Qual’è la giusta percentuale di frequenza di rimbalzo di un blog che funziona?

Questa è la domanda che mi ha posto qualche giorno fa in un commento Michela.

Te la spiego meglio, in modo da accertarmi che tu capisca.
Innanzitutto ti rinfresco la memoria riguardo la frequenza di rimbalzo.

Che cos’è?
“Frequenza di rimbalzo” è un termine tecnico che identifica un parametro misurato nelle statistiche di Google Analytics, quelle che misurano le visite che arrivano al tuo sito ecc. ecc.

Questa è la sua definizione:
La frequenza di rimbalzo è la percentuale di visite di una sola pagina, ossia visite in cui la persona esce dal sito dalla stessa pagina in cui è entrata senza interagire con essa.

Ti traduco la definizione: se entri in un sito da una pagina e, a prescindere da quanto tempo stai su quella pagina, esci dal sito senza aver navigato altre pagine del sito e senza aver compiuto alcuna azione (tipo iscriverti alla newsletter) allora la frequenza di rimbalzo della tua visita sarà del 100%, perchè sei uscito dal sito dalla stessa pagina in cui sei entrato.

Ora veniamo alla domanda di Michela: qual’è la giusta percentuale di frequenza di rimbalzo di un blog che funziona?

So che rischio di sembrare noioso e ripetitivo, ma la risposta giusta a questa domanda è: DIPENDE.

Ti faccio un esempio:
Diciamo che ho un orologio nuovo appena comprato e devo quindi impostare l’orario.

Diciamo che vado su Google e cerco “ora esatta”.
Il primo risultato è il sito http://www.oraesatta.co/: clicco sul risultato,
mi si apre il sito che in quella pagina riporta l’ora esatta, imposto l’ora sull’orologio ed esco dal sito.

Come me, è facile che moltissimi altri si comporteranno allo stesso modo, e quindi è altamente probabile che quella pagina abbia un’alta percentuale di frequenza di rimbalzo.

Il proprietario di quel sito dovrebbe preoccuparsene?
Probabilmente no: se uno cerca l’ora esatta, la trova, magari non ha bisogno di altre informazioni ed è quindi normale che esca da quella stessa pagina.

Ma Michela mi chiedeva di un blog, bisogna ragionare diversamente?

Vediamo…

Innanzitutto vanno considerati diversi aspetti, tra i quali:

  • Le fonti di traffico,
  • L’argomento dell’articolo in questione,
  • Le eventuali Call To Action (inviti all’azione) presenti nella pagina,
  • Il tempo medio di sessione degli utenti.

1.  Le fonti di traffico
Se la mailing list a cui mando la newsletter di ogni mio nuovo articolo è la fonte primaria di traffico del mio blog, allora può non essere preoccupante un’alta frequenza di rimbalzo.

Infatti se questi utenti sono iscritti alla mia lista, è possibile che molti di loro leggano tutti i miei articoli, ed è quindi ovvio che, ad ogni newsletter che avvisa del nuovo articolo, si limitino a leggere quello e poi uscire dal blog, in attesa del nuovo articolo.

Se invece attivi una campagna di Adwords per attrarre traffico al tuo sito/blog, un’elevata frequenza di rimbalzo potrebbe essere causata dall’errata scelta delle parole chiave della campagna.

2.  L’argomento dell’articolo
E’ un articolo conclusivo dell’argomento o lascia aperta la discussione ad ulteriori approfondimenti? Perchè anche in questo caso, se scrivi un articolo che “esaurisce” ciò che volevi dire può essere del tutto naturale che poi l’utente esca dalla pagina dalla quale è entrato.

3.  Le Call To Action
Ci sono Call To Action nell’articolo? Chiedi cioè all’utente di fare qualcosa come ad esempio, visitare un altro articolo per approfondire, oppure scaricare un ebook, oppure chiederti una
consulenza?

Se la risposta è si, e quindi chiedi all’utente di “cambiare pagina” del sito in qualche modo, allora un’elevata frequenza di rimbalzo (oltre il 70/80%) può essere negativa e potrebbe essere quindi il caso di valutare qualche azione per aggiustare il tiro.

4.  Il tempo medio di sessione degli utenti
Se per ipotesi hai un blog con la frequenza di rimbalzo del 90% ma poi il tempo medio di sessione degli utenti è di 5 minuti, allora forse non c’è alcun motivo di preoccuparsi:
potresti avere un blog con utenti super affezionati che leggono tutti i tuoi articoli dall’inizio alla fine e quindi si limitano a leggere solo l’ultimo, visto che gli altri li hanno già letti tutti.

Infine, un accenno anche al tipo di pagina del sito/blog che viene presa in considerazione.

L’home page ad esempio, in quanto pagina di entrata di un sito dalla quale poi approfondire,dovrebbe essere una di quelle pagine con frequenza di rimbalzo bassa (nel mio blog ad esempio
la frequenza di rimbalzo della home page è del 37%): se invece ti ritrovi con una frequenza di rimbalzo alta (tipo dal 50/60% in su) allora potrebbe esserci qualche problema anche serio.

Concludendo:
La percentuale giusta della frequenza di rimbalzo NON ESISTE, bisogna valutare di caso in caso.

Soprattutto quello che devi fare è pensare alla pagina specifica e al comportamento che rispetto a quella pagina specifica del tuo sito il tuo utente target dovrebbe avere.

Spero con questo post di averti dato gli spunti per capire su cosa ragionare.

Se invece volevi qualcuno che ti dicesse un numero PRECISO, beh, allora vai li fuori e cerca: c’è sicuramente un CUGGINO pronto a risponderti!

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