Le pagine Facebook aziendali non funzionano più.
Fino a qualche anno fa, se avevi mille fan alla pagina e pubblicavi un contenuto veniva visto da una grossa (grossissima) fetta di quei 1000.

Anzi, lo vedevano quasi tutti.
Poi col tempo la visibilità gratuita (che in termini tecnici è chiamata “reach organica”) è andata sempre più calando, fino ad oggi quando, se hai 1000 fan e un contenuto lo vedono in 200 non devi essere contento.

Ti dico di più, devi essere entusiasta: il 20% di reach organica è un successone.

Per questo le pagine Facebook aziendali non “funzionano” più.
Non funzionano più GRATIS, quantomeno.

Ci sono però i gruppi Facebook. Che possono essere collegati ad una pagina e quindi alla tua azienda e con i quali, a differenza delle pagine, la visibilità è ancora molto alta, e quando ci si iscrive ad un gruppo molto spesso si ricevono notifiche ad ogni nuovo contenuto pubblicato.

Per questo motivo, molto spesso imprenditori miei clienti mi chiedono:
“Ma se aprissimo il nostro gruppo Facebook? Tu come la vedi Gianpà?”

Ti parlerò dell’argomento in quest’articolo, in cui cercherò di sviscerare tutti i modi possibili per sfruttare a proprio favore un gruppo Facebook aziendale e quali obiettivi cercare di perseguire col suo utilizzo.

Ma ora cominciamo.
Buona lettura.
😉

Come trasformare un Gruppo Facebook DI ALTRI in uno strumento aziendale EFFICACE di acquisizione / fidelizzazione clienti

Come sfruttare a proprio favore i Gruppi Facebook di altri

Come avrai notato, nel titolo ho scritto “un Gruppo Facebook (tuo o di altri)…”

Tuo o di altri.
E’ da quel “altri” che voglio partire.

Perché prima che pensare all’apertura di un gruppo proprio, in alcuni casi, è possibile sfruttare LECITAMENTE a proprio vantaggio i Gruppi Facebook creati da altri.

Ti spiego come.

 Esistono tanti gruppi Facebook nati allo scopo di condividere esperienze e permettere agli utenti di chiedere consigli.

Ce ne sono di tutti i tipi e che parlano di tutti gli argomenti.
Te ne cito uno solo che riguarda il mio settore, ma può darsi che ce ne siano anche nel tuo.

Il gruppo Facebook d’esempio è questo: Social Media Marketing Italy. 

In questo gruppo si parla di Social Media Marketing (appunto) e nasce con lo scopo di permettere ai suoi iscritti di fare domande, chiedere consigli e sottoporre problemi che stanno avendo nella gestione di campagne Social in cerca di qualcuno che li aiuti.

Come potrei sfruttare lecitamente a mio favore questo gruppo?

In due modi principalmente:

1) Pubblicando post “formativi” sul  gruppo
Come già faccio spesso sulla mia pagina e sul mio profilo, potrei pubblicare all’interno di quel gruppo contenuti “formativi” che aiutino gli iscritti ad imparare qualcosa.

Potrei spiegare “come fare per ridurre il costo delle sponsorizzate Facebook” e potrei presentare un Caso di Successo spiegando più o meno nel dettaglio le azioni messe in campo per arrivare a quel risultato.

In entrambi i casi non sembrerebbe una “pubblicità” diretta verso di me, ma il valore pratico delle informazioni messe a disposizione mi aiuterebbe a farmi “un nome” e a farmi scoprire e conoscere da quel pubblico,

2) Rispondendo ai post degli altri
La seconda modalità che si ha a disposizione per sfruttare lecitamente a proprio vantaggio un gruppo Facebook di altri è quello di rispondere ai post pubblicati dagli iscritti.

Sempre tornando all’esempio del gruppo Social Media Marketing, come dicevo, molto spesso viene utilizzato dagli utenti per chiedere consigli su come gestire una determinata campagna Facebook (ad esempio).

Potrei quindi rispondere a post simili a quello, rispondendo al dubbio dell’iscritto e cercando di dare una risposta utile il più possibile.

In questo modo, la mia risposta verrebbe letta non solo dall’utente che ha fatto la domanda ma anche da tutti gli altri iscritti al gruppo interessati a quel post e, se davvero utile, svolgerebbe la stessa funzione del punto 1): mi permetterebbe di farmi “un nome” (o come direbbero quelli bravi, mi aiuterebbe a fare “personal branding”) e mi farebbe conoscere da tutti quegli utenti.


Le REGOLE DA SEGUIRE per questa tattica

Entrambi questi modi di utilizzare gruppi di altri possono rivelarsi molto efficaci ma ATTENZIONE, ci sono delle regole da seguire che ti riporto qui sotto:

1) Devi “sfruttare” i gruppi che ti permettono di farlo
Stai MOLTO ATTENTO a questo punto.
Non devi fare SPAM.
Non devi fare il furbo.

Quello che ho scritto sopra non deve assolutamente essere frainteso.
L’ho sottolineato più volte: quei consigli possono essere seguiti LECITAMENTE a patto che il gruppo su cui si postano articoli o nel quale si commenta lo PERMETTA ESPLICITAMENTE nelle sue regole.

Ogni gruppo Facebook ha le sue regole (chiamate anche policy) che troverai pubblicate al suo interno.
PRIMA di fare qualsiasi azione devi leggere queste regole e verificare cosa permetta di fare il gruppo.

Perché non puoi entrare in un gruppo aziendale e cercare di “fregare clienti”: non ho detto di fare ciò e verresti (giustamente) sbattuto fuori a male parole.

Ci sono però tanti gruppi che permettono di fare quanto ti ho descritto, come quello di Social Media Marketing che ti ho riportato nell’esempio, proprio perché nascono come community all’interno delle quali scambiarsi opinioni e consigli.

Quindi cerca gruppi del tuo “settore”, che abbiano iscritti tuoi potenziali clienti e se le regole lo permettono, fai quanto t’ho consigliato: potresti beneficiarne prima di quanto tu creda.

2) Devi avere un profilo personale di Facebook “lavorativo”
Questo punto potrebbe sembrare un dettaglio ma invece è molto importante se si vuole attuare questa tattica.

Devi avere un profilo personale che parli di te “lavorativamente”. Ti spiego.
Diciamo che trovi il gruppo adatto al tuo caso nel quale postare articoli e commentare i post degli altri. Diciamo che sei anche bravo e scrivi robe interessanti.

Cosa fanno gli utenti che per la prima volta vedono un tuo articolo/commento interessante in un gruppo Facebook?

Buona parte di loro vuole capire chi sei e indovina un po’?
Clicca sul tuo nome e visita il tuo profilo personale.

A quel punto può trovarsi di fronte a due situazioni:

  1. Nel tuo profilo trova altri contenuti interessanti e gli viene quindi confermata la prima buona impressione che ha avuto di te e magari comincia a seguirti assiduamente,
  2. Nel tuo profilo trova la tua foto con la parrucca bionda e le corna da vichingo di quando eri completamente ubriaco all’ultimo Oktober Fest

E la buona prima impressione che gli avevi fatto nel gruppo va a farsi benedire.
Quindi evita 😉 il rischio di queste figure ed anzi fai in modo che ogni volta che posti qualcosa in un gruppo, i primi contenuti del tuo profilo siano tutta “roba buona” da far vedere.


PREGI E DIFETTI di questa tattica
Questa “tattica” di sfruttamento dei gruppi Facebook creati da altri ha dei pregi e dei difetti.

PREGI:
I pregi consistono nel poco impegno che ti porta questa tattica. A differenza di quanto accade aprendo un gruppo proprio, se commenti o posti articoli in gruppi creati da altri non hai impegni prestabiliti e il carico di lavoro è minore.

Certo, devi comunque essere presente con costanza se vuoi ricavarne benefici, ma sempre meno che quanto succede avendo un gruppo proprio.

DIFETTI:
I difetti principali di questa tattica sono due:

1) Il primo è che se al proprietario del gruppo su cui commenti gli stai sulle scatole ti sbatte fuori e tu t’attacchi al tram.

Quindi magari ti impegni per mesi su un gruppo, cominci a diventare “importante” e visibile e proprio in quel momento succede che a qualcuno comincia a rodere il sederino e ti fanno fuori.

E tutto il lavoro che hai fatto nel tempo se ne va alle ortiche.

2) Spesso NON esistono gruppi Facebook “in target”.
In molti settori è difficile trovare gruppi Facebook esistenti che siano in target e che abbiano iscritti “potenziali clienti”.

E quindi semplicemente questa tattica non può essere adottata per mancanza di materia prima.


Consiglio finale su questa tattica
Il consiglio finale che posso darti su questa tattica è che può essere un buon modo per cominciare.

Ma quando vedi che funziona e che quello che dici piace, allora meglio che t’organizzi il prima possibile per avere un gruppo TUO, dal quale nessuno potrà buttarti fuori…

E così veniamo alla seconda parte dell’articolo, quella dedicata al Gruppo Facebook “proprietario”.

Come trasformare un Gruppo Facebook TUO in uno strumento aziendale EFFICACE di acquisizione / fidelizzazione clienti

Ora parliamo dei Gruppi Facebook aziendali.
Ti spiegherò:

  • Perché dovresti aprire il tuo Gruppo Facebook
  • Quali obiettivi dovresti porti con l’apertura di un Gruppo Facebook

Perché dovresti aprire il tuo Gruppo Facebook

Partiamo dal capire PERCHE’ un’azienda dovrebbe valutare l’apertura di un gruppo Facebook.
I motivi sono diversi e qui sotto te ne elenco qualcuno.

1. Maggiore interazione = Maggior coinvolgimento del tuo pubblico

Le pagine Facebook “erogano” contenuti e NON permettono un coinvolgimento pieno dell’utente.
Da una pagina aziendale un utente si aspetta di ricevere comunicazioni, non tanto di darne.

Per questa loro natura le pagine Facebook hanno difficoltà a stimolare il coinvolgimento dell’utente: ci sono casi di successo in questo senso, ma sono eccezioni che confermano la regola.

Tant’è vero che se un utente decide di creare un post su una pagina che lo permette, il suo post viene pubblicato in un “angolino” per niente visibile della pagina.

Facebook NON vuole che la pagina permetta una facile interazione e questo è un fatto.

I gruppi Facebook al contrario permettono l’interazione massima perché:

  • Permettono all’utente di creare una discussione e pubblicare un post,
  • Inviano notifiche agli iscritti per buona parte dei nuovi contenuti pubblicati, incentivando quindi l’interazione,
  • In virtù dei due punti sopra, sono anche naturalmente percepiti dagli utenti come luoghi virtuali in cui si ha diritto di parola

Alla luce di quanto detto, l’apertura di un gruppo Facebook per un’azienda serve ad attivare un canale di comunicazione bidirezionale coi propri clienti, dall’utilizzo del quale si possono recepire una marea di spunti.


2. Creare una Community attorno al tuo prodotto/servizio

La gente ama riunirsi attorno alle proprie passioni.
Condividere la passione per un’idea o un prodotto è da sempre fonte di aggregazione e online, quest’impulso ad aggregarsi esiste praticamente da sempre.

I Forum negli anni scorsi la facevano da padrone.
Si trovavano (e si trovano ancora) forum per tutti i gusti:

  • Forum sulle auto e moto,
  • Sul cinema e sui telefilm,
  • Sul Fantacalcio e sul calcio in generale (poteva mancare?)
  • Su Politica ed economia,
  • Sul Make Up e il benessere fisico,
  • …chi più ne ha più ne metta.

La gente parla di tutto.
E da qualche anno ha sostituito i Forum coi Gruppi Facebook.
Se riesci ad avere un Gruppo Facebook nel quale gli utenti parlano del tuo prodotto/servizio hai fatto bingo!

Com’è possibile questa cosa?
Beh, lo diventa quando quello che vendi è legato ad una passione.

Ecco qualche esempio.

Vendi guanti per portieri da calcio?

Se crei un gruppo Facebook i tuoi clienti (portieri di calcio amatoriale) parleranno della loro passione e in mezzo alle loro discussioni parleranno del tuo prodotto (come succede in Guanti da portiere Il gruppo di Portierecalcio.it).

Vendi frese per il legno?
(che sono attrezzi utilizzati dai falegnami hobbisti per le loro creazioni).
Se crei un gruppo Facebook i tuoi clienti (falegnami hobbisti) parleranno delle loro creazioni, della loro passione e in mezzo alle loro discussioni parleranno del tuo prodotto. (come succede in Frese Fraiser Community).

Vendi formazione per ristoratori?
Se crei un gruppo Facebook i tuoi clienti (i ristoratori) parleranno dei loro problemi, chiederanno consigli agli altri membri del gruppo, e alla fine ti infili nelle loro discussioni, fornendo il tuo autorevole punto di vista aumentando la percezione del tuo “brand” generando nuovi clienti (come succede in Ristoratore Top).

Quindi, per farla breve: in tantissimi casi un gruppo Facebook può essere la svolta per instaurare un canale diretto di comunicazione coi tuoi clienti.

Se poi quello che vendi ha a che fare con passione/hobby allora il gruppo DEVI aprirlo SUBITO.


Quali obiettivi dovresti porti con l’apertura di un Gruppo Facebook

Abbiamo capito che con l’apertura di un gruppo Facebook si attiva uno strumento in grado di permettere una comunicazione diretta col proprio target.

Ok. Ma come sfruttare questo strumento?
O meglio: apro il gruppo, ma con quale obiettivo da raggiungere?
Nel gestirlo quotidianamente, a quali risultati devo aspirare?

Beh, se mi segui da un po’ avrai ben capito che io seguo le aziende e l’unico risultato che interessa (giustamente) alle aziende è l’aumento del fatturato e delle vendite.

Di conseguenza l’apertura di un gruppo Facebook per un’azienda ha lo stesso obiettivo: AUMENTARE IL FATTURATO.

Ma come ci si arriva a quell’obiettivo?
E’ evidente che non si può pensare di aprire un gruppo Facebook oggi e pensare che da domani aumenti le vendite.

E quindi è scontato dedurre che va previsto un processo che porti a quel risultato finale.
Ecco perché ti spiego quali sono i primi due obiettivi da perseguire per arrivare all’aumento delle vendite.

1. Incrementare l’Autorevolezza

Se apri un gruppo aziendale, è probabile che le persone, i tuoi potenziali clienti, comincino a porre domande e chiedere consigli sull’uso del tuo prodotto/servizio o qualcosa comunque di correlato.

A quel punto se rispondi in maniera efficace, questo processo porta nel tempo ad accrescere la tua autorevolezza verso il tuo pubblico.

Se qualcuno ha un problema che non riesce a risolvere e tu gli rispondi in maniera da aiutarlo, quella persona comincerà a ritenerti “l’esperto” a cui rivolgersi nel caso di bisogno.

Inoltre il bello di un gruppo Facebook è che quando rispondi ad UNA PERSONA, la tua risposta la vedono in TANTI, amplificando di molto l’efficacia dell’azione e quindi non sarà solo la persona a cui hai risposto direttamente a cominciare a ritenerti esperto ma anche tutti gli altri che leggeranno quel post.

Suppongo sia superfluo spiegarti perché è importante avere l’obiettivo di aumentare la propria autorevolezza.

Se la gente ti ritiene un esperto, compra più facilmente da te facendo meno resistenze sul prezzo (anche se è più alto).

Pensa a quando devi andare dal dottore:

  • Se vai dal medico generico e ti chiede € 150 per una visita pensi che sia “una rapina”,
  • Se invece vai da uno “specialista” quella tariffa la consideri normale.

Ecco, l’autorevolezza serve proprio a questo: a costruire il tuo brand e la tua reputazione, facendo percepire i tuoi prodotti/servizi di maggior valore rispetto a quelli della concorrenza.


2. Scatenare il passaparola e aumentare la fiducia nei tuoi confronti

Occhio che siamo arrivati al punto forte dell’articolo.

I concetti che ti spiegherò ora probabilmente li hai già sentiti ma altrettanto probabilmente non ne avevi mai sentito parlare collegati ai gruppi Facebook.

La riprova sociale.
Forse hai già sentito parlare di riprova sociale, ovvero la leva delle persuasione citata da Robert Cialdini nel suo best seller, per la quale “Le persone, in media, tendono a ritenere maggiormente validi i comportamenti o e le scelte che vengono effettuati da un elevato numero di persone.” 

 Di solito questo concetto è legato alle testimonianze e alle recensioni dei clienti soddisfatti.
Molti conoscono il concetto di riprova sociale ma quasi tutti lo applicano SOLO con le testimonianze e le recensioni.

Che va bene, per carità e bisogna assolutamente continuare a raccogliere le testimonianze e le recensioni dei propri clienti.

Solo che questa attività cominciano a farla in tanti e quindi rischia di non differenziarci poi così tanto e col tempo potremmo assuefarci al fenomeno, rendendolo meno efficace.

E soprattutto, la riprova sociale NON è solo testimonianze.

“Ma come può aiutarmi un gruppo Facebook riguardo alla riprova sociale?” ti starai forse chiedendo a questo punto…

Qui viene il bello.
Un gruppo Facebook aziendale è spessissimo una fucina naturale di continui segnali di riprova sociale spontanea!

Nà roba FANTASTICA!
Guarda gli esempi qui sotto.

1.  Frese Fraiser Community

Matteo e Andrea sono i due fratelli fondatori del brand Fraiser, un marchio produttore di frese per il legno, uno strumento utilizzato dai falegnami per le loro lavorazioni.

Matteo e Andrea (che sono miei clienti)  hanno creato il loro gruppo Facebook, all’interno del  quale dispensano consigli su come lavorare al meglio il legno ed utilizzare nel modo giusto gli attrezzi del mestiere (semplificando molto il concetto).

Bene, ma cosa è cominciato a succedere in maniera automatica e spontanea con l’apertura del gruppo?

E’ successo quello che vedete nelle immagini sotto:



I clienti che hanno acquistato le frese Fraiser hanno cominciato a postare in maniera spontanea foto che ritraggono loro lavori fatti col le Fraiser o semplicemente l’arrivo del pacco con il prodotto (che effettivamente è fatto bene e si fa fotografare)

Ma tutto questo cosa comunica?
Se i clienti, spontaneamente pubblicano questi post sul gruppo, quali messaggi passano?

Te lo dico io:

  • Le frese Fraiser funzionano davvero bene: come dice l’azienda, ma se lo dice un cliente che dimostra con la foto di un lavoro che la frese l’ha appena usata capirai che è n’altra roba,
  • Quelli di Fraiser non sono truffatori e ci si può fidare: perché vendono online con un ecommerce, e si sa, quando acquistiamo da un ecommerce finchè non arriva il pacco non siamo sicuri al 100%.

Se altri clienti mostrano il pacco arrivato con successo, quel dubbio me lo tolgo.


2. Gli eroi di Bastamuffa

Dopo le frese per legno passano ai trattamenti antimuffa.

Giuseppe (da qualche tempo mio cliente) è l’ìdeatore di Bastamuffa.com, il sistema di trattamento antimuffa su misura.

Nel suo caso era tempo che provavamo a capire come raccogliere in maniera efficace le testimonianze dei clienti per poter lavorare sulla “riprova sociale”.

Tuttavia gli sforzi precedenti non avevano ottenuto i risultati sperati e le testimonianze raccolte erano poche.

Poi un paio di mesi fa viene a Giuseppe l’idea di aprire un gruppo Facebook, chiamato gli “Eroi di Bastamuffa” e di invitarci i già clienti a cui avevano già venduto il trattamento.

Ecco quello che è successo:



Spontaneamente i suoi clienti cominciano a postare entusiasti sul gruppo le foto del PRIMA e DOPO il trattamento, mostrando come hanno risolto il problema.

Cosa comunica tutto questo?

Te lo dico io:

  • Il trattamento funziona davvero
    Il problema della muffa è difficile da sconfiggere in diverse situazioni.
    Gli utenti che richiedono un preventivo a Giuseppe e al suo staff si trovano quindi di fronte al preventivo di un’azienda online che non conoscono e non sanno se la soluzione proposta possa essere efficace.Se gli altri clienti mostrano spontaneamente il successo della loro esperienza, con tanto di foto del PRIMA E DOPO, questa diffidenza si abbatte.
  • “L’azienda esiste davvero e non mi fregheranno”
    Come dicevo qualche riga più in su, Bastamuffa.com vende in tutta Italia praticamente solo dal web.
    Vende trattamenti antimuffa, ovvero prodotti che non si è abituati a comprare su internet.C’è un grosso ostacolo di “fiducia” da superare: “chi mi dice che questi non mi tirano il pacco?” penseranno in tanti.Grazie al gruppo invece non solo Giuseppe ma anche il suo intero staff si mostra disponibile a consigli mostrando di esistere e di essere a disposizione dei clienti. E questo aumenta di molto la fiducia degli utenti.

Conclusione

I gruppi Facebook sono impegnativi, molto impegnativi.
Se pensi di aprire un gruppo Facebook devi mettere nel conto che devi dedicarci RISORSE, perché non può stare li abbandonato, altrimenti non funzionerebbe.

Va invece presidiato quotidianamente, e questo comporta sforzi.

Ma può diventare uno STRAORDINARIO strumento di vendita, alla quale potrai arrivare aumentando la tua autorevolezza e, grazie alla riprova sociale, anche la FIDUCIA del potenziale cliente nei tuoi confronti.

Ora sta a te decidere se puoi usarlo anche nel tuo caso.
😉

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