Come produrre contenuti efficaci

La mia felicità è distante 12 passi.
Ogni giorno quello è il percorso affinchè io ritrovi la felicità.

E cosa viviamo a fare se non per essere FELICI.
Io sono FELICE OGNI giorno.

Succede questo.
Mi sveglio al mattino presto. Come tutti faccio colazione, mi preparo, ed esco per andare al lavoro.

E subito, ripenso alla felicità che mi aspetterà più tardi, distante quei 12 passi.
Arrivo in ufficio. Prendo il caffè e faccio il punto dei lavori che dovrò affrontare durante la giornata.

Poi arrivano i ragazzi (i miei collaboratori): facciamo un piccolo punto della situazione e cominciamo a lavorare.

Io amo il mio lavoro: mi appassiona.
Ma la mia FELICITA’ è sempre al centro dei miei pensieri, come i 12 passi che mi separano da lei.

Pausa pranzo.
Mangio quasi sempre in ufficio. Per star leggero (sennò m’abbiocco) e per far prima.

Leggo qualche notizia e poi si ricomincia a lavorare.
In attesa di quei 12 passi.

Si fa sera.
E’ ora di andare…

Spesso sono l’ultimo ad uscire dall’ufficio.
Spengo il pc.
Controllo che tutte le finestre siano chiuse e che i riscaldamenti siano spenti.

Spengo le luci e vado.
Un’altra giornata di lavoro è andata.

Ma in quel momento penso solo ai 12 passi.
I miei 12 passi verso la FELICITA’.

Entro in macchina e si parte.
Si va verso casa.

Radio Deejay mi accompagna.
E’ l’unica cosa che ascolto in macchina.

In questo periodo, quando esco dal lavoro, c’è il programma di Fiorello.
Il “Rosario della Sera” (il nome del suo programma) è il sottofondo che mi accompagna fino a casa.
Fino ai miei 12 passi.

Arrivo a casa.
Abito a Coriano, un paesino nell’immediato entroterra riminese.

La nostra casa è in campagna, anche se a pochi metri dal centro del paese.
Parcheggio.

Scendo dalla macchina.
Prendo la borsa, il pc e apro il cancello.

Dal cancello alla porta di casa c’è un vialetto.
Sarà lungo 10 metri.

Che percorro in 12 passi.
1, 2, 3…..11 e 12.

Sono davanti la porta di casa.
La apro e…: “Papiiiiiiiiiiii!”

Ogni sera i miei due piccoli campioni mi accolgono con enormi sorrisi, correndomi incontro ad abbracciarmi.

La mia FELICITA’. Quella che ritrovo ogni giorno.
Quella distante 12 passi. I 12 passi dal cancello alla porta di casa.

———————————

Ora ferma tutto.
…
…
…
Prendiamoci qualche secondo di pausa.
…
…
…

Ora leggi questa frase:

“La mia felicità la ritrovo ogni sera. Quando torno a casa dal lavoro e i miei bimbi mi corrono incontro per salutarmi”.

In questa seconda frase, in buona sostanza, ho detto la stessa cosa che ho raccontato nella prima “storia”.
Ma qual è la forma più efficace di comunicare?

Raccontare i 12 passi, ovviamente avrà attratto ENORMEMENTE di più la tua attenzione.
Ti sarà “rimasto impresso”.
Vero?

Ecco, l’articolo di oggi si basa proprio su questo, ovvero su come comunicare in maniera EFFICACE.

Anzi, più nello specifico, nell’articolo di oggi ti spiegherò “Come produrre contenuti EFFICACI che dimostrano i vantaggi del tuo prodotto/servizio SENZA spiegarli direttamente”.

Perché potresti pensare che essere efficace parlando dei bambini sia molto facile.
Ma ti DIMOSTRERO’ che non si comunica efficacemente solo quando si parla di emozione e sentimenti, come nel caso dei miei due piccoli campioni e che puoi essere efficace anche parlando dei tuoi prodotti/servizi.

Come produrre contenuti EFFICACI che dimostrano i vantaggi del tuo prodotto/servizio SENZA spiegarli direttamente.

Comunicare EFFICACEMENTE i vantaggi e benefici dei nostri prodotti e servizi SENZA spiegarli direttamente.
Questa è la Mission Impossible dell’articolo di oggi.

Non capisci come si possa fare vero? Ti capisco, ci sta non arrivarci immediatamente…
Ma oggi ti mostrerò come si fa, nella speranza che possa aiutarti a creare i tuoi contenuti efficaci.

E lo farò mostrandoti 4 casi specifici, in modo che potrai verificare direttamente se questo tipo di contenuto sono davvero efficaci o meno…

Caso n°1) Frullatori Blendtec: Will It Blend? (Si Frullerà?)
Come si possono promuovere efficacemente dei frullatori?
Come puoi dimostrare i punti di forza di un frullatore SENZA spiegarli?

Un frullatore è un frullatore, cosa potrai mai inventarti?

Beh, alla Blendtec pare che un’idea (strafighissima) ce l’hanno avuta.
Eccome se l’hanno avuta!

Tom Dickson, il geniale fondatore dell’azienda, nel 2006 ha deciso di lanciare la rubrica video su Youtube “Will It Blend?”.

Cosa mostra Tom in questi video lo puoi vedere qui sotto:

In questo video viene frullato un Iphone X, l’ultimo nato in casa Apple.
Si, hai visto bene, era un Iphone X.
Che arriva dopo altre decine di Iphone, Ipad, Smartphone Samsung, Nokia ecc ecc.
Questo frulla di tutto.

Ottenendo quale risultato?

Beh, il BlendTec  è il frullatore più famoso d’America. Negli anni ne hanno parlato tutti, Tom Dikson è stato invitato ed intervistato in decine di trasmissioni televisive, e i suoi frullatori hanno spopolato.

E per inciso, se un frullatore disintegra alla perfezione un Ipad in un minuto e mezzo, qual è il messaggio che passa SENZA che Tom abbia bisogno di spiegarlo?

E’ ovvio: se un Blendtec è capace di frullare un Ipad, sarà sicuramente una scheggia nel frullare i normalissimi cibi. Non trovi che sia un ragionamento automatico?


Caso n°2) Pescaria: Pescatori in Cucina…
Di Pescaria avevo già parlato in un altro articolo qualche settimana fa (puoi leggerlo qui).

Pescaria è un fast food che propone panini gourmet a base di pesce fresco (non solo panini, ma sono i prodotti di punta).

Come fanno i geniali ragazzi di Pescaria a comunicare efficacemente la bontà dei loro panini?
Di certo non si mettono li a spiegarli…

Ma, ad esempio, fanno video come questo:

L’hai visto? Fa venir fame o no? Fa venire l’acquolina in bocca, vero?
E a cosa pensi nel guardare quel video?

Non puoi non pensare che quel panino sia BUONISSIMO, facendoti venire la voglia di addentarne uno al più presto.

I ragazzi di Pescaria sono maestri nella comunicazione efficace dei loro prodotti, visto anche la qualità delle foto che utilizzano, come quelle qui sotto:

     

     


Caso n°3) Il mio articolo articolo a Coda di Pavone

Si ok, ma il frullatore e i panini sono prodotti fisici che si possono fotografare o filmare…io vendo servizi, come faccio?

Forse dopo aver letto i primi due punti ti sarai posto questa domanda.
La domanda è legittima, ma anche in questo caso ti dimostro che puoi raggiungere un risultato simile.

Prendiamo ad esempio un articolo che ho pubblicato nel mio blog, nel quale vedrai che ho DIMOSTRATO le mie capacità SENZA spiegarle.

L’articolo in questione è quello intitolato “Come ideare una strategia COMPLETA di Web Marketing estraendola da 47 commenti di un post su Facebook”.

Cosa ho fatto in quell’articolo?
Te lo spiego subito.

Ho parlato (come dice il titolo) di come si fa ad ideare una strategia di Web Marketing, ma non l’ho fatto nel modo solito che trovi su tutti i blog di Web Marketing online.

Non ho scritto una roba tipo:

  • Individua il tuo target,
  • Studiane i comportamenti,
  • Scegli lo strumento di promozione adatto,
  • Ecc ecc…

Quella è una SPIEGAZIONE di come si fa.
Che per carità, a volte può essere un modo giusto di produrre un contenuto (e che io stesso uso di tanto in tanto).

Ma questa volta ho fatto una cosa diversa.
Ho scritto un post su un gruppo, facendo una domanda in modo da stimolare i commenti degli utenti.

Poi ho scelto alcuni commenti tra quelli ricevuti, e su quei commenti che confessavano un comportamento dell’utente, ho studiato la “tattica” di Web Marketing da adottare.

Se dai uno sguardo all’articolo capisci immediatamente a cosa mi riferisco.

Quindi in pratica cosa ho fatto?
Ho DIMOSTRATO ai miei lettori come elaboro una strategia di Web Marketing.

E ti assicuro che l’effetto è stato più che EFFICACE (quel solo articolo mi ha portato diversi contatti di imprenditori che hanno chiesto i miei servizi).


Caso n°4) Eve Sleep: il materasso più comodo del mondo…
Un materasso…bella gatta da pelare.

Col frullatore ci frulli un iPhone e diventi famoso…
Ai panini di Pescaria ci fai delle foto belle belle, e l’acquolina la fai venire a tutti…

Ma per un materasso, il materasso più comodo del modo, come fai a DIMOSTRARNE i vantaggi senza SPIEGARLI?

In EveSleep il modo l’hanno trovato. Guarda il video sotto:

Figo vero?
Figo perchè SENZA spiegare niente. Chi guarda il video capisce che quel materasso non si muove.

Quando il cane salta sul letto, la torre di blocchetti di legno fatta dal ragazzo non si smuove di un millimetro, così come il bicchiere di succo d’arancia non versa una goccia quando la ragazza salta sul materasso.

Alla visione di questo video è inevitabile paragonare immediatamente l’EFFICACIA di quel materasso a quello che magari hai a casa tua (il bicchiere di succo che fine avrebbe fatto?).

Ed in questo modo, non serve spiegare che il materasso “assorbe i movimenti del corpo”: il video lo dimostra!


Il NeuroMarketing di Martin Lindstrom e il Marcatore Somatico

[…]
“Socrate una volta disse a Teeto di immaginare la mente come una massa di cera nella quale “imprimiamo ciò che vogliamo ricordare di quello che vediamo  o udiamo, o pensiamo nella nostra mente, sottoponendola alle nostre sensazioni ed ai nostri pensieri, come se vi imprimessimo impronte di sigilli”.

Qualunque cosa sia impressa nella cera, diceva Socrate, noi la ricordiamo e ne abbiamo scienza, finché l’immagine resti nella cera, ma “ciò che invece venga cancellato o non sia in grado di rimanervi improntato, lo dimentichiamo e non ne abbiamo scienza”.

Una metafora così suggestiva e diffusa che diciamo ancora che certe cose “ci hanno fatto impressione”.

I marcatori somatici nel cervello funzionano esattamente nello stesso modo – come segnalibri che facilitano le nostre quotidiane decisioni di acquisto.

Foggiati da esperienza passate di ricompense e punizioni, i marcatori somatici aiutano il cervello a ridurre automaticamente e istantaneamente il campo delle possibilità aperte in una data situazione, e a prendere una decisione che sappiamo darà l’esito migliore, meno doloroso. […]

Seminati da esperienze passate di ricompense e punizioni, questi marcatori servono a collegare un’esperienza o un’emozione a una reazione specifica necessaria. Aiutandoci istantaneamente a restringere il campo delle possibilità disponibili in una data situazione, ci pilotano verso una decisione che sappiamo ci darà l’esito migliore, meno doloroso.

Prendi Tom Dickson, il tipo della Blendtec di cui ti ho parlato al primo punto.
Non è molto diverso da qualsiasi altro padre di famiglia di mezz’età del Midwest americano.

Come ti ho mostrato, per pubblicizzare i frullatori, ha creato una sequenza di brevi video, che si aprono tutti con la domanda: “Si frullerà?”.

Mentre gli spettatori guardano con gli occhi sgranati, Tom Dickson procede a frantumare, fare a pezzi, schiacciare, maciullare e annientare una serie di oggetti nel suo frullatore da cucina: accendini Bic, una torcia Tiki, un pezzo di canna per innaffiare il giardino, tre dischi da hockey, addirittura un iPhone.

Ogni settimana, Tom Dickson si è dato la missione di frullare qualcosa di nuovo e apparentemente infrullabile.

Guardare un iPhone che gira con grandi schiocchi fino a che non è ridotto a una massa fumante di particelle nere è, a dir poco, un’esperienza indimenticabile. Crea nel nostro cervello un marcatore somatico così drammatico che la prossima volta che ci prepariamo un frullato di fragole non possiamo fare a meno di pensare: non è che magari il frullatore Blendtec farebbe di meglio?

Il nostro cervello associa quella marca di frullatori all’immagine indimenticabile di un iPhone che viene ridotto a una pila fumante di polvere e, anche senza che ce ne rendiamo coscientemente conto, abbiamo preso dallo scaffale del negozio la scatola del Blender-Tec.

[Quest’ultimo paragrafo è tratto dal libro “Neuromarketing” di Martin Lindstrom]

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