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Senza categoria, SEO

Quante volte ripetere la parola chiave all’interno della pagina: la risposta a Yoast SEO che ti fa IMPAZZIRE + 1 Mito sulle keywords da SFATARE e l’introduzione alla SEMANTIC SEARCH, la nuova era della SEO…

quante volte ripetere la parola chiave

Filippo, un mio amico, si occupa di marketing e comunicazione per le aziende. Da un po’ ha un blog, ed ogni volta che deve scrivere un nuovo articolo si fa schiavizzare da Yoast SEO (il plugin SEO per wordpress più diffuso), che gli dice che la parola chiave NON è mai stata ripetuta abbastanza volte…e lui strippa…

 QUANTE VOLTE RIPETERE LA PAROLA CHAVE NELLA TUA PAGINA WEB

Devo ammettere che questo articolo me lo ha ispirato lui, ma in realtà mi sono accorto che questo dettaglio, che agli occhi di un SEO esperto o comunque di un addetto lavori può sembrare anche banale, in realtà NON lo è affatto per chi esperto NON è, e siccome questo blog NON lo tengo per gli “esperti” ma per gli imprenditori che voglio approcciarsi al mondo del web marketing, ecco l’articolo di oggi bell’è pronto che ti spiega QUANTE VOLTE RIPETERE LA PAROLA CHAVE nella tua pagina web per posizionarla!

Metti nella TUA pagina la PAROLA CHIAVE più volte possibile!

I motori di ricerca usano un algoritmo che determina la densità delle keywords nella tua pagina, calcolandola dividendo per il numero di parole chiave contenute nella pagina il totale delle parole della pagina stessa. In questo modo ottieni la percentuale di Keyword Density: fa in modo che sia più alta di quella dei tuoi concorrenti e il gioco è fatto!

L’affermazione sopra riportata è ripresa da un post scritto da un “collega”, che non citerò per privacy (sua). Il problema di quella frase è molto semplice: è completamente SBAGLIATA e potenzialmente MOLTO PERICOLOSA per chi decidesse di seguirne le indicazioni. In pratica suggerisce di IMBOTTIRE i propri contenuti di parole chiave, mettendone più dei concorrenti per superarli. Dal punto di vista SEO è una indicazione ABOMINEVOLE.

Un  mito da SFATARE sulle parole chiave:

la Keyword Density

keyword densityLa Keyword Density, ovvero la densità di parole chiave contenute in un pagina web NON è un parametro IMPORTANTE preso in considerazione da Google per posizionare una pagina, sinceramente non ho neanche fatto una ricerca per verificare che sia realmente mai stato considerato come fattore di ranking,  perché era poco significativo: di sicuro OGGI la keyword density NON è un vantaggio per la SEO. Quindi il consiglio del “collega” sopra riportato, è una BUFALA di quelle grosse grosse…

Keyword stuffing

keyword stuffingE che sia una BUFALA non è una mia opinione, ma un fatto. La pratica suggerita ti porta dritto dritto al keyword Stuffing (link Wikipedia), pratica che consiste appunto nell’IMBOTTIRE di keyword una pagina web allo scopo di “influenzarne” il posizionamento e che, come ci dice Google stesso, è una pratica RISCHIOSA che NON porta vantaggi e anzi rischia di farti subire una PENALIZZAZIONE! Leggi tu stesso la pagina di Google che parla di quest’argomento.

Come cambiano le ricerche degli utenti e le risposte di Google

dubbio utenteTra l’altro, rischio penalizzazione a parte, mettiti sempre nei panni dell’utente: se anche la Keyword Stuffing funzionasse, come pensi potrebbe reagire un utente che, arrivato sulla tua pagina, si trovasse di fronte ad un testo simile a questo?

 

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Secondo te quell’utente lo “converti” in cliente, o dopo le prime due righe esce dalla pagina e dal tuo sito e non ci torna più? Scommetto una birra sulla seconda ipotesi…

Da qualche anno le ricerche fatte dagli utenti sui motori stanno cambiando, si stanno evolvendo: da ricerche più semplici e “secche” fatte nel passato, diventano sempre più articolate e complesse, nonché influenzate da fattori fino a qualche hanno fa non presi in considerazione, uno su tutti, la Geolocalizzazione. E in conseguenza a all’evoluzione del’abitudine di ricerca degli utenti, anche Google si sforza sempre di più di assecondare questi cambiamenti, con continui affinamenti dei suoi algoritmi di ranking…

Google Hummingbird

Google HummingbirdIl 30 Agosto 2013, Google “rilascia” Google Hummingbird, uno dei più grossi aggiornamenti fatti da Big G al proprio algoritmo. Con Hummingbird introduce importanti novità, prima fra tutti: comincia a darsi l’obiettivo di comprendere NON solo la parola chiave utilizzata per ricercare l’informazione ma anche il CONTESTO al quale si riferisce e l’intento della ricerca fatta dall’utente.

Non è molto chiaro? Si lo so, l’argomento è abbastanza complesso. Cerco di spiegarmi con degli esempi che traggo da quest’articolo  di Riccardo Mares, uno dei più autorevoli esperti SEO italiani.

Se cerco “Meteo” su Google, ho questo risultato:

meteo

Cosa c’è da sottolineare in questo risultato? Semplice: va evidenziato il fatto che Google sottintende alla mia ricerca, la possibilità che io sia interessato a conoscere che tempo fa a Rimini, la città in cui vivo, anche se NON ho scritto “meteo Rimini” nella barra di ricerca ma solo meteo.

Lo stesso meccanismo lo mette in moto se cerco a d esempio “cinema”: mi restituisce come primo risultato i film in programmazione nei cinema di Rimini, nelle mappe mi restituisce (ovviamente) i cinema di Rimini e anche nella SERP (nei risultati naturali) mi restituisce l’elenco dei cinema di Rimini…

Altra prova.

Se cerco “sedia” su Google, il primo risultato è Wikipedia, con la pagina che descrive la “storia” della sedia.

Se invece cerco “sedie” mi restituisce un elenco di risultati che contengono sia negozi online che vendono sedie, sia negozi fisici di Rimini nei quali potrei recarmi per fare l’acquisto delle sedie che cerco.

Cosa succede quindi in questi esempi?

Succede che Google cerca di capire il mio “intento di ricerca” e mi fornisce i risultati di conseguenza.

Come adeguare la SEO del tuo sito (e quindi le parole chiave)

Ok, sto cominciando a capire, ma quindi tutto questo come lo traduco in pratica? Il mio dubbio era “Quante parole chiave devo mettere….” e tu stai introducendo un argomento vastissimo che rischia solo si farmi più CASINO…

Se penso alla faccia di Filippo arrivato a questo punto dell’articolo, non posso non immaginare che pensi una frase simile a quella sopra…E non posso dargli torto. Ma caro Filippo, NON ti abbandono stai tranquillo…

5 CONSIGLI PRATICI da seguire per ottimizzare le tue pagine

L’argomento SEMANTIC SEARCH è abbastanza complesso e non si può approfondire in un solo post. Di seguito però ti elenco 5 consigli che puoi seguire per “migliorare” la produzione dei tuoi contenuti in ottica semantica. Puoi metterli in PRATICA da SUBITO, senza addentrarti troppo in elucubrazioni tecniche…

Prima di elencarli però ti ricordo il concetto di base della ricerca semantica: Google ha cominciato ad interpretare le query degli utenti per comprenderne l’intento di ricerca e restituire risultati che rispondano alle loro esigenze, anche se NON direttamente espresse nelle parole chiave usate e digitate nella barra d Google. In quest’ottica quindi, la produzione dei tuoi contenuti, deve tentare di assecondare questa corrente, producendo ad esempio pagine web che trattino un argomento nel modo più completo possibile, creando un “contesto”. In questo senso quindi, i 5 CONSIGLI sotto riportati (abbastanza semplici da seguire) possono darti una mano nel raggiungere quest’obiettivo:

1) Raccogli una lista di keyword “principali”

Una volta deciso l’argomento sul quale produrrai il tuo contenuto, scegli la parola chiave primaria per la quale ottimizzerai la pagina. Affianca però alla keyword primaria, una lista di parole chiave “principali” che puoi trovare facilmente grazie a Google Suggest. Ti faccio un esempio pratico.

Diciamo che devi scrivere una pagina del tuo sito/blog che parla di “climatizzatori industriali” (che sarebbe la keyword primaria). Per trovare la lista di keywords principali, digita su Google “climatizzatori industriali”, poi vai in basso alla pagina e controlla i termini suggerti nelle ricerche correlate.

keyword principali

Tra questi termini troviamo “climatizzatori industriali per quadri elettrici”, “prezzi”, “per capannoni” ecc ecc

Questo ad esempio, è un suggerimento molto importante: indica che le ricerche degli utenti si rivolgono alla ricerca di informazioni riguardo le diverse tipologie di climatizzatore industriale (per capannoni o per quadri elettrici),  e può essere quindi molto indicato scrivere un articolo che presenti e descriva abbastanza in dettaglio le differenze tra le varie tipologie.

SUGGERIMENTO: Oltre alle ricerche correlate di Google, puoi utilizzare per la selezione delle keywords correlate Ubersuggest, un tool online GRATUITO mooooolto ben fatto.


2) Aggiungi alle keywords principali una lista di keyword di “argomenti complementari”

Raccolta la lista di keywords principali, dobbiamo espanderla con l’aggiunta di parole chiave riguardanti “argomenti complementari”. Mi spiego tornando all’esempio dei climatizzatori industriali.

Provando a pensare all’intento di ricerca dell’utente che cerca “climatizzatori industriali” possiamo facilmente ipotizzare che quell’utente sia alla ricerca di un sistema per la climatizzazione della propria azienda.

Potremmo quindi creare una lista di keywords di “argomenti complementari” alle keywords principali di questo tipo:

  • Impianti di climatizzazione industriale,
  • Impianti di condizionamento industriale,
  • Progettazione impianti di condizionamento,
  • Ecc ecc

E puoi allungare anche questa lista con i metodi prima suggeriti (Google Suggest e Ubersuggest).


3) Crea un’altra lista di keyword che rispondano a domande degli utenti

L’ultima lista di keyword da creare riguarda le keyword che rispondono ad una domanda, sempre più usate dagli utenti per cercare informazioni tramite i motori di ricerca.

Rimanendo sull’esempio finora utilizzato, possiamo facilmente ipotizzare che l’utente che ricerca su Google “climatizzatori industriali” abbia esigenza di capire come districarsi al meglio tra le varie possibilità e quindi un’idea può essere quella di introdurre all’interno della nostra pagina web delle keywords che includano queste domande, tipo:

  • come scegliere l’impianto di climatizzazione industriale,
  • dove comprare un impianto di climatizzatore industriale,
  • come usare un climatizzatore industriale.

4) Scrivi la pagina del tuo sito che contenga i gruppi di keywords trovati tra principali, correlate e domande degli utenti

A questo punto, selezionate le liste di keywords da utilizzare, crea un contenuto che le contenga, facendo in modo che il discorso segua un filo logico e fornendo un contenuto di valore. Ottimizza poi la pagina sulla keyword primaria che avevi selezionato (seguendo le indicazioni che do in quest’articolo).


5) Preoccupati PRIMA delle persone, POI di Google

Dulcis in fundo, preoccupati PRIMA di piacere alle PERSONE, poi pensa a Google…

Come accennavo in apertura, trovare il modo di attrarre il numero massimo di visitatori al nostro sito è sicuramente un obiettivo da perseguire, ma NON bisogna dimenticarsi di avere come obiettivo PRINCIPALE quello di passare informazioni di valore in modo da “convertire” in clienti gli utenti del nostro sito.

Riepilogando:

  • Non esiste la formula segreta per calcolare il numero preciso che DEVI inserire nelle tue pagine,
  • NON devi ASSOLUTAMENTE ripetere la keyword più volte possibile: rischi una PENALIZZAZIONE,
  • La ricerca degli utenti si evolve e di conseguenza Google: adesso cerca di capire il tuo intento di ricerca,
  • In conseguenza di queste evoluzioni, devi evolvere anche il tuo modo di pensare alle keyword: crea dei contesti in cui completi un argomento,

Segui i 5 consigli finali per mettere in PRATICA quanto detto.

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7 Commenti

  1. seospritz

    Ottimo articolo,questa e la base della ricerca semantica. Ma se posso suggerirti un sistema più avanzato e quello, oltre di andare di suggest per scoprire le intenzioni di ricerca, e quello di usare questo tool, http://www.keyword.io/
    che ti dice anche i termini che puoi utilizzare in scrittura dell’articolo, che nel caso di climatizzatori industriali ti fa notare che termini che ti possono aiutare nel posizionamento possono essere anche “condizionatori”- “impianti”-“sistema”-“multisplit” etc etc.

  2. seospritz

    Di niente 🙂

  3. Grazie Gianpaolo per la citazione. C’ho messo un po’ ad associare Riccardo Mares a me (merlinox)… però poi ho capito 😉

  4. Ciao Gianpaolo, mi permetto di segnalarti un tool che si chiama SEO ZOOM che sto provando, sembra molto utile per scovare in modo strutturato le chiavi correlate. Ottimo articolo, comunque…! Ciao, Nicola

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