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SEO, SPECIAL POST

Copywriting Seo: come scrivere contenuti che si posizionano su Google e ti portano visite. Guida completa per migliorare da SUBITO la tua efficacia in termini SEO, anche se non sei un “tecnico”.

Copywriting Seo

Copywriting SEO…ovvero l’arte di scrivere (e ottimizzare) contenuti che si posizionano su Google.

Ho cercato su Internet.
Gli articoli che ho trovato sul Copywriting SEO hanno tutti dei difetti: o si focalizzano sulla “tecnica” di ottimizzazione di un contenuto oppure sono troppo tecnici e quindi difficilmente comprensibili a non addetti ai lavori.

E poi, su tutti, il difetto PRINCIPALE: tutti gli articoli che ho letto, danno per scontate conoscenze di base da parte del lettore.
Niente di più SBAGLIATO a mio parere!

E’ come se, parlando di cucina, si presentasse in un articolo una batteria di pentole professionale, dando per scontato che il lettore sappia già come fare a scegliere le materie prime migliori e, soprattutto, conosca già le ricette….eh si, come no, siamo tutti Cracco!

Per questo ho deciso di dedicare questo mio nuovo “Special Post” al Copywriting SEO: la guida completa che ti spiega come scrivere contenuti che si posizionano su Google per migliorare da SUBITO la tua efficacia in termini SEO.

Se farai tesoro dei consigli che ti darò, nel medio-lungo termine non potrai che beneficiarne, e il tuo sito aumenterà le visite provenienti da Google.

E con le visite (se tutto va come deve) aumenteranno anche le conversioni (e le vendite).

Quindi bando alle ciance e cominciamo subito: togli la suoneria al cellulare, prenditi 15 minuti (fai anche 20) e buona lettura 😉

Copywriting Seo: come scrivere contenuti che si posizionano su Google e ti portano visite.

Innanzitutto, cos’è e cosa si intende per Copywriting SEO.

Per SEO Copywriting si intende l’arte di scrivere un contenuto che sia adatto e ottimizzato per piacere a Google con l’obiettivo di posizionarsi ed intercettare quindi le visite di utenti che cercano determinate parole chiave.

Come accennavo in apertura, ci sono già un sacco di articoli online che parlano del Copywriting SEO e di come scrivere contenuti che piacciano ai motori di ricerca.

Ma tutti quelli che ho visto, a mio parere, hanno un difetto: NON ti rendono IMMEDIATAMENTE capace di capire TUTTO quello che va fatto, perché danno per scontate un sacco di cose.

E in questo modo, rischiano di essere poco utili a chi si approccia da neofita all’argomento.

Provo io a colmare questa lacuna con questa guida 😉

Tutti gli ingredienti del Copywriting SEO

Partiamo dal capire quali sono TUTTI gli ingredienti che compongono la ricetta del Copywriting SEO perfetto:

  • La scelta dell’argomento,
  • La Scelta della Parola Chiave giusta,
  • La semantica (con un click),
  • L’ottimizzazione SEO.

Fai attenzione anche all’ordine in cui li ho disposti: dovrai seguire lo stesso ordine anche nel tuo caso 😉

La scelta dell’argomento

Un aspetto tanto banale quanto FONDAMENTALE per scrivere un contenuto EFFICACE in termini di conversioni (perché ok la SEO ed essere primi su Guggol, ma qua vogliamo tutti vendere di più) riguarda la scelta dell’argomento GIUSTO sul quale scrivere il nostro contenuto.

Perché è evidente che se si scrive qualcosa che poi al tuo potenziale cliente NON interessa, allora puoi ottimizzarlo quanto vuoi e metterci tutte le keyword che vuoi ma NON funzionerà.

Quindi la prima domanda che devi porti quando ti appresti a scrivere un nuovo contenuto deve essere: cosa interessa ai miei potenziali clienti?

Ora ti suggerisco 4 metodi per scoprirlo…

1)  Scriviti le domande dei tuoi clienti
Ti sembrerà banale e scontato, ed invece questa è una delle tecniche più utili ed efficaci per scrivere contenuti che piacciono ai tuoi clienti, ed è tra l’altro quella che uso io stesso per la maggiore: scrivo contenuti che rispondono alle domande dei clienti.

Ogni giorno infatti i clienti con cui hai a che fare ti pongono mille domande sul tuo lavoro, alle quali puntualmente rispondi.

Probabilmente se adesso ti fermi un attimo e fai mente locale, scoprirai che anche oggi i clienti con cui hai parlato ti hanno fatto delle domande a cui hai risposto.

Ci hai pensato?
Ho ragione vero?
Beh, nessuna magia: è semplicemente NORMALE.

Quello che non è normale è che non siamo allenati a percepire ogni domanda dei nostri clienti come un “suggerimento” per la scrittura di un contenuto. Ed invece è proprio quello che dovrebbe essere…

Perché per ogni cliente che ti fa una domanda, molto probabilmente ce ne sono altri che ancora non hai incontrato ma che hanno lo stesso dubbio e che, forse, cercano risposte su Google.

E’ per questo motivo che da oggi, devi cominciare a segnarti tutte le domande che i clienti ti fanno per poi valutare se vengono buone per scriverci su un contenuto.


2)  BuzzSumo

Questo tool è FANTASTICO e sono certo piacerà anche a te…(lo vedi a questo link)
Stiamo parlando di come scegliere un argomento che PIACCIA al tuo target, ma come puoi sapere se un contenuto piace o meno, PRIMA di averlo pubblicato?

Ecco che qui interviene BuzzSumo e ti fa la magia!
Questo strumento fa un lavoro straordinario: in pratica ti colleghi, inserisci nel campo di ricerca una parola chiave o l’indirizzo di un sito (ex quello di un concorrente!) dai invio e lui ti tira fuori:

1) Nel caso in cui inserisci una parola chiave, la lista delle pagine web che parlano di quell’argomento che PIU’ SONO PIACIUTE agli utenti, contando e mostrandoti tutte le interazioni social che hanno avuto (!!!),

2) Se invece inserisci nel campo di ricerca l’indirizzo di un sito web, ti tira fuori l’elenco dei contenuti di quel sito internet ordinati in una classifica di gradimento degli utenti: ai primi posti quelli che hanno ottenuto più condivisioni social e via via in ordine decrescente quelli che sono piaciuti meno.

Come puoi usarlo:
Ti faccio il mio esempio. Potrei cercare una parola chiave di un argomento che voglio scrivere. Magari la cerco in inglese visto che nel mio campo (e non solo) gli americani sono avanti anni luce.

Vedo quali risultati vengono fuori e analizzandoli, capisco quali tipi di approccio all’argomento sono piaciuti di più. E già questo è tanta roba.

E’ inoltre molto probabile che scopro il blog di qualcuno veramente cazzuto.

A questo punto inserisco in buzzsumo l’indirizzo del blog del tipo cazzuto che ho trovato e mi viene fuori la lista di tutti i contenuti che ha scritto che più sono piaciuti agli utenti.

E in pochi click, ho indicazioni su cosa è piaciuto MOLTO agli utenti e ispirazioni su cosa scrivere per i prossimi 2 anni 😉

Che vuoi di più dalla vita?

Problemuccio:
Lo strumento è a pagamento, riesci a provarlo gratuitamente per 14 giorni, ma poi se vuoi continuare ad utilizzarlo devi pagare l’abbonamento di $ 99 al mese.

Ma li vale TUTTI! (e se non vuoi spendere troppo, puoi anche attivarlo per un mese, metterti giù a fare tutte le ricerche che ti servono e poi disattivarlo)


3)  Scopri quali domande fanno gli utenti a Google usando Answerthepublic

Un altro strumento preziosissimo, spesso molto utile e GRATUITO che ti aiuta a capire cosa cercano gli utenti online è Answerthepublic.com.

Questo tool, con due semplici click, ti aiuta a scoprire velocemente quali ricerche “informative” fanno gli utenti sui motori di ricerca.

Ti rircordo cosa si intende per “ricerca informativa”:
– Come scegliere le parole chiave,
– Come eliminare la muffa…
…sono esempi di ricerche informative, ovvero ricerche fatte da utenti che stanno cercando contenuti per INFORMARSI su un determinato argomento. Probabilmente anche tu farai spesso ricerche di questo tipo.

Grazie a Answer The Public puoi scoprire con un click un sacco di parole chiave di questo tipo riguardanti il tuo settore…


4)  Lo Strumento di pianificazione della parole chiave di Google
L’ultimo strumento che ti consiglio è lo strumento di Google per la pianificazione delle parole chiave (un grande classico). Anche questo strumento è a disposizione gratuitamente e ti aiuta a scoprire quali sono le parole chiave più ricercate dagli utenti.

Basta collegarti, inserire nel campo di testo una parole chiave per riga, selezionare la lingua e il paese per i quali vuoi che ti vengano forniti i dati e cliccare su invio: dopo un paio di secondi ecco una bella lista di parole chiave elencate insieme al volume delle ricerche mensili fatte dagli utenti per ciascuna parola chiave.

La cosa molto interessante è che lo strumento, oltre a fornirti i dati relativi alle parole chiave che hai inserito tu, te ne tira fuori una miriade in più, suggerendoti una lista spesso lunghissima di keywords che lo strumento ti suggerisce come correlate e pertinenti a quelle originarie da te inserite.

Un bell’aiuto insomma 😉

Importante:

Da qualche tempo questo strumento, che è sempre stato completamente gratuito e aperto a tutti, non lo è più completamente o almeno, per usarlo in maniera completa, “ti chiede la mancia”…

 In pratica, se non attivi una campagna di Adwords i dati sui volumi di ricerca mensili delle parole chiave risultano “approssimati”. Ad esempio, se la parola chiave “antimuffa” ha una media di 70 ricerche mensili lo strumento ti dice che quella keyword ha una media di ricerche comprese tra 10 – 100.
Capirai che non è bellissimo avere dei dati così approssimativi, soprattutto se il problema si risolve semplicemente attivando una campagna Adwords per pochi euro (con € 50 al massimo sei già a posto, forse ne bastano anche meno).

Ti consiglio vivamente di fare sto investimento 😉

Perché è importante la scelta dell’argomento giusto (e quali ERRORI evitare)

La scelta dell’argomento l’ho inserito al primo posto tra i consigli su come scrivere un contenuto che piaccia a Google e si posizioni anche se a prima vista NON ha molto a che fare con la SEO.

E proprio per questo motivo l’ho scritto, perché spesso si IGNORA che alla fine si scrive per le persone e per i clienti: questo obiettivo NON va MAI perso di vista.

Perché posizionare una pagina web con un contenuto che non interessa ai tuoi clienti NON ti porta poi a nessuna VENDITA e quindi, almeno dal mio punto di vista, è totalmente inutile…

NON commettere quindi l’errore di NON concentrarti sulla scelta di un argomento che interessi i tuoi potenziali clienti (e NON scrivere contenuti TECNICI che capisci solo tu e i tuoi colleghi/concorrenti).

La Scelta della Parola Chiave giusta

Bene, abbiamo superato il primo step e scelto l’argomento su cui scrivere. Ora entriamo nel “tecnico” e cominciamo a capire cosa va fatto per posizionare il nostro contenuto su Google e attirare visite di utenti interessati al tuo prodotto/servizio.

Qui arriva il momento di scegliere la parola chiave GIUSTA su cui poi ottimizzare tutto il resto del contenuto (tranquillo, se non capisci cosa intendo per “ottimizzare” non temere, lo spiego dopo).

Si, perché anche se la scelta dell’argomento può essere scambiato per la scelta della parola chiave, così non è…sono due attività diverse.

E anche questa è comunque una fase FONDAMENTALE per la riuscita di tutta l’operazione e il posizionamento del tuo contenuto: sbagliare la parola chiave infatti è un errore che rende vani tutti gli altri sforzi e ti impedisce di ottenere risultati.

Per questo motivo devi fare MOLTA attenzione a scegliere la keyword giusta.
Ma come si sceglie quella giusta evitando gli errori? Te lo dico subito, elencandoti i 5 parametri da valutare:

  • Specifico è (molto) meglio di generico,
  • Attento alle keyword con più significati,
  • Pertinenza e rilevanza,
  • Volumi di ricerca,
  • Valuta la concorrenza (IMPORTANTE).

Ti spiego i 5 punti uno per uno 😉

1)  Specifico è (molto) meglio di Generico

Scegli parole chiave che siano il più possibile specifiche ed evita quelle troppo generiche, per due principali motivi:

  • Le keyword specifiche “convertono” di più,
  • Le keyword specifiche, solitamente sono più facili da posizionare.

Si capisce tutto meglio con un esempio.
Se ad esempio produci macchine industriali per il confezionamento, una parola chiave generica da evitare è “macchine confezionatrici”, mentre una keyword più specifica e consigliabile è “confezionatrici per lo zucchero”.

Infatti, chi ha bisogno di una macchina confezionatrice deve confezionare il prodotto che produce, e siccome di macchine confezionatrici ne esistono decine di tipi diversi per usi e applicazioni molto diversi tra loro, è verosimile che se uno produce zucchero, quando deve acquistare una macchina confezionatrice cerchi “confezionatrici per lo zucchero” su Google, e non “macchine confezionatrici” in generale (che oltretutto sarebbe un termine con molta più concorrenza).

E’ PROVATO che le keyword specifiche convertono di più rispetto alle generiche, e quindi preferiscile tutte le volte che puoi.


2)  Attento alle keyword con più significati

Attento alle parole chiave che hanno più di un significato.
Esempio: anni fa avevo un cliente che si occupa di prototipazione rapida ed uno dei servizi che propone ai propri clienti è quello della realizzazione di “stampi in silicone”, ossia stampi che servono alla realizzazione di prototipi di parti meccaniche (più o meno è così ma potrei aver detto qualche sciocchezza).

Bene, tra le parole chiave che stavamo valutando di posizionare c’era appunto “stampi in silicone”, alla quale il cliente teneva molto, se non fosse che…

Cercandola su Google, viene fuori questo: tutti risultati riferiti agli stampi in silicone usati in pasticceria per la produzione di muffin e dolcetti vari.

Ecco, questo esatto rischio devi ASSOLUTAMENTE evitare di correrlo, quindi fai MOLTA attenzione alle parole chiave con più significati!


3)  Pertinenza e Rilevanza

DEVI FOCALIZZARE la selezione delle parole chiave SOLO su termini pertinenti alla pagina del sito che vuoi ottimizzare e, in linea generale, al sito stesso: non scegliere termini “laterali” al tuo business e al tuo sito perché non funziona.

Esempio:

Io mi occupo di web marketing e realizzazione di siti web per le aziende.
Potenzialmente, potrebbero essere miei clienti gli utenti che cercano su Google “agenzie pubblicitarie” o “realizzazione brochure aziendali”, poiché sono utenti in teoria interessati a forma di promozione della propria azienda ma se dal punto di vista “commerciale” potrebbe avere un senso questo tipo di approccio, NON lo ha per Google, che non valuterebbe la mia pagina che parla delle brochures aziendali pertinente e rilevante rispetto a tutti gli altri contenuti del mio sito.

E di conseguenza sarebbe molto più faticoso posizionarmi per quella keyword.
Evita quindi di scegliere parole chiave NON pertinenti col resto del tuo sito.


4)  Volumi di ricerca

Il volume di ricerca è il parametro che indica qual è il volume medio di ricerche mensili effettuate dagli utenti su Google per una specifica parola chiave. E’ un’informazione che si ottiene consultando Lo Strumento di pianificazione delle parole chiave, di cui ti parlavo prima.

Come accennavo, questo strumento, inserendo nell’apposito campo una parola chiave per riga (puoi inserirne più di una) ti dice quanto gente cerca ogni mese quella parola chiave e allo stesso tempo di suggerisce una lunga lista di altre parole chiave che ritiene pertinenti e correlate con quelle che hai inserito tu.

Cosa devi fare a questo punto?
Considerando i parametri che ti ho detto prima, devio scegliere le keyword che hanno il numero di ricerche medie mensili più alto.

Non prima però di avere valutato la CONCORRENZA che c’è su quelle keyword!


5)  Valuta la CONCORRENZA (IMPORTANTE)

Eh già, perché quello che va assolutamente fatto e non trascurato è valutare la concorrenza, perché una keyword selezionata può avere a posto tutti gli altri 4 parametri che ti ho accennato appena sopra, ma se non valuti quanto “pesa” la concorrenza e quant’è la COMPETIZIONE per quella parola chiave sei punto e a capo!

Magari fai tutto il lavoro fatto per bene come spiegato fin qui, ma poi scegli una keyword che ha una COMPETIZIONE enorme e se va bene il tuo sito si posiziona in 6° pagina, ed hai fatto tutto il lavoro per niente!

MA come si valuta il grado di competitività di una keyword?

Ho pensato a risponderti anche a questo dubbio. Anzi, ho fatto di più.
Scegliere le parole chiave giuste è un’attività che va descritta in maniera più approfondita di quello che mi permetteva un post sul Copywriting SEO.

E’ per questo quindi che ho realizzato una guida in PDF che puoi scaricare gratuitamente lasciando nel form qui sotto il tuo nome e la tua email

ATTENZIONE: insieme alla guida riceverai un foglio di Excel che ho elaborato negli anni che include una formula che ti permette di calcolare il grado di competitività delle parole chiave fornendoti poi un risultato PRECISO su quali siano più facili da posizionare! Provare per credere 😉

Per riceverlo COMPILA ORA il form qui sotto con i tuoi dati.

La Semantica (con un click)

Siamo arrivati al punto nel quale hai scelto l’argomento su cui scrivere il tuo contenuto e hai scelto la parola chiave per la quale ottimizzarlo…

Ora è arrivato il momento di fare una capatina nell’argomento semantico cercando di capire quali sono le co-occorrenze che dovrai inserire nel tuo testo…

Si, lo so, non c’hai capito niente. L’ho fatto apposta 😉 volevo sfottere un po’.

Torniamo semplici.
Già da un po’ di tempo Google si sforza sempre di più di comprendere i contenuti che popolano internet per fornire sempre la migliore risposta possibile all’utente.

E per comprendere sempre di più i testi cerca di comprenderne il contesto.
E per comprenderne il contesto misura (tra le altre cose) le co-occorrenze, cioè gli altri termini che più spesso trova correlati e collegati alla parola chiave principale.

Ti faccio un esempio:

Prendiamo la parola chiave “Panda”.
Qui Google si trova di fronte ad un problema: quella parola chiave ha più significati:
– Identifica il famoso orso simbolo del WWF,
– La storica vettura della FIAT,
– Un antivirus,
– C’è anche altro ma fermiamoci ai primi tre significati.

Come fa Google a capire se una pagina web che contiene la parola Panda si riferisce all’orso, alla macchina o all’antivirus?
Lo fa misurando le co-occorrenze, ovvero quei termini correlati a Panda che definiscono il contesto dell’argomento.

E quindi tornando all’esempio:
– Se si parla dell’orso, Google si aspetta di trovare nel contenuto anche: natura, animale, orso, WWF,
– Se si parla della macchina: fiat, automobile, benzina, ecc,
– Se si parla dell’antivirus: virus, software, protezione, pc, ecc.

Perché t’ho parlato della semantica?
Perché è diventata MOLTO importante negli ultimi tempi.
Infatti, agli inizi della SEO (e quindi delle attività di posizionamento sui motori di ricerca) bastava creare un contenuto che ripetesse un sacco di volte la parola chiave per la quale si voleva posizionare il proprio sito web e ci si riusciva anche con una relativa facilità.

Con l’andar del tempo però Google è diventato sempre più intelligente, e quel trucchetto non basta più da un pezzo.

Oggi, se vuoi aumentare le possibilità che una pagina del tuo sito internet o blog sia visibile su Google, è meglio che capisci come puoi renderla “semanticamente” efficace.

E ti consiglio di farlo anche perché ti spiego come trovare le co-occorrenze dei tuoi contenuti in maniera VELOCE e GRATUITA.

SEO Hero
Signore e signori vi presento SEO Hero, un altro strumento totalmente gratuito che ti permette di trovare con un click una bella lista di termini correlati alla parola chiave che hai scelto per ottimizzare il tuo contenuto.

Come devi usare questo tool

L’’uso che devi fare di SEO Hero è davvero semplicissimo (almeno io ti consiglio di usarlo come ti spiego ora).

Collegati allo strumento, inserisci nel campo di ricerca la parola chiave che hai scelto in precedenza, seleziona nel menù a tendina la versione di Google che interessa (se stai lavorando su un contenuto in italiano, scegli google.it) e dai l’invio.

A questo punto lo strumento cerca i primi 100 risultati di Google che vengono fuori per la parola chiave che hai inserito e ne analizza il contenuto, estraendone tutti i termini correlati (le co-occorrenze).

Vedrai due colonne di risultati, quella a destra e quella a sinistra: si differenziano perché la prima (quella sinistra) contiene tutte parole composte da un solo termine, quella a destra contiene invece parole composta da due e tre termini.

Io ti consiglio di valutare solo la colonna destra, esportare in excel il risultato della ricerca, e provare ad inserire i termini che vi sono contenuti all’interno del testo della pagina del tuo sito web.

In questo modo avrai l’opportunità di accrescere di molto l’autorevolezza del tuo contenuto agli occhi di Google, e perché no, magari ottieni qualche spunto ulteriore per migliorare ciò che hai scritto.

Ti linko qui sotto il video in Italiano realizzato dallo sviluppatore di Seo Hero che ne spiega il funzionamento e consiglia come utilizzarlo:

 

Ultimo FASE: OTTIMIZZAZIONE SEO del contenuto

Ci siamo quasi…si lo so, è stata più lunga del solito ma non avevo scelte: volevo trattare l’argomento in modo il più possibile completo, e se avessi saltato anche un solo pezzo, non sarebbe stato così.

Quindi tieni botta che ormai ci siamo.

Allora, hai scelto l’argomento, la parola chiave principale su cui posizionare la pagina del tuo sito internet e hai trovato anche i termini correlati con SEO Hero. Hai pubblicato la pagina web ed ora siamo all’ultima importante fase per renderla ottimizzata per i motori di ricerca: è arrivato il momento dell’ottimizzazione SEO.

Facendotela semplicissima, l’ottimizzazione SEO consiste nelle regole che vanno seguite per mettere le parole chiave in tutti i punti giusti della pagina.

E questi punti sono quelli qui sotto elencati:

1)  Crea le URL parlanti

La parola URL  è il termine tecnico che indica l’indirizzo di una pagina web.

www.gianpaoloantonante.it/copywriting-seo è la URL di questo articolo. Che come vedi è PARLANTE, nel senso che è composto da parole che lo rendono leggibile e comprensibile all’utente, nonchè contiene la parola chiave principale per cui ho ottimizzato questo articolo: Copywriting SEO.

E’ quello che devi fare anche tu, ovvero inserire la parola chiave all’interno della URL.


2) Meta Tag Title

ATTENZIONE! Questo è il punto più importante e rilevante dell’ottimizzazione SEO della tua pagina web.

Parliamo del meta tag TITLE.

Cos’è il Title

Il title è quella riga di testo che compare in blu nei risultati di ricerca di Google o nella barra in alto del tuo browser di navigazione web (Chrome, Firefox, Safari ecc).

E’ FONDAMENTALE che nel title della pagina web che vuoi posizionare sia presente la parola chiave PRINCIPALE per la quale vorresti essere visibile.

Consigli importanti sul Title:

a) Parola chiave SEMPRE all’inizio del title
E’ importante la posizione della parola chiave, le prime sono ritenute più rilevanti da Google e il title deve essere scritto di conseguenza.

 Esempio.
Voglio ottimizzare la mia pagina per la parola chiave “Ricette secondi di pesce”

 Title SBAGLIATO
Visita la pagina per scoprire le nostre ricette di secondi di pesce.

Title GIUSTO
Ricette secondi di pesce : visita il sito per scoprirle!

b) Title lungo non oltre i 70 caratteri
Google nei risultati delle ricerche mostra un title lungo fino a 70 caratteri…se lo scrivi più lungo ottieni due SVANTAGGI.

Il primo è che Google “taglia” nei risultati i title più lunghi, aggiungendo i puntini alla fine (…)e quindi gli utenti NON leggono quello che hai scritto.

Il secondo e altrettanto importante svantaggio è dato dal fatto che scrivendo title molto lunghi si “diluisce” la forza di “posizionamento” che Google da alle parole chiave che lo contengono.

Non farti troppe domande e fai come ti dico: title non oltre i 70 caratteri. STOP.

c) Una sola keyword
Ottimizza i title della tua pagina per UNA SOLA PAROLA CHIAVE, non di più. E la parola chiave deve ASSOLUTAMENTE far riferimento al reale contenuto della pagina. NON ti permettere di IMBOTTIRE il Title di parole chiave: è una roba bruttissima da vedersi e non utile a livello SEO, quindi anche in questo caso non farti domande ed esegui quanto ti dico.

ERRORI DA EVITARE SUL TITLE

a) Title non ottimizzati
Ancora un sacco di volte mi imbatto in siti web che hanno il title della Home page (che è la pagina più importante del sito) che contiene una sola parola: “HOME”…controlla il tuo sito, se è messo così, vedi di risolvere il problema IL PRIMA POSSIBILE

A meno che tu non intenda essere visibile per la parola chiave Home

b) Title Duplicati
Altro errore GRAVE che mi capita di vedere ancora troppe volte sono i Title duplicati in tutte o molte pagine del sito.

Questo è un errore MOLTO più GRAVE di quello di prima, ovvero dei title non ottimizzati.

Perché in quel caso, se il sito te l’ha fatto una “uebb aggensi” potrebbe anche non essere stato compreso nel prezzo di realizzazione del sito una ottimizzazione dei title di tutte le pagine (anche se lasciare “Home” nel title della home page è un PECCATO MORTALE che si sistema in 1 minuto), mentre se il title è duplicato molte volte, potrebbe essere sintomo di un problema tecnico presente dalla nascita del sito…


3) Meta Description

Il Tag Meta description è quella parte di testo che appare sotto il titolo nei risultati di Google (vedi immagine).

Rispetto al Title è molto meno importante dal punto vista SEO, ma ha è MOLTO importante per attirare i clic degli utenti.

Chi cerca su Google una parola chiave, legge Title e Description dei risultati della ricerca per scegliere su quale sito “cliccare”. Scrivere una description persuasiva aiuta quindi ad aumentare la percentuale di visite ricevute dai motori di ricerca.

Consigli sulla Description:

  • Non scriverla più lunga di 155 caratteri.

Come per il title, se la scrivi più lunga, Google la “taglia”,

  • Inserisci la parola chiave principale,
  • Evita le duplicazioni:

Realizza una meta description personalizzata per ogni pagina del tuo sito. E’ vero che incide meno del title sul posizionamento, ma è altrettanto vero che la duplicazione o l’assenza di metà description nelle pagine è visto come un segnale negativo da Google. E come dicevo prima, serve a farti cliccare dagli utenti.


4) – Tag H1, H2…

Altro parametro importante di ottimizzazione SEO di una pagina web sono i Tag Header, ovvero l’H1, H2, H3 ecc ecc…

Detta così, probabilmente non capisci. Te lo dico a “stampatello.

Il contenuto testuale di una pagina web, per essere ottimizzato a regola d’arte, deve prevedere la suddivisione in paragrafi del testo, con titoli e sottotitoli nelle varie porzioni di testo.

Una volta suddiviso in paragrafi e dopo aver scritto i tioli e sottotitoli della pagina devi “taggarli” con i Tag headers, inserendo il Tag H1 per il titolo principale della pagina, il Tag H2  per il sottotitolo, e i tag successivi (H3, H4 ecc ecc) per i titoli dei paragrafi successivi della pagina.

Dove si “clicca” per ottimizzare i Tag Headers?

Ottimizzazione h1 in ottica SEOSe hai un sito in WordPress, clicca nel menù a tendina riportato nell’immagine a fianco e selezione il tag che devi usare (Titolo 1, titolo 2, ecc). Se hai il sito fatto con uno strumento diverso da WordPress, chiedi indicazioni a chi ti ha realizzato il sito: è un’indicazione che non costa niente, ed ogni sito dovrebbe prevedere la possibilità di usare i Tag Headers…


5)  – Link Interni

Usa i link interni per ottimizzare le pagine tuo sito web e/o del tuo blog.
I link interni sono MOLTO importanti, per diversi aspetti:

  • Innanzitutto veicolano i visitatori della tua pagina web verso altri contenuti de tuo sito (che magari ti interessa evidenziare di più),
  • In seconda battuta, sono un ottimo strumento “di spinta” per le pagine che vuoi posizionare meglio. Ti spiego come:
    • Diciamo che vuoi spingere la visibilità della pagina che parla delle “Ricette secondi di Pesce”: quello che di molto utile puoi fare è inserire link interni che rimandano a questa pagina in altre pagine del sito che sono correlate a questo argomento (e se non ce ne sono, le crei apposta): ad esempio la pagina che parla di come pulire il pesce, o quella che spiega i consigli da seguire per comprare il pesce nel modo migliore e scegliendo quello più fresco.

Quindi usa i link interni al tuo sito, e se fino ad oggi non lo avevi ancora fatto, FALLO.


6) TAG Alt delle immagini

Altro parametro molto importante e TRASCURATO un sacco di volte nei siti internet delle aziende con le quali mi trovo a parlare è l’ottimizzazione delle immagini, ed in particolare del TAG ALT.

Il TAG ALT (ovvero “testo alternativo”) è stato originariamente ideato per fornire una descrizione testuale delle immagini nel caso in cui per un motivo tecnico non possano essere visualizzate.

Per prima cosa devi sapere che le immagini sono spesso fonte di un discreto traffico di visite da Google. Avrai sicuramente notato mille volte nei risultati di una ricerca fatta sul motore, quelli relativi alle “immagini”…

Beh quei risultati appaiono perché i siti che contengono quelle immagini ne hanno ottimizzato il Tag Alt e godono quindi di quel tipo di visibilità.

Come ottimizzare il tag ALT delle immagini

  • Usa la parola chiave principale

Ottimizza le immagini della tua pagina con le parole chiavi: usa la keyword principale per l’immagine principale, e keyword correlate per le immagini secondarie. E fai attenzione: scrivi TAG ALT che descrivano il più possibile l’immagine che rappresentano.

Conclusione

Siamo arrivati in fondo. E’ stata lunga ma ce l’abbiamo fatta. In questo lungo (lunghissimo post) t’ho scritto TUTTO quello che credo possa servirti per scrivere, da oggi in poi, dei contenuti nel tuo sito/blog che siano, pensati, progettati e pubblicati per posizionarsi su Google ed attrarre traffico organico.

E’ necessaria e doverosa una precisazione: NON è affatto sicuro che i tuoi contenuti possano posizionarsi su Google. Moltissimo dipende dalla concorrenza e da quanto è agguerrita e dalla qualità di esecuzione delle indicazioni che ti ho dato, che ovviamente non posso controllare.

Detto questo ti assicuro che in molti casi, se fai quello che to ho detto, ottenere un beneficio e maggiore visibilità sarà possibile.

Spero che l’articolo ti sia piaciuto.
Al prossimo post.

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10 Commenti

  1. Gianni

    La data di acquisto di un dominio influenza il posizionamento? Nel senso, a parità di “attività seo” un sito più datato viene considerato più “autorevole”? Grazie

  2. Alessio

    Ciao Gianpaolo

    Ma la formattazione dei tag H per uniformarli a tutto ilo testo come si fa?

  3. Trovalost.it

    Mi piace molto questo articolo, lavoro da molti anni su questo settore specifico e molte cose hanno trovato riscontro reale per me. Grazie e buon lavoro, Salvatore 🙂

  4. daniele landi

    Molto interessante Gianpaolo, queste regole così dettagliatamente descritte possono essere valide anche per indicizzare dei post di Facebook ?

    • No Daniele. Le regole elencate nell’articolo NON valgono per i post pubblicati su Facebook, quantomeno non per ora.
      Avrai notato infatti che NON trovi mai nei risultati di ricerca di Google, risultati di Facebook.

      E questo NON è un caso, considerato i fantastilioni di contenuti che quotidianamente vengono pubblicati sul social più famoso del mondo.

      P.S: Mi hai dato l’idea per un altro post.

  5. Stella Nieri

    Articolo davvero utilissimo: ho segnato tutto e vado a provare i tools che hai consigliato.
    Mille grazie!

Rispondi

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