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Senza categoria, SEO

La parole chiave NON sono tutte UGUALI. Ce ne sono di TRE tipi diversi, che servono a scopi DIVERSI. Ti spiego TUTTO in questa guida VELOCE…

Tre Tipi di Keywords

Ciao Gianpaolo, ho fatto SEO fai da te, e diciamo che ha funzionato! Sono ben posizionato e la maggior parte dei clienti mi arrivano tramite Google…anche perché per la tipologia di attività che faccio c’è più domanda consapevole che latente…

La frase sopra riportata è un estratto della mail che ho ricevuto dal mio amico Marco (nome finto), che ho conosciuto in un corso di formazione e che forse nei prossimi mesi diventerà anche mio cliente.
Marco di lavoro fa il formatore di Public Speaking, ovvero insegna a imprenditori, professionisti, studenti ecc le tecniche per sostenere un discorso in pubblico, superando le paure (che molti hanno) e migliorando la tecnica di comunicazione…

Marco è BRAVO, un professionista serio ed i suoi studenti, dopo il corso, RISOLVONO il problema del parlare in pubblico (come dimostrano le DECINE di testimonianze che ha sul suo sito di studenti soddisfatti).

Ma quest’articolo non è una “marchetta” ai corsi di Marco. Userò il suo caso per spiegarti e dimostrarti che esistono almeno TRE TIPI DIVERSI di parole chiave, che hanno SCOPI diversi e che quindi vanno usate DIVERSAMENTE…

Quindi allaccia le cinture che si parte

Le fasi del Processo di acquisto dei clienti

Prima di parlarti dei tipi diversi di keywords è necessario fare un ripasso ultraveloce sulle fasi del processo di acquisto dei clienti (vedi immagine sotto).

processo d'acquisto dei clienti

Ogni acquisto, qualsiasi sia il prodotto/servizio in questione, è generato da un processo composto dalle 5 fasi riportate nell’immagine: Scoperta del bisogno (o Stimolo), Ricerca delle informazioni, Valutazioni delle alternative, Acquisto e Utilizzo del prodotto/servizio (con conseguente Soddisfazione o Insoddisfazione).

Anche nel caso di Marco, i suoi clienti seguono questo processo, partendo dalla “Scoperta del Bisogno”: scoprono di avere un PROBLEMA nel parlare in pubblico (paura, poca scioltezza, ecc) e cercano su Google, come diceva Marco prima…si ma, cosa cercano?

I TRE TIPI diversi di parole chiave e come usarle nella strategia SEO di Marco (e forse anche nella TUA)…

1) Keywords Commerciali

La prima tipologia di parole chiave che ti presento sono le keywords commerciali.

Cosa intendo per keywords commerciali?

Per Keywords commerciali intendo quelle keywords usate da utenti che sanno di avere un problema, conoscono già qual è la soluzione al loro problema e quindi usano Google per cercare le alternative di soluzioni che sono presenti online e scegliere tra quelle disponibili quale acquistare.

In parole povere e tornando all’esempio di Marco: sono un imprenditore che per lavoro si trova a partecipare a convegni periodici e a dover parlare in pubblico, me la faccio addosso dalla paura ogni volta che vedo il palco e il microfono, so che esistono corsi per parlare in pubblico e cerco su Google “Corso di Public Speaking” per scegliere quello da frequentare.

Nell’immagine sotto, un’analisi (molto veloce) che ho fatto con lo strumento di pianificazione di parole chiave di Google per questo tipo di ricerche:

Keywords Commerciali

*la colonna RMM dell’immagine elenca il numero medio di ricerche mensili fatte su Google per la keyword di riferimento.

Come è posizionato Marco per queste Keywords?

Per una buona parte di queste keywords Marco è già ben posizionato: con “corsi per parlare in pubblico”  e “corso public speaking” ad esempio è nelle primissime posizioni di Google.

Cosa è utile notare

–  Keywords commerciali geolocalizzate

Come vedi nell’immagine ci sono diverse ricerche geolocalizzate (ex, corso public speaking milano). Questo tipo di keywords si riferiscono a ricerche fatte da utenti che ricercano corsi e date di corsi nella città dove vivono, perché probabilmente sono “pronti” all’acquisto.

Queste keywords sono ben presidiate da Marco su Google? Si, Marco è molto ben posizionato anche su queste keywords.

Essendo però Keywords “molto calde”, mi sento di consigliare a Marco di essere presente anche con Adwords (gli annunci a pagamento di Google), che adesso non fa e quindi si trova ad essere spesso primo su Google “organicamente” ma con i 4 risultati sponsorizzati che lo precedono di concorrenti.
Perché non essere presente anche li?

– Keywords alternative

L’altra cosa da notare riguardo l’immagine dell’analisi delle keywords di Marco si riferisce alle keywords alternative. “Corso di Oratoria”, anche se con poche ricerche rispetto alle altre, è una keyword che Marco NON presiede su Google, benché si riferisca (chiamandolo in un altro modo) proprio al suo tipo di corso (infatti i risultati di Google per quella ricerca sono di suoi concorrenti).

Quindi Marco forse potrebbe valutare nelle prossime settimane di scrivere articoli del suo blog sui “Corsi di oratoria” ;).

L’altro gruppo di keywords correlate riportate nell’analisi si riferisce al gruppo di parole chiave “corso di comunicazione”.
Su queste keyword va fatto un ragionamento più prudente: da un lato, ho il dubbio che possa essere una keyword usata da chi cerca un corso sul public speaking, ma non è ben informato e non lo chiama nel modo giusto.

Dall’altro sono certo che sia un tipo keyword usata per svariati altri tipi di corsi.
Tra l’altro la mia considerazione è supportata dal fatto che cercando su Google “corso di comunicazione milano” vengono fuori risultati che parlano di diversi tipi di corsi (public speaking ma anche pnl, marketing ecc).

Marco non è posizionato per queste keywords, ma il mio consiglio è di lasciarle perdere (almeno per ora) e al massimo di fare PRIMA dei test con Adwords, per capire se convertono, e solo dopo (in caso di esito positivo) lavorare sulla SEO.


2) Keywords Informative

La seconda tipologia di parole chiave che ti presento riguarda le keywords informative: le parole chiave informative sono quella tipologia di keyword usata dagli utenti quando sanno di avere un problema, NON conoscono perfettamente quale sia la soluzione al problema e quindi fanno ricerche su Google simili a “Come risolvere il problema…”.
Nell’immagine sotto l’analisi (molto veloce) di questo tipo di keywords fatta per Marco:

Keywords Informative

Prima dettaglio da notare riguardo a queste keywords è che sono molte di più rispetto a quelle “commerciali” (benché io abbia dedicato lo stesso tempo delle altre nella ricerca).

Altra cosa interessante da notare è che, se per le prime Marco è già molto ben posizionato (almeno per le principali keyowrds), per questo gruppo di Keywords Marco NON C’E’: su Google non è presente in prima pagina.

E questo è un vero peccato…

Gli utenti che fanno queste ricerche sono in Target per Marco quanto gli utenti che fanno le ricerche “commerciali” (e in alcuni casi di più). Quindi su questo si potrebbe e dovrebbe lavorare MOLTO per migliorare il posizionamento organico del sito di Marco.

Come usare queste keywords

Fai attenzione a questo punto. A differenza delle keywords “commerciali”, con le keywords “informative” l’utente (probabilmente) non è immediatamente pronto all’acquisto, ma è nella fase di ricerca informazioni.

Quindi, quello che devi tentare di fare ASSOLUTAMENTE  è cercare di stabilire una connessione!
Cioè: il tipo se la fa addosso a parlare in pubblico, e comincia a cercare informazioni su Google.
Arriva sul sito cercando ad esempio “paura di parlare in pubblico”, ma è difficile che durante quella visita acquisti il corso o chieda più informazioni compilando un form.

Per questo motivo dobbiamo cercare di creare con lui un legame, evitando il rischio che legga quella pagina, esca dal sito e non ci torni mai più (perché magari si dimentica o nel frattempo trova altri siti di concorrenti).

E come stabiliamo una connessione? Possiamo farlo in diversi modi:

  • Remarketing: c’hai presente le “pubblicità che ti inseguono?” T’è mai capitato di cercare un prodotto su Amazon e poi quel prodotto te lo ritrovi nei banner pubblicitari di Repubblica, Corriere ecc ecc? Ecco, quello è il remarketing e funziona sostanzialmente così: un utente visita il tuo sito, viene “schedato e riconosciuto” per poi essere intercettato su Facebook o sui siti che hanno i banner con la nostra pubblicità.

In questo modo fai “pubblicità” verso qualcuno che già ti conosce e che ha già dimostrato interesse nei tuoi confronti,

  • Raccolta Email (lead generation): altro modo per stabilire una connessione è ad esempio mettere nella pagina del sito che parla della “paura di parlare in pubblico” (la keyowrd con cui abbiamo intercettato l’utente in questo esempio) un Ebook che parla dei “Consigli per superare la paura di parlare in pubblico” scaricabile gratuitamente in cambio dell’indirizzo email.
    In questo modo avremo instaurato un legamo con l’utente da quel momento in poi potremo contattare per email per l’invio di altre informazioni.

3) Branded Keywords
L’ultima tipologia di parole chiave che ti presento in quest’articolo sono le Branded Keywords, ovvero le ricerche per brand: un utente ti conosce e cerca il tuo nome o  il nome della tua azienda su Google.

Per fare il mio esempio, la mia “branded keyword” è Gianpaolo Antonante (visto che così si chiama il mio blog e così mi chiamo io).

Eh ma col mio nome sono già Primo su Guggol, a che serve parlare di queste keywords?

Forse hai pensato ad una frase del genere. Lo comprendo, ma ti spiego perché NON è scontato parlare anche di questa tipologia di keywords.

Partiamo dall’obiettivo che dovresti raggiungere anche tu per la tua azienda: PRESIDIARE COMPLETAMENTE la prima pagina di Google. Quindi non solo la prima posizione ma tutta la prima pagina.

Se cerchi su Google Gianpaolo Antonante, tutta la prima pagina la “controllo” io. Ci sono ovviamente i primi risultati che si riferiscono al mio blog, poi quelli del sito web aziendale, poi i miei profili Social (Linkedin, Facebook, Youtube ecc).

Chi mi cerca, non può NON trovarmi.

Per la tua azienda succede lo stesso? Prova a controllare…

Perché è importante che ci sia SOLO tu se cercano te

Presidiate la prima pagina di Google per le branded keywords è molto importante per diversi motivi

  • Sei subito rintracciabile: Ti sembrerà banale ma non lo è. Ti faccio un esempio molto semplice che mi è capitato la scorsa settimana. Dovevo tagliare i capelli, non ho salvato il numero del mio barbiere e lo cerco su Google. Mi viene fuori il risultato di Google Map “Parrucchiere Claudio” (il mio barbiere si chiama Claudio) e clicco direttamente sul numero dal cellulare: peccato che il Claudio che mi risponde sia un altro parrucchiere e non il mio barbiere (che non ha sito, non ha la “mappa” su Google” ed è quasi invisibile online). Nel caso del mio barbiere ho rintracciato il suo numero e non sono andato dal concorrente, ma nel tuo succederebbe lo stesso? E’ il caso di correre il rischio?
  • Diminuisci potenziali problemi di reputazione.
    La settimana scorsa mi chiama una cliente che è iscritta alla mia newsletter. Si sono accorti che digitando su Google il nome della loro azienda, al secondo posto su Google appare una notizia di un quotidiano online che titola “[Nome azienda]: tutti rinviati a giudizio.” Ora, la notizia è del 2014 e si riferisce ad un rinvio a giudizio che era nel caso specifico un atto formale dovuto che poi non ha portato ad alcun tipo di condanna.

Però sarai d’accordo con me sul fatto che avere come secondo risultato di Google, un link che dice che “siete tutti rinviati a giudizio” NON è il massimo della vita.

Se quest’azienda fosse stata (ad esempio) attiva sui social ed avesse quindi occupato tutta la prima pagina di Google, probabilmente questo problema non si sarebbe presentato.

Conclusione

Come spero di averti fatto capire, le parole chiave NON sono tutte uguali: hanno scopi diversi tra loro e vanno di conseguenza usate in maniera diversa.
Spero che l’articolo ti sia stato d’aiuto per capire meglio la tua situazione SEO, e migliorare la tua strategia per i prossimi mesi.

Adesso scusami, ma devo andare: devo fare la fattura a Marco per la consulenza di questo articolo ;).

E se pensi di aver bisogno anche tu di consulenza sulla SEO, contattami da qui.


Prima di lasciarci

Anche per oggi il post è finito.

Prima di lasciarci però ti chiedo una piccola CORTESIA: ripagami lo sforzo che impiego nella stesura di
questi contenuti semplicemente facendo click su uno dei tasti di condivisione.

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A te non costa nulla, per me è invece fonte di grande soddisfazione 🙂
Ciao e ci vediamo al prossimo articolo!

2 Commenti

  1. Marco

    Questo è yeah.

    Tutto un trucco per farmi cadere nel tranello della SEO fai da te e poi trovarmi imbrogliato in una matassa dalla quale solo un certo Gianpaolo Antonante potrà tirarmi fuori 😛

    Ad ogni modo, sto cominciando a cincionare con le keyword in alcune nicchie microscopiche, e devo dire che la cosa funziona in maniera eccellente.

    Un dubbio: quanto vale, in una nicchia veramente microscopica, un risultato in termini di RMM pari a zero? Sono sicuro che qualcuno quella cosa la cerchi (altrimenti non esisterebbe), ma per alcune parole chiave ottengo RMM a zero, e mi riferisco a parole chiave commerciali principali, diciamo la “main definition” di quella cosa.

    Si parla di obiettivi di qualche decina di contatti l’anno, se può essere un indicatore utile. Diciamo quelle piccole cose che alcuni cercano ma che nessuno trova, pertanto bassissima competizione (e non potrebbe essere altrimenti, essendoci RMM zero :-D).

    Grazie per lo splendido lavoro che fai! (Attendo trepidante l’articolo promesso sulla pubblicazione delle pagine/catalogo per chi tratta molti articoli… ;-)).

    Ciao!!!

    • Ciao Marco, la domanda che poni prevede una risposta articolata. In un commento non ci sta tutta. Anche in questo caso potrei prendere la tua domanda come spunto per un nuovo articolo.

      Cerco di darti un paio di indicazioni utili:
      1) Puoi attivare una breve campagna Adwords (di 10/15 gg) per verificare i reali volumi di ricerca di quella keyword. Lo strumento di pianificazione delle parole chiave, per tutta una serie di motivi, non fornisce dati precisi. Adwords molto di più. Ricordati però di usare keyword a corrispondenza esatta su Adwords per raccogliere questo dato (se non sai cos’è l corrispondenza esatta, cerca su Google),

      2) Verifica con Analytics quante visite organiche “entrano” nel tuo blog dalla pagina in questione. Questo dato risponderà al tuo dubbio su quanto traffico genera quella keyowrd sul tuo blog.

      Ciao

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