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Social Media Marketing

Facebook NON Funziona! La STRAMBA opinione di 3 fenomeni del web marketing che se non stai ATTENTO diventano i tuoi fornitori (con le AMARE conseguenze del caso)….

Facebook Non Funziona
Qualche giorno fa ho scritto un post su Facebook intitolato “Il sito internet NON TI SERVE! (se stai aprendo un negozio di abbigliamento…)” nel quale parlavo del caso di un’imprenditrice che mi aveva contattato il giorno prima per chiedermi una consulenza.

Si tratta di una ragazza che sta per aprire un negozio di abbigliamento in una città veneta. M’ha chiamato inizialmente per chiedermi un preventivo per realizzare il sito internet, richiesta alla quale ho risposto con “Il sito NON ti serve, devi aprire una pagina Facebook e mostrare alle utenti della tua città i tuoi capi in vendita, aiutandoti con gli annunci sponsorizzati per raggiungere un pubblico più ampio…”

Tutto fila liscio finchè non decido di sponsorizzare a mia volta il post in questione…e Sim Sala Bim, puntuali come gli orologi svizzeri, spuntano i fenomeni del web marketing che con i “secondo me…” del caso espongono la loro sfilza di STRAMBE opinioni riguardo all’argomento.

Ma tranquillo che entro nel dettaglio, mettiti comodo e buona lettura!

Facebook NON Funziona! La STRAMBA opinione di 3 fenomeni del web marketing che se non stai ATTENTO diventano i tuoi fornitori (con le AMARE conseguenze del caso)….

Dicevo prima che, appena sponsorizzato il post di cui accennavo in apertura, TAC ecco venir fuori i fenomeni in disaccordo con le mie opinioni…Ma facciamo così, te li presento e lascio parlare loro 😉

Prima però una importante premessa
Il caso di cui parlavo in quel post di Facebook aveva queste caratteristiche:  piccola imprenditrice LOCALE che sta per aprire il suo primo negozio di abbigliamento donna e sta pensando a come poter sfruttare internet per acquisire SUBITO clienti, con un budget a disposizione di € 2.000/3.000 al massimo.

Il mio consiglio era quello di lasciar PERDERE l’idea di realizzare un sito web, perché col poco budget a disposizione, è più produttivo (in questo caso specifico) focalizzarsi sull’apertura di una pagina Facebook da sfruttare come “vetrina virtuale” del proprio negozio, intercettando le utenti in target (donne della sua città nella fascia di età delle sue clienti) per fargli vedere i capi in vendita e stimolare l’effetto “wow che bello, quasi quasi lo compro…”, che è un po’ quello che succede a gran parte delle donne quando passano davanti ad una vetrina e scorgono qualcosa che gli piace (scarpe, vestiti ecc).

Ed ecco le opinioni dei miei amichetti…(che ho reso anonimi per tutelare la loro privacy)


Fenomeno n° 1: Ronaldo Luís Nazário de Lima, conosciuto semplicemente come Ronaldo

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Il mio amico Ronny dice che la mia analisi non è del tutto corretta (e vabbè, me ne sono fatto una ragione), aggiungendo poi i suoi perché:

  1. Quello che fai su una pagina di Facebook, la puoi fare anche su un sito web,
  2. Le potenzialità di un sito web sono infinite mentre Facebook è limitato,
  3. Se non aggiorni costantemente Facebook (di solito le persone su FB sono più avide di contenuti) la tua pagina va a finire in un angolo buio dimenticata da tutti, esattamente come il sito web non aggiornato,
  4. Per esperienza posso dire che i siti web (se fatti bene e con criterio) portano più clienti che una pagina Facebook.

Questo è quello che invece penso io a riguardo delle sue obiezioni:

1) Quello che fai su una pagina di Facebook, la puoi fare anche su un sito web

NON è vero che quello che fai su Facebook la poi fare anche su un sito web, affatto.
Soprattutto in questo casi specifico. Se Roberta (nome inventato dell’imprenditrice che sta aprendo il negozio di abbigliamento) fa un sito, perché possa avere un senso di esistere, dovrebbe tenerlo aggiornato costantemente. Tenerlo aggiornato costantemente significa, per un negozio di abbigliamento, aggiornare il catalogo dei prodotti inserendo di volta in volta le foto dei nuovi capi in assortimento.

Considerando che i capi in assortimento in un negozio di abbigliamento hanno una rotazione continua, che in un sito web se non metti almeno 40/50 prodotti, dai la sensazione di un sito “vuoto”, e che Roberta, come lei mi ha spiegato, sarà sola in negozio e non avrà il tempo per aggiornare con frequenza il sito, dal punto di vista dell’aggiornamento dei contenuti il giochino non sta in piedi, e se facesse il sito va a finire che rimane abbandonato e non aggiornato per sempre (come succede un sacco di volte).

Molto diverso il discorso Facebook invece:
per fare una foto ad un nuovo capo in assortimento con lo smartphone e pubblicare la foto sulla pagina Facebook con due righe di presentazione del capo, Roberta ci impiegherebbe 5 minuti (volendo esagerare). Capirai da solo che ritagliarsi 5 minuti al giorno è sicuramente un’operazione molto più sostenibile.

2) Le potenzialità di un sito web sono infinite mentre Facebook è limitato

Aspetta un secondo che devo rianimare Mark Zuckerberg che era qui di fianco a me a mangiare una merendina e leggendo sta frase si sta affogando per le risate….
….
….
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Eccomi…Mark è salvo. Allora dicevamo:
Le potenzialità di un sito web sono infinite mentre Facebook è limitato. Questa è na bomba di quelle grosse grosse…

Facebook è limitato. Vabbè…
Comunque ti spiego (anche se forse è superfluo) perché quest’affermazione è STRAMBA.

Parliamo di un negozio di abbigliamento LOCALE. Se Roberta realizza il sito, come ci porta su gli utenti in target? Anzi, riformulo la domanda da un punto di vista diverso…

Le donne, quando devono comprare abbigliamento da un negozio locale, visitano il sito del negozio prima?

Cioè, la consultazione del sito web del negozio LOCALE (quindi non parlo di Zalando, Yoox, LuisaViaRoma & C, parlo del negozio locale, come il caso in questione) è una fase che le donne attraversano quando devono acquistare abbigliamento?

Fai questa domanda a tua moglie, figlia, amiche, fidanzata, sorelle ecc ecc. Probabilmente scoprirai che NESSUNA di loro ha MAI visitato il sito di un negozio locale.

Mentre molto probabilmente, molte di loro, saranno FAN delle pagine Facebook di uno o più negozi di abbigliamento della propria città.

Fai questo test e se ho torto di prego di segnalarmelo…

3) Se non aggiorni costantemente Facebook (di solito le persone su FB sono più avide di contenuti) la tua pagina va a finire in un angolo buio dimenticata da tutti, esattamente come il sito web non aggiornato

A questo punto ho già risposto nel punto 1, dimostrandoti che l’aggiornamento quotidiano di Facebook può essere fatto dedicando anche solo 5 minuti. Quindi andiamo avanti.

4) Per esperienza posso dire che i siti web (se fatti bene e con criterio) portano più clienti che una pagina Facebook.

Quest’affermazione è di un superficiale che la metà basta. NESSUNO strumento di promozione, online e offline, può andare SEMPRE bene per TUTTI. Di conseguenza dire che i siti web (se fatti bene e con criterio) portano più clienti che una pagina Facebook è SBAGLIATO perché è una generalizzazione.

E nel caso specifico, torno a farti pensare all’esperimento di prima: hai chiesto alle tue conoscenti se visitano i siti web di abbigliamento dei negozi LOCALI prima di fare shopping?


Fenomeno n° 2:  Zinédine Yazid Zidane, conosciuto semplicemente come Zidane

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Qui Zizou è in formissima e non le manda a dire!1!1! Questi i punti salienti della sua opinione:

  1. Preferisco far fare uno sforzo al cliente magari con un budget di 5/6.000 €
  2. …e puntare con una sincronizzazione su marketplaces (amazon e Ebay) sfruttando il sito web e relativi plugin
  3. Inoltre se abbigliamento brandizzato è più facile posizionare i prodotti nel lato SEO…
  4. Ps: questa strategia ovviamente se non deve solo lavorare in locale

Queste le mie opinioni riguardo a quanto dice Zizou:

1) Preferisco far fare uno sforzo al cliente magari con un budget di 5/6.000 €
Eh si, e io cammino sulle acque dopo aver moltiplicato piada e sardoni (visto che vivo in Romagna…)…

Tutto il post si basava sul fatto che questa cliente ha un budget di 2/3.000 € e il fenomeno chiede il piccolo sforzo di RADDOPPIARLO…

Quindi no comment e andiamo avanti.

2) …e puntare con una sincronizzazione su marketplaces (amazon e Ebay) sfruttando il sito web e relativi plugin

Qui Zizou quando parla di puntare alla sincronizzazione su Amazon e Ebay, si riferisce alla possibilità che questi due portali danno di sincronizzare i siti di ecommerce, pubblicando i prodotti in vendita con degli “spazi” che Amazon e Ebay mettono a disposizione.

In pratica c’hai il sito di ecommerce e “spari” i prodotti anche su Amazon ed Ebay usufruendo anche della loro grossa visibilità…

Tutto molto bello se non fosse che:
– avere un sito di ecommerce porta via tempo per gestirlo e Roberta sta aprendo un negozio fisico da SOLA e il tempo di gestire l’ecommerce non ce l’ha, oltre al fatto che fare un sito di ecommerce, se poi non ci investi dei bei soldini per promuoverlo, non serve a niente perché la gente lo ignorerà.

3) Inoltre se abbigliamento brandizzato è più facile posizionare i prodotti nel lato SEO…

Questa è un’altra perla di saggezza: se vende abbigliamento brandizzato è più facile posizionare i prodotti lato SEO…bravo Zizou, un vero fenomeno.

Un dubbio però mi sovviene, mio caro Zinedine: “Ma se questa vende abbigliamento brandizzato, quindi commerciale e quindi trovabile in chissà quanti altri negozi online, considerando che parliamo di un piccolo negozio che sta partendo, non pensi che non avrà la forza commerciale di avere  il miglior prezzo, e si ritroverà a vendere prodotti di altri 30 concorrenti online col prezzo più alto (e quindi non li vende)?

Oltre al fatto che pure sul discorso SEO, che sia più facile posizionare prodotti brandizzati è tutto da verificare…

4) Ps: questa strategia ovviamente se non deve solo lavorare in locale

Eh si mio caro, nel post era scritto chiaramente. Si tratta di un negozio LOCALE, che lavora (appunto) in locale. Bastava leggerlo e ti saresti risparmiato la fatica di scrivere stupidaggini.


Fenomeno n°3:  Ronaldo de Assis Moreira, meglio noto come Ronaldinho

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Dulcis in fundo, Ronaldinho, il paladino dell’ecommerce.
Le sue obiezioni mi dicono:

1) I casi di successo di ecommerce nell’abbigliamento sono in crescita esponenziale, evidentemente le donne comprano online e pure tanto. Per fare TUTTO molto bene servono 5 mila Euro

Qui ragazzi dovete stare molto attenti. Il soggetto in questione, dribbla con un doppio passo felino la mia marcatura e mi piazza nell’angolino un bel: Per fare TUTTO MOLTO BENE servono 5 mila Euro.

Ora, tra i player più importanti nel mercato italiano della vendita online dell’abbigliamento ci sono (ad esempio):

– www.yoox.com,
– www.luisaviaroma.com,
– ww.asos.com,
– www.laredoute.it,
– www.zalando.it.

Per citarne solo alcuni. Poi ci saranno sicuramente tutta una serie di altri negozi di ecommerce con prodotti più di nicchia che si ritagliano la loro fettina di mercato. In tutti questi casi, prova a contattarli e chiedi se con 5 mila euro hanno fatto TUTTO MOLTO BENE (attento però, ti avviso: rischi che ti ridano in faccia prendendoti per scemo…)

…se non stai ATTENTO, sti FENOMENI diventano i tuoi fornitori (con le AMARE conseguenze del caso)….

Avrai capito probabilmente che quanto detto da queste persone, in base alle spiegazioni che ho aggiunto, non sta nè in cielo nè in terra…Il problema è che questa gente di lavoro vende servizi web, e quindi se NON stai attento, va a finire che te li ritrovi come tuoi fornitori, che t’appioppano dei servizi a caso e tu ti ritrovi a buttar via soldi e tempo, nella vana speranza di cominciare ad usare internet per ottenere RISULTATI (e quindi nuovi clienti, aumenti di fatturato e delle vendite) che invece non arriveranno probabilmente mai.

Ti dirò di più, è probabile che tu che mi stai leggendo hai già una web agency che è messa più o meno come son messi questi, e magari è da tempo che vorresti ottenere di più dalla tua presenza online ma loro non sono in grado di aiutarti…

Tu magari ti aspetteresti delle proposte per migliorare le performance che ti vengono da internet, e loro invece sono solo buoni di farti la fattura da 50 € perchè l’ultima volta che gli hai chiesto di cambiare una foto, hanno detto che c’hanno messo un’ora e te l’hanno fatta pagare.

O magari la web agency la stai scegliendo adesso, e tra tutti quelli con cui hai parlato, nessuno t’ha convinto perchè t’hanno sparato incomprensibili supercazzole tecniche, senza sforzars di spiegarti come pensano di FARTI ACQUISIRE NUOVI CLIENTI con i soldi che ti chiedono di spendere.

E che succede in questi casi? Che non sei convinto, nessuno ti ha dato fiducia e scegli:
– quello che costa di meno (persa per persa, spendi il meno possibile),
– scegli quello consigliato dalla moglie, socio, collega, così se le cose vanno male almeno non ti si può affibbiare la responsabilità,
– lasci tutto com’è e rimandi a data da destinarsi…

E in tutti questi casi, rimani fermo al palo, continuando a lasciare NON sfruttate le ENORMI possibilità che internet può dare alla tua azienda.

Certo è che se devi finire nelle mani di sti fenomeni, meglio che non fai niente, su questo mi trovi d’accordo.

Il Web Marketing fornisce infinite possibilità che possono aiutare la tua azienda a crescere, ma i vari strumenti che sono a disposizione, NON vanno SEMPRE bene in tutti i casi: la scelta della giusta strategia dipende dai tuoi clienti (e da come acquistano il tuo prodotto servizio), dalla tua azienda (e dalle risorse che puoi mettere a disposizione) dalla tua concorrenza, e da tutta una serie di fattori che NON possono essere generalizzati con affermazioni tipo: “Le potenzialità di un sito web sono infinite mentre Facebook è limitato”

Quindi occhio a chi affidi la tua presenza online e a che tipo di analisi fa della tua situazione

Bonus: Come usare i Rompi-pelotas a tuo vantaggio, SENZA sprecare troppo tempo nel rispondergli (e finire in rissa)…

Piccolo BONUS all’articolo di oggi.
Non so quanto ci saresti arrivato da solo, quindi te lo sottolineo.

In questo post ho fatto questo tipo di operazione: ho “usato” a mio favore i commenti di questi “concorrenti” ai miei post di Facebook, scrivendone un articolo nel quale sottolineo i loro “difetti” spiegando il mio diverso approccio.

E’ la stessa cosa che consiglio di fare anche a te: se hai un blog, un canale You Tube, una pagina Facebook, o comunque una presenza online nella quale “comunichi” qualcosa ai tuoi clienti, ti capiterà SICURAMENTE (o forse è già capitato) di incappare in commenti a tuo sfavore:

  • Ci sono quelli che insultano e basta. E in questo casi ti consiglio di “bloccare” i contatti in questione evitando di rispondergli (perché va a finire in rissa, perdi tempo e non ci guadagni niente),
  • Ci sono quelli che argomentano in maniera sensata il loro disaccordo: e questi sono casi in cui il confronto deve essere ben accetto e devi rispondergli con precisione e gentilezza,
  • Ci sono i casi come i 3 FENOMENI che ti ho presentato: ovvero “concorrenti” che dicono cose a caso decisamente sbagliate. In questi casi, fai come ho fatto io: sfrutta i loro commenti a tuo vantaggio per dimostrare ai tuoi lettori la tua superiorità/differenza.

P.S: Se hai controllato il post originale, avrai notato che i commenti dei 3 fenomeni NON sono presenti. E’ così perché li ho eliminati. Per diversi motivi: per proteggere la loro privacy, per evitare che mi rompano le scatole leggendo questo post e farmi perdere tempo, perché io (come te) cerco nuovi clienti, e loro sono concorrenti e averli come fan della pagina aziendale non mi porta alcun vantaggio (anzi, rischia di essere dannoso).

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Gli strumenti messi a disposizione dal web marketing non sono SEMPRE adatti a
TUTTE le aziende e in TUTTE le situazioni.

Ogni volta va valutato il caso specifico, come i tuoi clienti acquistano il tuo prodotto/servizio,
quali sono le risorse a disposizione della tua azienda, come si muove la tua concorrenza, diversi
altri parametri e SOLO DOPO si decide quale può essere il giusto mix di strumenti da utilizzare di caso
in caso.

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Valuteremo insieme la tua situazione e verificherò se posso aiutarti.
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6 Commenti

  1. Sei un fenomeno chiaro e preciso.

  2. Ottimo articolo, complimenti! Concordo con tutto ciò che hai scritto.

  3. L’aforisma “Un pessimista vede la difficoltà in ogni opportunità; un ottimista vede l’opportunità in ogni difficoltà” ti calza a pennello! A proposito di budget e Yoox. Il sito è stato avviato con un “modesto” budget di 1,2 milioni di sterline. Fonte: http://www.telegraph.co.uk/luxury/mens-style/28151/how-yoox-became-the-amazon-of-the-fashion-world.html

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