Facebook Ads da incubo

[Facebook Ads a Incubo presenta: Il “ritocchino a risparmio” ]
Come regalare  soldi da Facebook e rendere i tuoi annunci una schifezza in 8 semplici mosse

“Signò, accattate le zizze nuove!
Oggi ci stanno MILLE EURO di sconto… e che volete di più?”

Stai pensando che sono impazzito, eh?
E invece no. Non più del solito quantomeno…
Bensì, mi riferisco esattamente alla sponsorizzata Facebook di una clinica di chirurgia estetica vista qualche giorno fa.

Che guarda caso, è proprio quella che vedi qui sotto. Guardala bene.

Sponsorizzata Facebook sbagliata
Davanti a un’offerta così irresistibile, quale donna riuscirebbe a dire di “no”?
Eh?
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TUTTE! 
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Secondo me nessuna donna può realmente essere attratta da una sponsorizzata come quella dell’immagine sopra, sarei pronto a scommetterci.

Certo, non ne ho la certezza scientifica, ma metto la mano sul fuoco che se faccio un sondaggio e chiedo a 100 donne:

“Se volessi farti un intervento estetico, sceglieresti A FREDDO una clinica che non ti comunica nient’altro che 1000 € di sconto?”

…almeno 99 direbbero di no.

Ma facciamo un passo indietro.
Qualche giorno fa tornavo a casa dall’ufficio, quando sento vibrare il cellulare.

Apro la chat di WhatsApp e mi trovo una foto compromettente mandata da Silvia, una mia collaboratrice.

No. Non è quello che pensi.

La “foto compromettente” era in realtà uno screenshot: quello della sponsorizzata che vedi sopra.

“Eccone un altro”, dico ad alta voce mentre guardo incredulo e sbigottito quell’immagine (eh già, mi stupisco ancora ogni volta).

Esamino a mente fredda quali sono gli errori più dozzinali di questa sponsorizzata, appuntandomeli a mente perché avevo già deciso, che quell’obbrobrio di sponsorizzata sarebbe diventato il nuovo articolo del blog. QUESTO.

Ho scovato almeno 8 MADORNALI ERRORI (anzi, ORRORI!) che ora condividerò con te, dandoti la possibilità almeno di NON ripeterli e NON bruciare soldi, come invece sta facendo questa clinica estetica.

Come regalare  soldi a Facebook e rendere i tuoi annunci una schifezza in 8 semplici mosse

1° ORRORE: Fiducia, quest’illustre sconosciuta

Immagina.
Sei una donna sulla quarantina che decide di rifarsi il seno, o le labbra, o il naso… insomma, che ha deciso affidarsi alla chirurgia estetica.

Ok, in cosa consiste un intervento estetico?
Devi stenderti su un lettino e mettere il tuo volto, la tua espressione, il tuo aspetto fisico… nelle mani di una persona che non conosci.

E questo dovrà tagliarti la pelle, scavarti le ossa, aspirarti del grasso, o inserirti corpi in silicone, per poi andare a ricucire tutto, senza lasciare cicatrici.

Considera che, da quel momento, il modo in cui ti relazionerai coi colleghi, con tuo marito, con le amiche, sarà segnato dalla riuscita di questo intervento.

Il tuo aspetto fisico dipende tutto dalla persona che ora è chinata su di te a tagliuzzarti e scavarti.

E se da un lato la speranza di migliorare il tuo aspetto fisico è l’obiettivo tanto desiderato che t’ha spinto a decidere di fare l’intervento, dall’altro ricordi bene tutti quei casi che ti sono passati davanti agli occhi negli ultimi mesi di persone SFREGIATE a vita per un intervento estetico mal riuscito.

Insomma, com’è normale che sia, te la stai facendo addosso.
E l’unica cosa che cerchi in continuazione sono RASSICURAZIONI: elementi di tutti i tipi che ti facciano pensare “andrà tutto bene”.

Bene…
Ora, in questo contesto, siamo proprio sicuri che la leva dello sconto di € 1.000, sia la sola su cui puntare?

O forse questo è uno dei pochi casi in cui alla cliente non solo NON interessa lo sconto, ma magari VUOLE spendere di più (in linea ovviamente con le sue possibilità economiche) ed essere tranquilla, perché “se lo pago di più vuol dire che è bravo?”

Magari vorrebbe, che so, avere due informazioni in più sul chirurgo che opera, vorrebbe VEDERE I VOLTI delle clienti che si sono già rivolte a quel centro, vorrebbe sentire le loro testimonianze…

Dico io eh.
E invece no. NIENTE di tutto questo.

Solo una squallida foto presa da internet (che tra l’altro andrebbe bene per altre 100 pubblicità) e la promessa di uno sconto di € 1.000.

Mah…


2° ORRORE: Totale assenza di SPECIFICITÀ

“€ 1.000 di sconto sul tuo Intervento di chirurgia estetica”.
Ok.
Ma quante tipologie di intervento estetico esistono?

Riduzione del seno, aumento del seno, con o senza protesi, intervento al naso, alla bocca, al mento, liposuzione, le borse sotto gli occhi…

Ne esistono molte tipologie diverse.

Se ti sponsorizzi in maniera così generalista, comunichi che fai “tutto per tutti”. E quindi rischi di NON comunicare con NESSUNO.

Immagino ad esempio che tra una donna che vuole fare un intervento al seno per passare dalla 3° alla 5° ed una che deve fare una rinoplastica (intervento al naso) passi una differenza di motivazioni e leve psicologiche ESTREMAMENTE diverse.

Perché magari quella che vuole le “tettone” ha un desiderio più frivolo, ma nella vita di tutti i giorni la sua attuale 3° misura non le provoca disagi di qualche tipo.

Invece è probabile che la ragazza che poverina si ritrova con un nasone piantato in piena faccia magari qualche disagio psicologico lo prova eccome.

Sei d’accordo?
E allora come si fa a pensare ad una sponsorizzata che parli ad entrambe con lo stesso contenuto (che poi in realtà non parla direttamente a nessuna delle due)?

Se vuoi pubblicizzarti su Facebook (e in generale ovunque), risulterai molto più efficace parlando direttamente a ciascuno dei tuoi target, parlando dei loro problemi specifici, disagi specifici e soluzioni specifiche.


3° ORRORE: Autorevolezza del chirurgo

Come dicevamo prima, la chirurgia estetica è uno di quei servizi in cui la mano di chi opera è fondamentale. Di conseguenza chi si opera deve avere piena fiducia del chirurgo, deve sentirsi sicura e tutelata.

L’autorevolezza del chirurgo è, in questo settore, forse la leva più importante su cui andare ad agire per convincere, o quanto meno attirare l’attenzione di una persona in target.

E quindi su cosa bisognerebbe fare leva?

Ad esempio potrebbe essere una buona idea promuovere dei video (col chirurgo RIGOROSAMENTE IN CAMICE) nei quali sia il chirurgo stesso a parlare dei trattamenti chirurgici che sono possibili, rispondendo alle domande frequenti dei pazienti, che immagino siano diverse.

Comunicando in questo modo nel tempo, si renderebbe più familiare la facciona del chirurgo che in qualche modo, avrebbe l’opportunità di entrare in confidenza coi propri pazienti prima ancora di conoscerli e aumentare la fiducia percepita.

Questo è solo uno dei tanti modi di comunicare che avrebbe come obiettivo quello di aumentare l’autorevolezza del chirurgo, autorevolezza che è un altro
dei motivi di scelta di un chirurgo estetico.

NON quel freddissimo sconto!


4° ORRORE: Nessun Ancoraggio sullo Sconto

Moltissime delle decisioni di acquisto che prendiamo le prendiamo COMPARANDO quello che ci viene proposto.

Ad esempio, decidiamo se il conto del ristorante ci soddisfa COMPARANDO la somma dello scontrino con un’altra somma che abbiano nella nostra testa, che può essere ad esempio la media dello scontrino pagati in ristoranti simili a quello in cui ci troviamo.

Quindi compariamo il prezzo agli altri.
Anche gli sconti, come ad esempio quelli dei saldi invernali, li COMPARIAMO al prezzo originale.

Se vedessimo su un capo in vetrina scritto solo “sconto € 50” senza vedere né il prezzo originario né addirittura il prezzo finale, quello sconto ci ingolosirebbe?

Direi proprio di no.
Anzi, da buon italiani malfidati quali siamo, probabilmente non perderemmo tempo a pensar male di quel negozio pensando qualcosa del tipo “chissà dov’è la fregatura!”

Vero?

E perché invece dovrebbe funzionare per un trattamento di chirurgia estetica?

Quando vedo ste cose mi sanguinano gli occhi.

1000 € di sconto…
Su quanto? Su 10.000 Euro? O su 2.500?

Come si fa a pensare che una persona possa essere attratta da uno sconto di X Euro senza avere un termine di paragone?

Non ho parole.


5° ORRORE: La foto presa da internet

Senza troppi giri di parole: la foto è pessima.
In tutto e per tutto.

La donna in foto è palesemente una giovane modella presa da Internet.

Oltre a risultare finta, credo NON rifletta in nessun modo il target che l’annuncio dovrebbe attirare.

Il risultato che si ottiene è un “effetto plastica” molto poco veritiero, freddo e distante dall’utente.

Inoltre è di bassa qualità e sembra fatta con “Paint”.

Che non è solo un problema estetico, ma anche di autorevolezza: una clinica di chirurgia estetica che si presenta con un annuncio così brutto, che percezione può dare?

Molto meglio usare (se possibile) foto di clienti reali soddisfatte, magari vicine al chirurgo che le ha operate.

E se per ragioni di privacy non si possono mostrare le foto delle pazienti (perché magari vogliono tenere “nascosti” i loro ritocchini) allora tanto meglio utilizzare le foto del chirurgo (mi ripeto) piuttosto che dello staff della clinica: umanizza e rende realistica la comunicazione online.

Ma la foto presa da internet, NO. Vi prego.


6° ORRORE: Assenza di geolocalizzazione nell’annuncio

Ricorda: le persone non stanno su Facebook per comprare prodotti o servizi.

Ancora meno se parliamo di servizi ad alto costo e con un processo di acquisto delicato come l’intervento estetico.

Facebook lavora principalmenmte sulla domanda latente, cioè su persone che potrebbero, per tutta una serie di informazioni che danno al social network, essere interessate a quel servizio.

Tra queste informazioni c’è anche il luogo in cui ti trovi, o in cui abiti.

Da una parte è vero che una donna potrebbe scegliere di spostarsi anche non di poco per andare a fare un intervento estetico.

Dall’altra, questa scelta si verificherebbe SOLO SE quella clinica estetica avesse un’autorevolezza molto alta. Se ci fosse un motivo davvero forte per spostarsi.

“Vado in quella clinica di Lugano perché so che sono i migliori. Spenderò un sacco di soldi ma almeno avrò la certezza che le zizze non mi scoppieranno in aereo!”

Ma questo succederà solo in alcuni casi. In tanti altri le persone potrebbero cercare una clinica nella propria città.

L’errore qui sta nel non specificare nemmeno dove si trova il centro, così una persona potenzialmente interessata non avrà nemmeno modo di poter dire:

“Beh dai, l’annuncio è pessimo e quei mille euro di sconto mi puzzano, però almeno sono vicini a casa mia, potrei fare un salto e dare un’occhiata… magari hanno solo una pessima uèbbagensi!”

RICORDA: se hai un’azienda locale, deve essere chiaro in OGNI annuncio che sponsorizzi su Facebook dove si trova la tua attività.

Siamo bombardati da decine di sponsorizzate sul social network di Zuckerberg: se non specifichi subito DOVE ti trovi, l’utente non verrà a cercare l’informazione sulla tua pagina.

E così perdi potenziali clienti (e soldi in annunci fatti MALE)


7° ORRORE: Come sfruttare da cani l’URGENZA

Riguardiamo un attimo la sponsorizzata: “Ottieni lo sconto entro la fine del mese”.

Entro la fine del mese…quale?

Questa te la do come indicazione generale: se nei tuoi annunci vuoi usare la leva della scarsità o dell’urgenza cerca di essere più specifico possibile.

Se la scadenza è a fine mese, per renderla più realistica specifica QUALE MESE: scade il 31 marzo 2019.

Se promuovi un evento con i posti sono limitati, NON devi scrivere “ATTENZIONE POSTI LIMITATI”, ma “CI SONO ANCORA SOLO 7 POSTI LIBERI” (e poi rincorrere quelli che hanno visto quell’annuncio con il “ne mancano 5”, e poi “ne mancano 3” ecc ecc)

Insomma l’urgenza è una delle leve più potenti per far smuovere il sederino ai tuoi potenziali clienti quando sono indecisi, ma devi essere più specifico e realistico possibile nel tuo annuncio, altrimenti la sua efficacia andrà a farsi benedire.


8° ORRORE: farla girare su pubblico “freddo”

Dulcis in fundo, la sponsorizzata a freddo.

Eh già, perché Silvia quell’annuncio non l’ha visto dopo aver visitato il sito della clinica.

Non le è capitato davanti agli occhi perché frequenta la loro pagina Facebook.

Eh no.
Le è apparsa solo perché rientra nel target profilato su Facebook Ads.

Parliamo di consapevolezza del pubblico.
Che qui NON esiste.

Il livello di consapevolezza più alto è quando l’utente ti conosce già, sa come lavori, cosa fai, chi sei, si fida di te e magari ha già comprato da te.

O almeno, se non ha già comprato da te, ha mostrato interesse più volte e per un tempo prolungato per i tuoi contenuti online

Ecco, quello è un utente “caldo”. Al quale potrebbe aver senso far vedere un’offerta (come quella dello sconto proposto dalla clinica).

Ma se non ti conosco (come in questo caso Silvia non conosce quella clinica), e quindi sono un “utente freddo”, non mi fido di te.
Semplicemente perché non so chi tu sia.

E non mi convincerai offrendomi 1000 € di sconto a venire nella tua clinica.

Che cosa penseresti se una persona ti fermasse per strada dicendoti: “Vieni nel mio centro estetico a farti rifare il naso? Ti faccio mille euro di sconto”.

O se ti arrivasse una chiamata a freddo che ti offre la stessa cosa?

Ecco, quello è l’effetto che fa un annuncio che promuove solo ed esclusivamente uno sconto, se lo fai girare su un pubblico freddo.

L’effetto del venditore d’assalto porta a porta.
Con l’aggravante che non vendi fazzoletti ma trattamenti di chirurgia estetica.

Un vero obbrobrio.

Conclusione

Questi geni del male sono riusciti a commettere 8 madornali errori in una sola sponsorizzata,  8 elementi che hanno permesso a questo annuncio di entrare nel mio Museo degli Orrori.

Spero che le mie indicazioni possano risultarti utili per migliorare i tuoi di annunci.

E se invece pensi che le tue sponsorizzate rischiano di venire esposte in una delle sale di questo mio Museo che diventa ogni giorno sempre più grande, contattami.

Saprò come salvarti 😎

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