Tante volte ho scritto di quando il sito NON serve:

  • ne ho scritto per un negozio di abbigliamento di Padova,
  • ne ho scritto a proposito di ecommerce…
  • …e più in generale ho sottolineato più volte i contesti in cui il sito internet rischia di essere un investimento superfluo se non dannoso.

Perché se è vero com’è vero che ormai un sito web dovrebbero averlo tutte le aziende, anche le più piccole, è altrettanto vero che poi ci si trova spesso a fare i conti col budget risicato di tali aziende ed è quindi spesso più sensato investire quelle poche risorse in attività promozionali (ex. campagne su Google o Facebook), che abbiano lo scopo di portare clienti, cosa che il sito da solo non può fare.

C’è però un’eccezione che conferma la regola.
Ne parlavo stamattina con Renato ch emi ha contattato qualche giorno fa.
M’ha chiesto di fargli il sito web e gestirgli una campagna su Google.

Dalle prime informazioni che ho raccolto sul suo caso, però, c’era qualcosa che non tornava.
Il budget che aveva a disposizione non era per me sufficiente a fare entrambe le cose, ovvero il sito e la campagna promozionale.

“Eh ma infatti io non sono tanto convinto, sai? Infatti volevo parlarne con te proprio per capire…Io faccio già un sacco di fiere, ha senso per me investire online?” aggiunge il mio Renatino…

Ecco il punto: BINGO!
Mentre lui sta parlando con me al telefono apro lo “strumento delle parole chiave di Google” e cerco il nome dell’azienda di Renato:

110 ricerche al mese su Google.

Cioè il nome della sua azienda viene cercato su Google 110 volte.
Per essere chiaro al 100%: con lo strumento delle parole chiave di Google si riesce a sapere con buona approssimazione quanto viene cercata una parola chiave ogni mese.

Il nome dell’azienda di Renato viene cercata 110 volte.
Controllo su Google per verificare che non ci siano aziende omonime e che quindi quel dato non sia “sporco”.
Niente. Nada.
Il nome dell’azienda di Renato è “originale”. Non ci sono omonimie.

FANTASTICO!!
Questa è la prova e il motivo per cui Renato DEVE realizzare un sito web per la sua azienda, sito che ancora non ha.

Non c’entra la “brand awareness”, non c’entrano altre supercazzole ammerigane…
La gente lo CERCA ONLINE.
CERCA la sua azienda.
E di conseguenza, dovrebbe farsi trovare in modo professionale, con un sito che convogli quel traffico verso la conversione.

Perchè se sei sul mercato da tempo, se partecipi a fiere di settore, se hai una rete vendita con decine di venditori, se in qualsiasi modo comunichi col mondo e fai conoscere la tua azienda, allora il sito SERVE, eccome se serve.

Prova a pensare qual’è una delle prime cose che fai da imprenditore quando ti parlano di un nuovo potenziale fornitore che potrebbe interessarti…
C’hai pensato?

Un tuo amico ti consiglia un fornitore e ti segni il suo nome su un post-it.
Cosa fai appena puoi?
Cerchi quell’azienda su Google, appunto.
E a quella ricerca si dovrebbe rispondere con un sito ben fatto, che dia le informazioni cercate e che tenti di trasformare l’utente in cliente.

Perchè, sarai d’accordo con me, non è il massimo che cercando il nome della tua azienda non ti si trovi (o si trovi solo la pagina Facebook, magari anche trascurata).

Aggiungo un ultimo dettaglio importante al ragionamento.

Quelli che cercano te sono i “migliori”.

Nel senso che, in termini percentuali, gli utenti che fanno ricerche brand sono quelli che più di tutti sono vicini all’acquisto.

Te lo spiego meglio con un esempio.
Guarda l’immagine qui sotto: sono le ricerche fatte su Google del mio nome.

170 utenti al mese cercano me (non si trovano su Google altri Gianpaolo Antonante).

Sai perchè?
Perchè per mesi li stalkerizzo su Facebook o con le email.
E poi quando sono pronti, quando arriva per loro il momento di richiedere i miei servizi vanno su Google, cercano il mio nome, entrano sul mio sito e mi contattano.

Quando l’utente cerca il nome della tua azienda (e quindi fa una “ricerca brand”) è molto più probabile che lo faccia perchè ha deciso di COMPRARE.

In quel momento meglio presentarsi bene, con un sito professionale.

Morale della favola

Il sito spesso non ti serve se devi partire da zero.
Ma se la gente già ti cerca su Google, beh allora la situazione è diversa.

E il sito diventa (quasi) indispensabile.

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