Ma perché nessuno mette Like al mio articolo?

E perché quando mando le newsletter le aprono così in pochi?

Ma perché con tutto il mazzo che mi faccio per produrre i miei contenuti poi alla fine non se li fila nessuno?

Dov’è che sbaglio?

Se NON ti sei mai posto le domande che ho elencato sopra, forse questo articolo NON è adatto a te. NON ti serve. Lascia perdere e dedica il tuo tempo ad altro.

  • Se invece quelle domande te le sei poste almeno una volta,
  • Se nel tuo lavoro hai cominciato a comunicare online con un blog o su Facebook producendo di continuo contenuti, e se i RISULTATI NON SONO VENUTI (o almeno NON nella quantità che ti aspettavi),
  • Se scrivi articoli di continuo, mettendoci un sacco di energie, ma poi quando li pubblichi su Facebook stai li a guardare lo schermo in attesa dei “Mi Piace” che però NON ARRIVANO,

allora questo articolo potrebbe ESSERTI MOLTO UTILE.

Potresti capire cos’è che stai sbagliando, e soprattutto troverai una guida in 8 STEP che potrai seguire per cominciare a  Creare contenuti che CONVERTONO, trasformando i tuoi utenti in Clienti Paganti Denaro Sonante.

Allora? Sei dei nostri?
Se sei arrivato a leggere fin qui, probabilmente si.

Quindi cominciamo subito, senza perdere altro tempo…

Come creare contenuti che CONVERTONO, trasformando i tuoi utenti in Clienti Paganti Denaro Sonante, partendo da OGGI grazie alla Guida Pratica in 9 Step descritta in questo articolo

Step #1: Trova idee EFFICACI per i tuoi contenuti (“sbirciando” quelle che hanno già funzionato)

Sembrerà banale, ma il primo passo per creare contenuti che convertono sta nello scegliere l’argomento giusto.

E come si fa a scegliere l’argomento giusto?
Ci sono molti modi per farlo. Io te ne indico due.

a) Ascolta i tuoi clienti
Io ad esempio prendo SEMPRE spunto dai miei clienti, dagli imprenditori coi quali parlo tutti i giorni, dalle domande che mi fanno, dagli errori che gli vedo commettere, e dalla fuffa che gli vedo comprare dai cuggini nei quali hanno la sfortuna di incappare.

Questo approccio molto spesso funziona, per un motivo molto semplice:
se un cliente fa una domanda, commette un errore o incappa in un concorrente “truffaldino” probabilmente la fuori ci saranno altri 10, 100, 1000 clienti che hanno le stesse domande, fanno gli stessi errori o incappano negli stessi cuggini.

E se scrivi contenuti che partono dai clienti come fonte di ispirazione, allora hai grosse probabilità di fare centro 😉


b) Sbircia la concorrenza

Il secondo metodo per scegliere argomenti EFFICACI sui quali creare i tuoi contenuti è quello che prevede di dare una “sbirciatina” alla concorrenza.

ATTENZIONE:
Che sia immediatamente chiaro un concetto: NON TI STO DICENDO CHE DEVI COPIARE I TUOI CONCORRENTI. Sarebbe poco etico, e soprattutto DANNOSO nel lungo periodo.

Con dare una “sbirciatina” alla concorrenza intendo invece fare una veloce analisi di quali sono stati i contenuti che di più hanno funzionato per loro e trarne “ispirazione” per la scelta dell’argomento su cui scrivere i tuoi contenuti.

E ti presento anche due strumenti online che ti permettono di fare quest’analisi in modo veloce ed efficace:

b.1) Buzz Sumo
Questo strumento fa un lavoro straordinario: in pratica ti colleghi (a questo link), inserisci nel campo di ricerca una parola chiave o l’indirizzo di un sito (ex quello di un concorrente!) dai invio e lui ti tira fuori:

  1. Nel caso in cui inserisci una parola chiave, la lista delle pagine web che parlano di quell’argomento che PIÙ’ SONO PIACIUTE agli utenti, contando e mostrandoti tutte le interazioni social che hanno avuto (!!!),
  2. Se invece inserisci nel campo di ricerca l’indirizzo di un sito web, ti tira fuori l’elenco dei contenuti di quel sito internet ordinati in una classifica di gradimento degli utenti: ai primi posti quelli che hanno ottenuto più condivisioni social e via via in ordine decrescente quelli che sono piaciuti meno.

Come puoi usarlo:
Ti faccio il mio esempio. Potrei cercare una parola chiave di un argomento che voglio scrivere.

Magari la cerco in inglese visto che nel mio campo (e non solo) gli americani sono avanti anni luce.

Vedo quali risultati vengono fuori e analizzandoli, capisco quali tipi di approccio all’argomento sono piaciuti di più. E già questo è tanta roba.

E’ inoltre molto probabile che scopro il blog di qualcuno veramente cazzuto.

A questo punto inserisco in Buzzsumo l’indirizzo del blog del tipo cazzuto che ho trovato e mi viene fuori la lista di tutti i contenuti che ha scritto che più sono piaciuti agli utenti.

E in pochi click, ho indicazioni su cosa è piaciuto MOLTO agli utenti e ispirazioni su cosa scrivere per i prossimi 2 anni

Che vuoi di più dalla vita? (se rispondi un Lucano dimmelo che ti banno)

Problemuccio:
Lo strumento è a pagamento, riesci a provarlo gratuitamente per 14 giorni, ma poi se vuoi continuare ad utilizzarlo devi pagare l’abbonamento di $ 99 al mese.

Ma li vale TUTTI! (e se non vuoi spendere troppo, puoi anche attivarlo per un mese, metterti giù a fare tutte le ricerche che ti servono e poi disattivarlo).

b.2) SocioGraph.io
Il secondo strumento che ti presento è SocioGraph.

Questo tool, a differenza di Buzzsumo, ha una versione completamente gratuita che ti permette di fare diverse analisi, e che si rivela molto utile al nostro scopo.

In pratica, collegandoti a questo strumento, puoi inserire nella sua barra di ricerca l’indirizzo di una pagina o gruppo Facebook e poi puoi “ordinare” per “rating” i post della pagina/gruppo inseriti, evidenziando in 2 click quelli che hanno funzionato di più.

Su questo secondo strumento ho fatto un video che ti spiega come puoi sfruttarlo. Puoi vederlo qui sotto:

Step #2: Dai PRIMA di Chiedere

L’unico obiettivo è VENDERE.
Su questo non abbiamo dubbi.

Chi se ne fotte dei Like, dei commenti, dell’engagement e di tutta la fuffa che si sente in giro. O i nostri sforzi generano SOLDI, oppure è tutto inutile.

Quindi su questo ZERO dubbi. C’è un però, che è questo.

Se parliamo di contenuti, se quindi la tua strategia di Web Marketing prevede che tu debba produrre articoli del blog o post di Facebook (ad esempio), prima devi DARE.

Solo DOPO puoi chiedere.

Mi spiego meglio.
Quando parliamo di business, come nel mio e nel tuo caso, gli utenti che dedicano il loro tempo alla lettura di un contenuto hanno un solo obiettivo: riceverne qualcosa in cambio.

Un consiglio pratico, una lista di “trucchi” per risolvere un problema, un elenco di errori da evitare ecc ecc.
Se vuoi attrarre la loro attenzione, DEVI dargli in cambio quello che vogliono.

E devi farlo PRIMA di chiedergli qualcosa in cambio.

Tradotto nella pratica:
Devi farti il mazzo per fornire contenuti che siano UTILI a prescindere dal fatto che l’utente diventi o meno tuo cliente.
E quindi devi sviluppare i tuoi contenuti in quest’ottica: prima DAI tutto quello che hai da dare, solo alla fine CHIEDI.

Prima dai tutte le informazioni utili che vuoi dare, solo alla fine del contenuti richiedi l’azione.

Vuoi chiedere all’utente di iscriversi alla tua newsletter? Lo chiedi alla fine del contenuto.
Vuoi chiedergli di scaricare un ebook? Lo chiedi alla fine del contenuto.
Vuoi chiedergli di contattarti? Lo chiedi alla fine del contenuto.

Io faccio così.
Mi sforzo di darti tonnellate di consigli che puoi utilizzare a prescindere dal fatto che diventi o meno mio cliente.

E poi, solo alla fine dell’articolo, ti chiedo di contattarmi (se ne hai bisogno).
E ti assicuro che non scrivo per la gloria 😉

Step #3: Crea Titoli MAGNETICI che attraggono l’utente

On the average, five times as many people read the headline as read the body copy. When you have written your headline, you have spent eighty cents out of your dollar.” ― David Ogilvy

Traduzione:
“In media, il titolo viene letto da 5 volte più gente rispetto a quanti leggono il contenuto. Quando scrivi il tuo titolo, stai spendendo 80 centesimi del tuo euro.”

Questa è una citazione di David Ogilvy, uno dei più grandi pubblicitari di tutti i tempi.
Uno di quelli che grazie ai suoi annunci ha fatto VENDERE milioni e milioni di dollari di pubblicità.

In quella frase ci sottolinea tutta l’importanza che il Titolo (headline) ricopre in una comunicazione pubblicitaria.

Due premesse:

  • I contenuti che produci per la tua azienda sono a tutti gli effetti comunicazioni pubblicitarie, visto che (ovviamente) hai come obiettivo quello di generare nuovi clienti,
  • Anche se quell’affermazione si riferiva per lo più alla pubblicità su carta stampata, possiamo sicuramente adattarla benissimo ai giorni nostri e all’utilizzo di internet come media pubblicitario.

“I titoli che vedo in giro, mediamente, fanno PENA”
E’ probabile che anche i tuoi titoli siano nella stessa condizione.

Devi capire che:

  • Sia che l’utente atterri direttamente sul tuo blog,
  • o che veda il tuo articolo condiviso su Facebook o Linkedin,
  • o che gli arrivi il tuo contenuto per email,

In tutti questi casi, la prima cosa che legge è il TITOLO.
Se canni quello, AFFOSSI la visibilità del tuo contenuto.

Se sbagli il titolo, spendi un mucchio di soldi in più in sponsorizzate.
Se sbagli il titolo è un CASINO.

Non lo puoi sbagliare.

Ma come si scrive un titolo efficace?
Ho dedicato un intero articolo all’argomento. E’ intitolato Come scrivere un titolo che SPACCA, senza pensarci troppo e anche se non sei un ESPERTO.

Finisci prima di leggere questo, poi passi a quello.

Step #4: Incatena i tuoi lettori con un’apertura da urlo

Ok.
Hai scelto l’argomento giusto.
Hai scritto un titolo che spacca.
L’utente ha cliccato.

Quindi è fatta…
Manco pè niente.

E’ una lotta durissima, lo so.
Ma è così, non ci si può far niente. Se non lottare.

Perché anche dopo aver attirato l’utente a fare click sul tuo articolo, dobbiamo fare di tutto per tenerlo dentro, convincendolo SUBITO.

L’apertura del tuo articolo è FONDAMENTALE.
Anche quella.
Come per il titolo.

Se apri il tuo contenuto in maniera noiosa, li perdi tutti per strada. Alla quarta riga.
Secondo questa statistica del luglio 2016 di Statistic Brain la durata media di attenzione dell’essere umano è di 8 secondi.


8 secondi.

Capisci bene che non abbiamo tanto da cincischiare.
Devi assolutamente fare colpo da subito col tuo contenuto.

Eccoti quindi 3 consigli su come cominciare i tuoi contenuti.

a) Fai una domanda che riguarda l’argomento del tuo contenuto.
Se fai una domanda, costringi l’utente a riflettere.

Farlo pensare significa che dedica impegno verso il tuo contenuto. Se si impegna, è più portato a continuare a leggere (vedi legge “impegno e coerenza di Cialdini”).

Se si impegna è una buona cosa. E più probabilmente lo tieni dentro.

P.S: Io ho cominciato quest’articolo con delle domande 😉


b) APRI con una statistica scioccante.
Ad esempio potrei aprire il mio articolo su “come scrivere titolo efficaci” con la citazione di Ogilvy fatta prima. Tipo così:

“L’80% degli utenti legge i titoli, solo il 20% passa al contenuto degli articoli”

Attenzione: non usare numeri o statistiche che la gente conosce bene. Non sarebbero efficaci.

Devi fargli pensare: “Cacchio, non lo sapevo!”


c) Descrivi un problema
Questo è il modo di aprire un articolo che preferisco.
Se qualcuno decide di leggere il tuo contenuto, lo fa probabilmente perché cerca una risposta: Una soluzione.

Se cerca una soluzione, vuol dire che ha un problema.
Se ha un problema, vuol dire che in qualche modo sta subendo dei disagi da quel problema.

E’ li che devi MENARE COME UN FABBRO.
Sul problema, elencando i disagi che il tuo lettore sta “subendo” cercando di essere il più specifico possibile e cercando di usare i termini e le parole usate dal tuo target di cliente.

Step #5: Scrivi come PARLI

Non usare terminologie tecniche.
Non fare il figo con parole difficili.

Scrivi come PARLI.

Pensa ad un tuo cliente target, uno vero in carne ed ossa.
E prima di scrivere, pensa a lui, alla sua faccia.

Come spiegheresti a lui l’argomento che stai per scrivere parlandogli?

Usa quel modo di comunicare e SCRIVILO.
Solo in questo modo sarai realmente efficace. Solo in questo modo otterrai il beneficio di essere compreso appieno dagli utenti che impattano sul tuo contenuto.

Ti racconto un dettaglio che mi riguarda.
Non mi piace parlare di me, ma in questo caso serve a spiegare meglio il concetto.

Diverse volte ricevo complimenti circa il mio modo di scrivere dalle persone che mi seguono.
La maggior parte di loro mi ringrazia perché riesco a spiegargli in maniera SEMPLICE concetti tecnici.
Come le recensioni alla mia pagina qui sotto:

Ogni volta che ricevo complimenti di questo tipo capisco di essere sulla strada giusta.
Quando comincerai a riceverli anche tu, GIOISCINE. Vorrà dire che stai lavorando bene.

Step #6: metti SEMPRE un invito all’azione (CTA)

Altro passaggio FONDAMENTALE: l’invito all’azione.
Se è vero come è vero quello che dicevo al punto #2 che prima di chiedere bisogna dare…
Dopo che abbiamo dato dobbiamo CHIEDERE.
Sempre.

In moltissimi blog, in tantissime pagine Facebook, vedo pubblicati contenuti che poi non contengono NESSUN invito all’azione.

Nessuna CTA.
Errore MORTALE.

Non deve esistere un solo contenuto pubblicato online che non contenga un invito all’azione.
Tutto il tempo che perdi per produrre contenuti, DEVE portare ad ottenere un risultato.
O quantomeno, devi SEMPRE provare ad ottenerlo.

Quindi alla fine dei tuoi contenuti devi chiedere all’utente di:

  • Iscriversi alla tua newsletter,
  • Scaricare il tuo ebook che approfondisce l’argomento trattato,
  • Compilare un form per richiedere un preventivo,
  • Telefonarti o mandarti un messaggio su Messanger o WhatsApp,
  • Venire a trovarti in negozio se hai un’attività locale.

Insomma, devi chiedere all’utente di fare qualcosa. SEMPRE.

Sia che si tratti di un articolo del blog, di un post su Facebook, si una newsletter o di un sms. SEMPRE.

Step #7: impagina il testo in maniera leggibile.

Anche sta roba è ignorata 99 volte su cento.
Vedo in giro dei blog illegibili.
Delle sponsorizzate su Facebook con dei muri di testo che solo a guardarle da lontano sanguinano gli occhi.

Per carità: fai attenzione all’impaginazione.
Qualche indicazione al riguardo.

a) Non pubblicare periodi più lunghi di 3 o 4 righe.
Usa gli spazi. Tanti spazi. L’occhio si stanca subito se gli metti davanti dei muri di testo. Con le spaziature alleggerisci e faciliti la lettura dei tuoi contenuti.

b) Usa titoli ed elenchi puntati (in grassetto)
Se scrivi un articolo nel quale dai ad esempio una lista di consigli, usa un elenco puntato per presentare questi consigli, usando un carattere più grande rispetto al resto del testo e in grassetto.

Facendo così permetti al tuo lettore di farsi un’idea del contenuto del tuo articolo anche scorrendolo velocemente, per poi decidere se approfondire la lettura.

Se non gli dai questa possibilità, lui vede un articolo infinito e siccome non capisce al volo di che si tratta, esce.  STOP.  Quindi FAI COME TI DICO

c) Non usare font e colori strani dei caratteri
Quello che scrivi si deve leggere. Quindi il font che scegli deve essere grande (che se uno è un po’ miope, non deve cecarsi gli occhi per leggere), leggibile (quindi niente font strani e creativi) e nero su sfondo bianco.

Ripeto: i caratteri devono essere neri su sfondo bianco.
Non usare colori strani. E se il tuo web designer te li propone, sputalo in un occhio e digli che è un regalo da parte mia.

Step #8: Investi soldi per sponsorizzare i tuoi contenuti

Eh già mio caro. Ci vogliono i piccioli. Sennò ti fai un mazzo così e i tuoi contenuti li leggono tua moglie, tua mamma e tua nonna, che ti seguono sempre su Facebook.

Solo loro però.
Perché se non sei un mago della SEO (e non lo sei) e non investi per sponsorizzare i tuoi contenuti raggiungerai pochissime persone.

Davvero poche.
Ed è un peccato: visto che lo sforzo per creare i contenuti è tanto, una volta creato sarebbe meglio farlo arrivare a più persone possibile.

P.s:
Una precisazione. Anche se sei un mago della SEO, serve comunque sponsorizzare. Io la SEO la conosco, ho collaboratori che lo fanno di lavoro e vendo la SEO come servizio ai clienti. Eppure sponsorizzo SEMPRE i miei contenuti. Ci sarà un motivo, non credi?

Step #9: Abbi pazienza. Ci vuole tempo

Ultimo consiglio per creare contenuti che convertono: PAZIENZA.
Ci vuole pazienza.

Ora. Bisogna valutare caso per caso per capire quanto tempo serve perché comincino ad arrivare i migliori risultati.

Tuttavia, se hai deciso di intraprendere una strategia che prevede la produzione costante di contenuti, o hai sbagliato completamente la strategia (ma questo io non posso saperlo) oppure molto probabilmente ti servirà del tempo affinchè tutto il lavoro svolto porti i suoi frutti migliori.

Se la tua strategia di contenuti è sensata, immaginala come un albero da frutto:

  • all’inizio pianti il seme,
  • poi lo vedi germogliare,
  • nascerà la piantina che piano piano crescerà.

Ma per il raccolto di tanti frutti (i clienti), dovrai attendere che la piantina diventi ALBERO.

Il mio esempio:
Questo di oggi è l’articolo n°202 di questo blog. A cui vanno aggiunti i video su Youtube e i post su Facebook e Linkedin.
Per il primo anno abbondante di lavoro i frutti sono stati pochi. Dopo circa un anno/anno e mezzo ho cominciato a raccogliere “bene”.

Il mio albero è diventato adulto.
😉

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[I tuoi contenuti convertono o no?]

Spero che l’articolo ti sia piaciuto.
Ora hai due possibilità.

1) Provare a far da solo, dedicando tempo e risorse a tenare di invertire la rotta. Magari ce la fai.
Magari perdi un sacco di tempo, commetti errori dei quali neanche ti accorgi, e sei punto e a capo.

2) Contatti me, compilando il form presente in questa pagina, e valutiamo insieme se sono in grado di aiutarti a raggiungere RISULTATI più velocemente.

Scegli tu. 😉
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