Antonio mi chiede:

“Chi volesse sponsorizzare la propria attività di consulente di marketing (o anche Web Marketing) a chi dovrebbe rivolgersi? Titolari di attività commerciali?

Perché se ci si affida a interessi come “pubblicità”, “social media”, “marketing” si rischia di fare l’errore di Renato, giusto?”

La domanda di Antonio è MOLTO interessante e mi permette di spiegarti cosa faccio io per  risolvere la problematica posta.

Innanzitutto ti rispiego meglio la domanda, nel caso non l’avessi capita.

Il dubbio di Antonio è in pratica questo:
“Se di lavoro faccio il consulente di Marketing o Web Marketing, come faccio ad intercettare su Facebook i miei potenziali clienti?

Targhettizzo le mie sponsorizzate verso i Titolari di attività commerciali?

Perchè se targhettizzo per interessi come “pubblicità”, “social media”, “marketing” temo di disperdere il budget intercettando sopratttutto concorrenti…”

Bellissima domanda che mi da l’ispirazione per il post di oggi e che ti invito a leggere perchè questa è una problematica che si può presentare in diversi casi, e magari anche nel tuo.

Allora, come dicevamo, prendiamo ad esempio il MIO caso, che corrisponde alla situazione suggerita da Antonio: mi occupo di Web Marketing e uso (anche) Facebook per intercettare i miei clienti.

Raggiungere l’obiettivo NON è semplicissimo.
Infatti il mio target di cliente è l’imprenditore di una micro o piccola azienda.

Le attività commerciali non sono il mio target primario (anche se ho qualche cliente della categoria), quindi NON sono interessato ad intercettare i “Titolari di attività commerciali”.

a. Titoli Professionali
Potrei cercare di targhettizzare il mio pubblico per Titoli Professionali come “Imprenditore” e simili, e il discorso non farebbe una piega…

SE NON FOSSE CHE in Italia siamo pieni di “Imprenditore di me stesso”, “Titolare presso me stesso”, “Amministratore delegato della mia vita” e amenità simili.

Oltre a questo, chi è davvero imprenditore, molto spesso NON lo scrive sul profilo Facebook, ad esempio per evitare rotture di venditori a freddo di ogni tipo di prodotto/servizio.

Quindi usare il “Titolo Professionale”, in questo caso, NON risulta la via più efficace.

b. Interessi
Proviamo ad usare gli interessi.

Potrei targhettizzare il pubblico su Facebook per utenti interessati al Web Marketing, alla pubblicità, al Social Media Marketing…

SE NON FOSSE CHE in questo modo beccherei soprattutto uno stuolo di colleghi/concorrenti che è ovviamente plausibile siano interessati a questi argomenti.

E quindi? Come si fa?


Adesso ti svelo come ho fatto io.

1.  Lista email Collegamenti Linkedin
Ho un profilo anche su Linkedin, col quale ho circa 5.000 collegamenti.

Linkedin permette di esportare l’elenco dei collegamenti.
Quest’elenco contiene tutti i dati dei collegamenti, tra cui il “Titolo Professionale” e l’indirizzo email del collegamento.

A differenza di Facebook, il titolo professionale dell’utente di Linkedin è molto più di qualità rispetto a “l’imprenditore di me stesso” di Facebook, quindi questo mi ha permesso di individuare i reali imprenditori ed escludere i colleghi/concorrenti.

Poi questa lista l’ho caricata su Facebook per creare un pubblico personalizzato, che il sistema genera cercando tra gli iscritti al Social Network chi si è iscritto con una delle email contenute nella lista.

In questo modo riesco a ricontattare su Facebook quegli imprenditori che sono miei collegamenti su Linkedin.


2. Targhettizzazione per Interessi
Ho usato all’inizio anche la targhettizzazione per interessi.
Ma NON ho usato gli interessi legati al mondo del web marketing, bensì altri interessi che plausibilmente hanno gli imprenditori, come ad esempio: tecniche di vendita, aumento di fatturato, finanza, ricerca personale, ecc ecc.

In questo modo ho diminuito (anche se non escluso) il rischio di intercettare colleghi/concorrenti.


3. Lista Clienti
Ho inserito la lista email dei clienti e potenziali clienti raccolti negli anni di lavoro creando così un pubblico personalizzato di clienti coi quali continuare a comunicare.

4. Pubblico Simile (LookAlike)
Dopo un primo periodo in cui ho cominciato a crearmi un pubblico, ho sospeso la targhettizzazione per interessi sostituendola con la creazione di un pubblico simile partendo da:

  • Liste di clienti (partendo dalle mailinglist),
  • Pubblico di Remarketing del blog,
  • Pubblico di Remarketing della pagina Facebook,

Lasciando quindi al sistema l’incombenza di cercare utenti simili a quelli che hanno
già mostrato nei miei confronti.

5. IMPORTANTE: Ho sempre ESCLUSO i “colleghi” dalla targhettizzazione.

Questo è un consiglio importante.

Se è vero quello che dicevo prima, e cioè che gli imprenditori raramente scrivono su Facebook di essere imprenditori, il discorso si inverte quando parliamo di “addetti ai lavori” dei web, che molto spesso invece si classificano su Facebook con un titolo professionale come “Social Media Manager”, “Seo Specialist”, “Web Designer” ecc ecc.

Tutti questi “titoli professionali” sono ESCLUSI dalle mie sponsorizzate, riducendo il rischio di pubblicizzarmi verso colleghi.

Ecco come faccio Antonio.

Morale della favola:
Questo tipo di approccio può essere usato in diversi casi nei quali si corre il rischio di intercettare concorrenti. Quindi fanne buon uso.

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