data anche l’anzianità del dominio e delle pagine web, si era posizionato “naturalmente” acquisendo una discreta visibilità che come dicevo prima, portava i suoi frutti….

La scelta

La sceltaQuesto cliente ci contatta in risposta ad uno degli articoli che aveva letto e che aveva particolarmente apprezzato, chiedendoci di formulargli un preventivo per la realizzazione del “sito nuovo”.

Come avete già capito dall’introduzione, alla fine il cliente sceglie di affidarsi ad uno “studio grafico”, che di lavoro principale ha sempre fatto le brochures, i biglietti da visita, ovvero tutti quei servizi tipici degli studi grafici che si occupano principalmente di immagine e siccome “smanettano col compiuter”, da un po’ fanno anche i siti internet.

E poi sai com’è, mi fanno un prezzaccio…eh si lo so, non ho dubbi che voi siate bravi…però c’è la crisi, e tocca risparmiare dove si può…

I problemi del nuovo sito

I problemi del nuovo sitoBene, sti gran geni di indernett dello studio grafico, gli fanno il sito nuovo…et voilà, ecco online il capolavoro del 2015.

“Ma…scusa un po’…fammici guardare…Nooooooooooo……..”

Il sito, ovviamente, fa PENA, e per non lasciare il giudizio in termini soggettivi, analizziamone i MACROPROBLEMI.

  • Aspetto grafico banale

Saranno anche uno studio grafico, ma il layout di questo sito è quanto di più banale si possa realizzare. Per carità, con quella somma spesa (ovvero € 800) non è che si possa pretendere chissà che, certo, ma da uno studio grafico ti aspetteresti un minimo guizzo di creatività, magari anche molto semplice, ma che giustifichi la loro professione: invece niente, classica slide centrale, sfondo monocolore uniforme e nessuna particolare formattazione del testo. Un sito come altri 9 miliardi già visti. Ma come dicevo, il cliente ha voluto spendere poco, ci può stare di risparmiare “sulla grafica”…

  • ASSENZA CATALOGO PRODOTTI

Questo è un errore GROSSO, GRAVISSIMO. Nel nuovo sito NON c’è il catalogo dei prodotti (presente e “pieno” nel vecchio sito) ed è stato sostituito da una FOTOGALLERY: MADORNALE errore di progettazione.

Ti spiego perché:

se un’azienda ha un sito col catalogo dei prodotti, vuol dire che ogni prodotto pubblicato ha una sua pagina, che è indicizzata da Google. E’ anche molto probabile che ogni prodotto, se ha un minimo di descrizione testuale, sia fonte di traffico organico dai motori di ricerca, cioè quasi sicuramente ogni scheda di prodotto genera visite al sito di gente che cerca quei prodotti.

Se vendo “portabiglietti da visita in plastica” e qualcuno cerca su Google “portabiglietti da visita in plastica”, è probabile che atterri sulla pagina web del mio prodotto, e visto che tra l’altro presenta proprio quello che sta cercando, è anche probabile che quest’utente sia un cliente potenziale dell’azienda che presenta il prodotto e che dalla visita al sito scaturisca una conversione e un contatto commerciale.

Con una FOTOGALLERY questo NON succede. Come dice la parola stessa, la fotogallery presenta solo una foto del prodotto, e non le descrizioni testuali dello stesso, che sono l’humus su cui Google pianta i semi della tua visibilità.

Cos’è quindi successo:

CROLLO DELLE VISITE E AZZERAMENTO DEI CONTATTI PRIMA ESISTENTI!

  • Nessuna ottimizzazione SEO

Con un errore madornale e clamoroso come il precedente t’aspetti che il sto sia ottimizzato dal punto di vista SEO? Ma va là….Niente di niente.

  • Nessun redirect vecchi url

Altro errore GRAVISSIMO, più tecnico rispetto ai precedenti, ma DANNOSISSIMO quanto  e più degli altri. Anzi, TI DO UN CONSIGLIO ENORME: se stai pensando di fare un restyling del tuo sito aziendale e quindi un SITO CE L’HAI GIA’, leggi attentamente questo paragrafo: questo tipo di ERRORE l’ho visto commettere un sacco di volte e ad “occhio nudo non si vede”.

Come sappiamo ogni pagina web ha una sua “url”, ovvero un proprio indirizzo internet. Ad esempio questo articolo ha questa url http://www.gianpaoloantonante.it/sito-web-low-cost/.

Quando si rifà un sito, molto spesso succede che il nuovo sito è realizzato con uno “strumento” diverso dal vecchio (ad esempio avevi il sito in Joomla e lo rifai in WordPress….). Quindi di norma il nuovo sito ha “url” diverse dalle vecchie, anche per i contenuti che vengono migrati senza alcuna modifica dal vecchio al nuovo sito.

COSA BISOGNA FARE IN CASI SIMILI?

In casi come questi va ASSOLUTAMENTE fatto un redirect 301 delle vecchie url sulle nuove.

Cioè? (ti starai chiedendo)…

Il redirect 301 è quella configurazione lato server che permette di redirigere le chiamate di una url non più presente su una url nuova. In pratica, se prima la tua pagina si chiamava www.pippo.com/pagina1, e la nuova pagina si chiama www.pippo.com/categoria/pagina1, il redirect 301 è quel comando che permette di reindirizzare le chiamate al vecchio indirizzo sul nuovo…

Ovvero, se ad esempio un utente ha salvato nei preferiti il vecchio indirizzo, anche se lo digita sul browser, non gli torna un messaggio di errore ma viene reindirizzato sulla nuova pagina, automaticamente.

Allo stesso modo Google avrà indicizzato le vecchie url: configurando il redirect 301 eviterai quindi il problema della pagine di errore 404, e anche se Google per il primo periodo elenca nei propri risultati le url vecchie, cliccandoci sù finirai direttamente sulle nuove pagine (grazie al redirect).

Questa configurazione è FONDAMENTALE per evitare perdite di traffico in caso di restyling di un sito web.

Secondo voi cos’ha fatto lo studio grafico a cui s’è rivolto il cliente protagonista di quest’articolo?

applausiUna bella cippa di niente. Non si sono preoccupati per niente di questo tipo di configurazione, anzi sinceramente dubito che sappiano di cosa si tratti. Il risultato, come già anticipato prima è che il cliente ha subito un TRACOLLO delle visite al sito e dei contatti commerciali che generava….

BRAVI, ben fatto!

I suggerimenti al cliente

Il cliente m’aveva chiamato chiedendomi consiglio su come procedere. Io gli ho dato questi due consigli:

1. Di rifare il sito con ME: se hai un’azienda per la quale il sito ha una certa importanza, NON puoi affidarne la realizzazione al primo sfigato che ti capita a tiro e che “ti fa meglio perché c’è la crisi e bisogna risparmiare…”.

Non che non si debba stare attenti ai costi, ovviamente, ma secondo te questo cliente ha risparmiato oppure c’ha rimesso? Rispondi da solo alla domanda….

2. Di rimettere online il vecchio sito: l’altro consiglio dato al cliente è stato di rimettere online IMMEDIATAMENTE il vecchio sito. Infatti ero abbastanza certo che rimettendo online il vecchio sito, si sarebbero ripubblicate automaticamente le vecchie url e quindi ridotti di colpo i problemi di visibilità causati dall’inadeguatezza del nuovo sito. Inoltre questa era un’operazione praticamente a costo zero, e che quindi il cliente avrebbe potuto fare “anche se c’è la crisi”…

La scelta del cliente

Cos’ha scelto di fare il cliente? Innanzitutto ha rimesso online il vecchio sito, seguendo il mio consiglio.

In seconda battuta però pare abbia ceduto alle lusinghe dell’inetto che gli ha fatto il sito nuovo, dietro le sue promesse che avrebbe risolti i problemi mettendo a posto ciò che non andava bene…

Perché la scelta del cliente è SBAGLIATA

scelta sbagliataIl cliente ha fatto la scelta SBAGLIATA. O almeno, ha fatto bene a rimettere online il sito vecchio come gli avevo consigliato, ma poi ha SBAGLIATO a non interrompere il rapporto con genio del male che gli ha fatto tutti i danni prima raccontati.

Perché?

Semplice: perché gli errori commessi sono così MADORNALI che fanno capire che il “professionista” in questione è un IMPROVVISATO, e che in quanto tale, non ha le conoscenze e le competenze per poter fornire un servizio professionale. Se era capace lo sarebbe stato dal primo intervento.

Morale della favola

morale della favolaQual’è la morale della storia? Probabilmente c’eri già arrivato da solo da qualche paragrafo-…

La morale della storia è che NON puoi scegliere il fornitore a cui affidarti per la gestione della presenza online della tua azienda, basandoti SOLO SUL PREZZO: questo perché, probabilmente, come avviene in tutti i settori, se una proposta costa di meno, soprattutto quando costa MOLTO di meno, è sicuro anche che VALE di MENO, e che il risultato che otterrai sarà di qualità inferiore se va bene, o anche DANNOSO se ti va male (come in questo caso).

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12 Commenti

  1. Ottimo articolo. Ma i primi responsabili di questo sono quelli che accettano qualsiasi lavoro a qualsiasi prezzo e poi cercano su Facebook plugin gratuiti o temi di wordpress gratuiti per fare quelle cose che andrebbero fatte con il giusto budget e con la giusta professionalità. I clienti non possono pretendere di avere gratis o quasi una cosa che non può costare meno di una certa cifra ma anche gli “smanettoni” devono smetterla di vendersi per 50 euro. Comunque un gran blog

    • Ciao Piero e grazie per i complimenti.
      Io sinceramente non scrivo per cercare colpevoli anche perchè essendo in Italia, se ti metti a cercar colpevoli non finisci più.

      Scrivo i miei articoli per cercare di “informare” gli imprenditori su alcuni aspetti da considerare che probabilmente sono ignorati da molti.
      Poi, come per ogni ambito, c’è chi “ci sente” da quest’orecchio, e chi non cambia opinione. E a me va bene così.

      Grazie ancora per i complimenti e per la condivisione del mio post.
      Ciao

  2. Interessante post per un argomento che, personalmente, trovo difficile da spiegare alle PMI italiane. La guerra dei prezzi è, ancora oggi, una costante nella maggioranza dei settori e, di certo, nella quasi totalità del commercio. Tante volte mi sono posto nella condizione di scrivere un post simile. Poi, la consapevolezza che l’Italia non è l’America, dove il marketing è anche troppo “spinto”, mi ha fatto desistere. Quanti sforzi occorrono per far capire alle PMI che la guerra dei prezzi e i comportamenti e le abitudini che genera, appartengono a un mondo che non esiste più e non da ieri? Ripenserò ancora una volta a questo tipo di post e forse, anche io, un giorno non lontano, darò il mio contributo alla causa. Perché questa è l’essenza, a mio parere, di questo genere di articoli: contribuire a fare cultura d’impresa, a condividere più informazioni possibili su ciò che, per esperienza diretta, è il comportamento migliore che il piccolo e medio imprenditore possano tenere in “questo” nuovo mondo. Restando consapevoli che, nella “massa” di imprenditori, ci saranno sempre quelli che, sono nati ieri, non hanno alcuna idea di economia, di politica economica, tecnica commerciale e nuovi approcci al marketing, nessuna o poca capacità di comprendere gli effetti dei loro comportamenti, anche nei confronti delle loro stesse attività, non sanno cosa sia la reputazione personale e si giocano presente e futuro, imitando comportamenti sbagliati dal punto etico, professionale e personale. Come credere di essere furbi, vendendo competenze tecnologiche a prezzi da mercato rionale. Perché la guerra di prezzi si vince offrendo di più a meno. Fino a non avere più gli euro per pagare le tasse!

    • Ciao Marino.
      Questo post NON l’ho scritto CONTRO nessuno. Lo sottolinea perchè sui social in diversi si sono sentiti colpiti (qualche “studio grafico”…).

      Quando scrivo ho l’obiettivo di “informare” chi mi legge ed ha voglia di essere informato, e mi rivolgo come target agli imprenditori, che sono i miei clienti.

      Poi è ovvio che ci sarà chi “ascolta” e chi no. Se mi ascolta anche solo 1 persona, io sono già a posto.
      Grazie del commento (questo e gli altri ;))

  3. Bell’articolo, veloce e immediato e soprattutto comprensibile. E’ importante che ognuno di noi dedichi del tempo ad educare il cliente facendo comprendere l’importanza di affidarsi alle persone giuste al prezzo corretto. Non è un problema solo per la SEO ma per qualsiasi professione del web. Il cliente è in difficoltà a capire di cosa ha bisogno e di chi. Siamo ancora alle origini qui in italia, a mio avviso.

  4. kikka

    Ciao e grazie x l’articolo! Mi potresti dare qualche indicazione per il redirect 301, come farlo, perchè ho rifatto il mio sito personale cambiando il nome della sottocartella e infatti alcune ricerche google portano al vecchio link (che ho cancellato dal server). Grazie!

    • Ciao Kikka, la configurazione di un redirect 301 è un’attività tecnica delicata e che non può essere spiegata in un commento di un post. Trovi online tante risorse che spiegano come impostarlo (basta cercare su Google).

      Tuttavia, se non hai competenze tecniche avanzate, ti SCONSIGLIO di farlo da sola e di rivolgerti ad un professionista.
      Ciao e grazie del commento.

  5. Samuele Contardi

    Bell’articolo… Potrei completarlo con la visione dall’altra parte. Mi spiego: anni fa collaboravo con uno studio grafico “brochure & bigliettini”, per loro facevo appunto siti web per i clienti che lo desideravano. Chiaramente, il costo non era bassissimo (ho sempre tenuto tariffe dignitose, credo adeguate alla mia professionalità). Ecco, ad un certo punto lo studio in questione mi scarica perché – parole testuali – hanno trovato un giovane sviluppatore che lavora per meno della metà della mia tariffa. Così, mi diverte pensare che magari i protagonisti del post siano proprio loro, che raccolgono i frutti delle loro politiche 😉

  6. Giovanni

    Purtroppo succede di tutto… non mi soprende più nulla 😀

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