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Social Media Marketing

Ecco le 7 Leve MANCANTI che Rendono Questa Testimonianza INEFFICACE all’87%

Come raccogliere testimonianze efficaci


Qualche giorno fa ho pubblicato nel gruppo Facebook privato (questo https://bit.ly/2OkAfOl) l’immagine che qui sotto:

Facebook Ads sbagliata

Rappresenta una sponsorizzata che m’è passata davanti su Facebook e che presenta una testimonianza di un cliente soddisfatto di un centro dentistico.

Ho chiesto ai membri del gruppo:
Perché questa testimonianza è molto poco efficace?
Cosa gli manca?”

Mi hanno risposto in tanti, con diverse risposte intelligenti.
In questo post ti dico la mia, elencandoti i 6 motivi che rendono questa testimonianza INEFFICACE all’87%

Eccoli qua:

1) Manca la faccia del testimonial

Nella testimonianza MANCA la faccia del testimonial. E questo è un problema per due motivi.

Il primo è che non permette all’utente di riconoscersi nel target: vedere persone simili a noi (della nostra età, corporatura, gruppo sociale, ecc) attrae la nostra attenzione nei confronti del messaggio pubblicitario. Se il servizio/prodotto è piaciuto a qualcuno molto simile a noi pensiamo più facilmente che possa piacere anche a noi.

Il secondo motivo è che un volto umano, che magari guarda verso l’utente, attrae molto di più l’attenzione rispetto al solo testo.

E in un social network come Facebook, fare di tutto per attrarre prima e più degli altri contenuti l’attenzione diventa ogni giorno più IMPORTANTE.


2. Mancano i riferimenti del testimonial

Secondo punto molto IMPORTANTE.
Mancano i riferimenti del testimonial: chi è Katia C.?

Come faccio ad essere sicuro che non sia falsa questa testimonianza?
Sia chiaro, non ho alcun motivo di pensare che sia falsa, anzi, sono certo che sia vera e sia solo un errore di comunicazione.

Ma gli utenti Facebook non la pensano così.
Anzi, non vedono l’ora di rompere le palle coi loro commenti stupidi e fuori luogo sotto le sponsorizzate.

DEVI fare in modo che l’utente che vede la testimonianza che pubblichi possa potenzialmente poter CONTATTARE il testimonial stesso.

Deve poter pensare che se posso contattarlo posso anche chiedergli informazioni aggiuntive.

Poi non lo fanno, ma dare la possibilità di “rintracciare” il cliente che ti lascia la testimonianza rende tutto più credibile ed efficace.

Come farlo?
Puoi farlo in diversi modi. Te ne dico due semplici ma efficaci:

  • Metti nella sponsorizzata ANCHE il link alla testimonianza lasciata su Facebook (se te l’hanno lasciata su Facebook). In questo modo l’utente può chiedere l’amicizia e chiedere informazioni direttamente al tuo testimonial,
  • Metti nome, cognome ed azienda di cui fa parte (in caso di mercato B2B) il testimonial, magari anche taggandolo (sempre se siamo su Facebook)

3. Mancano il problema iniziale ed il beneficio finale

Terzo motivo per cui questa testimonianza è completamente INUTILE è la genericità del testo.

“…sono molto soddisfatta in quanto ho trovato un ambiente altamente professionale, molto curato nell’igiene e con un personale specializzato e nello stesso tempo amichevole e disponibile.”

Qualcuno mi venga a cecare gli occhi con un tizzone ardente.
E che significa ‘sto testo?

NIENTE.
Potrebbe essere utilizzato per l’80% delle aziende italiane: INUTILITA’ livello PRO.

In una testimonianza DEVI far dire al tuo testimonial PERCHE’ è soddisfatto, e più nello specifico di un caso come questo dovrebbe dire:

  • Qual era il problema che aveva prima di rivolgersi al centro dentale e quali disagi gli procurava.

    Ad esempio, la testimonial avrebbe potuto scrivere:
    “…avevo perso gli incisivi per un incidente, e da qualche anno vivevo senza quei due denti. La cosa mi provocava molto disagio perché avevo vergogna di ridere in pubblico, e coprivo la bocca quando parlavo…”

    In questo modo chi vivesse una situazione simile si riconoscerebbe immediatamente nel problema.
  • Qual è stata la soluzione che gli ha risolto il problema ed il beneficio che ne ha ottenuto.

    E quindi ad esempio:
    “…poi mi hanno parlato del Centro Dentistico Renato. Mi hanno fatto subito un’ottima impressione dalla prima visita, ed abbiamo deciso di fare gli impianti.

    L’intervento è durato qualche ora ma non ho sentito alcun dolore, e sono uscita dal centro con un sorriso nuovo. Da allora finalmente sono tornata a ridere con serenità!”

Questa seconda parte della testimonianza avrebbe dato all’utente nuove importanti informazioni quali:

  • l’intervento non fa male (considera che la paura del dolore è uno dei più grandi ostacoli all’andare dal dentista),
  • l’intervento si conclude in giornata (e su questo punto molti pazienti non sanno che esistono nuove tecnologie che permettono questa velocità molto superiore rispetto al passato),

4) E’ scritta in piccolo: sei sicuro che l’utente riesca a leggerla?

Altro dettaglio affatto banale: le dimensioni del font scelte per la testimonianza.

Ti rimetto qui l’immagine per comodità, guardala di nuovo.

Facebook Ads sbagliata

Hai fatto caso che la dimensione del font della testimonianza nell’immagine è più piccola anche dei caratteri del post su Facebook (“Ogni giorno più felici di lavorare con voi”).

E se è vero com’è vero che la stragrande maggioranza dei pazienti di un dentista sono in là con l’età, siamo proprio sicuri che siano in grado di leggere scritte col font così piccolo?.

Ora, sia chiaro, non ho dati statistici a supporto di questa mia ipotesi. Ma son miope e porto gli occhiali da tutta la vita.

E visto che tra l’altro aumentare la dimensione del font non costa niente, perché rischiare?

Anche perché la LEGGIBILITA’ dei nostri contenuti di marketing riveste un’importanza elevata e spessissimo sottovalutata: oltre a preoccuparti di scrivere contenuti efficaci dovresti preoccuparti di fare il massimo per renderli il più leggibili possibile.

Anche aumentando la dimensione del font


5) Mancano le stelline ⭐⭐⭐⭐⭐

Trucchetto semplice ed efficace: le stelline!

Considera sempre che la tua sponsorizzata viene buttata in pasto al feed di Facebook e si ritrova circondata da decine di altri post, ognuno dei quali lotta per attrarre l’attenzione (scarsa) dell’utente.

DEVI FARE IL MASSIMO per vincere questa battaglia.

Una dei trucchetti aggiuntivi che puoi usare è quello di usare le stelline ⭐ nell’headline della tua testimonianza condivisa su Facebook.

Questo perché siamo abituati a riconoscere immediatamente i simboli delle testimonianze dei clienti:

  • Compriamo i prodotti su Amazon controllando “le stelline”,
  • Scegliamo il ristorante su Tripadvisor contando “i pallini”,
  • Le recensioni dell’aziende su Google hanno le stelline,
  • Ecc ecc

Mettere quindi le stelline già all’inizio della testimonianza rimanda in un secondo la mente dell’utente a questo tipo di contenuto: intuirà in un attimo che sta guardando la recensione di un cliente soddisfatto.

Aumentando le possibilità di vincere la sua attenzione.
Qui sotto l’esempio di una mia testimonianza sponsorizzata con le sue belle stelline:

testimonianza Marco Marcantoni


6) E’ sbagliato il copy

“Ogni giorno più felici di lavorare per voi”

😭😭😭

Non significa niente questa frase.
O meglio, non COMUNICA NIENTE.

“Ogni giorno più felici di lavorare per voi”

Chi direbbe sulla propria pagina “Anche oggi ci rompiamo i coglioni a servirvi?”

Ti pare possibile che una qualsiasi azienda sul suolo terracqueo possa comunicare una cosa diversa?


No. Evidentemente.
E quel copy risulta dunque inutile.

Come avrai forse intuito dai paragrafi precedenti e dagli esempi delle mie testimonianze, avrebbe avuto più senso scrivere un copy che rimandasse ai motivi per cui quel testimonial era soddisfatto.

Ex:
“⭐⭐⭐⭐⭐ Vivevo male, non ero serena. Senza i denti non mi sentivo libera neanche di ridere. Grazie allo studio Renato invece ho riacquistato il piacere di sorridere, senza dolore e in una sola seduta”

Questa potrebbe essere un esempio di headline della sponsorizzata, che magari potrebbe continuare nel post approfondendo il caso di successo.

Come già detto nel punto 3


7) Manca la CTA: quale azione deve compiere l’utente?

Dulcis in fundo, in questa sponsorizzata manca pure la CTA.

Poverini non ne hanno imbroccata una manco per sbaglio.
Mi spiace davvero per loro.

Ma almeno non commettere lo stesso errore anche tu: metti SEMPRE una CTA nelle tue sponsorizzate.

Giusto per non darlo per scontato, la sigla CTA sta per “Call to Action”, ovvero “Chiamata all’azione”.

E’ in pratica il famoso “Per scoprire l’offerta clicca qui”, “Per prenotare una visita chiama allo 0541-….”, insomma è appunto l’invito all’azione che chiediamo di fare all’utente.

Che qui manca e che dovrebbe esserci.
Nel caso specifico rimanderei ad una landing che permette di prenotare la prima visita (è solo un esempio).

Nelle testimonianze dei nostri clienti soddisfatti rimando sempre alla pagina di contatto del mio blog, questa https://www.gianpaoloantonante.it/contatti/


Morale della favola

La sponsorizzata oggetto di questo articolo è oggettivamente un caso limite, nel quale è stato sbagliato tutto lo sbagliabile ed anche di più.

Ma sono abbastanza certo che tra le 7 leve che ti ho elencato, ne avrai trovata più di qualcuna che non usavi bene.

E magari quest’articolo ti viene utile per migliorare già da oggi. 😊

Grazie d’aver letto il mio articolo.
Se l’hai trovato interessante, lascia un commento, un like e condividilo sui tuoi social per ripagarmi dell’impegno che ci ho messo per scriverlo.

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6 Commenti

  1. Carlo De Giorgi

    Esaustivo come sempre!
    Grazie Gianpaolo
    Articolo ***** 5 STELLE

  2. Grazie per lo studio su questa sponsorizzata, che ho trovato molto utile e dettagliato. Sicuramente c’è da imparare e da riflettere.

  3. Nicola Montanari

    5 Stelle, come sempre!

Rispondi

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