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Come fare SEO dal 2020 ad aprile 2024 spiegato con l’acquisto del primo profumo della mia vita (e 58 commenti Facebook di consigli ricevuti)

Non ho mai usato il profumo.
Mi son sempre lavato tutti i giorni (cosa non scontata a sentire gli afrori di certuni) e l’idea di usare il profumo non m’ha mai sfiorato.

Fino ai 40 anni, quando un bel giorno ho deciso che DOVEVO cominciare a mettere il profumo.
Come mai questa decisione?

Boh…
Continuo a fare la doccia tutte le mattine, sia chiaro eh.

Ma com’è come non è, due anni fa m’è venuta sta fissa.
Sarà che mi sto rincoglionendo?
Sarà un inizio di demenza senile?…non so bene.

Fatto sta che il 9 luglio 2018 pubblico su Facebook questo post (che puoi rivedere cliccando qui https://bit.ly/2Ggw15G)


Chiedevo consiglio su quale profumo comprare.
Come accennavo, non avrei saputo da dove cominciare la mia ricerca…

Ricevetti un sacco di commenti che mi furono molto d’aiuto e che alla fine mi hanno portato alla scelta del profumo giusto (e che da allora utilizzo tutti i giorni, ogni mattina, dopo la doccia).

E che c’azzecca la SEO?

Prima che tu mi prenda per pazzo, anticipo questo tuo dubbio:
“Che c’entra la SEO con l’acquisto di un profumo?”

C’entra c’entra…eccome se c’entra.

Perché ogni acquisto segue un processo, il cosiddetto processo di acquisto, che varia per lunghezza e complessità a seconda di diversi fattori tra i quali:

1) Difficoltà oggettiva dell’acquisto (se devo acquistare l’impianto fotovoltaico per il tetto di casa ci metterò molto di più che per decidere dove andare a mangiare la pizza),

2) Punto di partenza del compratore: se sono un consulente di impianti fotovoltaici e devo comprarlo per casa mia ho già tutte le informazioni necessarie per comprare 100 volte più velocemente di una persona “normale”

Ci siamo fin qui?
Bene…

A proposito di processo d’acquisto 60 commenti ricevuti a quel post su Facebook nel quale chiedevo aiuto mi hanno DIMOSTRATO i vari processi che può seguire l’acquisto di un profumo.

In quest’articolo farò un esercizio in più: (o almeno ci provo): trasformerò i vari “processi di acquisto” in parole chiave, in intenti di ricerca, mostrandoti come può essere usato Google (e la SEO) per promuovere la tua azienda e renderti visibile ai tuoi potenziali clienti in ognuna delle fasi del processo di acquisto.

Partendo dall’acquisto del mio profumo. 😉

Sei pronto?
Bene, partiamo.

Come fare SEO dal 2020 ad aprile 2024 spiegato con l’acquisto del
primo profumo della mia vita (e 58 commenti Facebook di consigli ricevuti)

Commento n° 1: Compra Creed o Fahrenheit
I primi due commenti che ti riporto sono quelli di Elvis e di Chiara, che vedi qui sotto.

Mi danno entrambi un consiglio uguale dal punto di vista del processo d’acquisto. Mi consigliano un brand SPECIFICO:

– Creed consigliato da Elvis,
– Fahrenheit consigliato da Chiara.

Come si traduce in SEO questa fase?
Semplice: con le parole chiave commerciali specifiche.

Le parole chiave commerciali specifiche identificano ricerche di utenti che sono alla fase finale del loro processo di acquisto:

– Sanno qual è il loro problema/esigenza,
– Sanno qual è la soluzione al loro problema/esigenza,
– Hanno già scelto anche l’opzione preferita tar quelle disponibili.

Elvis e Chiara, suggerendomi Creed e Fahrenheit mi stanno dando un’indicazione specifica: compra QUEL profumo.

Come tradurre in SEO il commento n°1

Come puoi tradurre in SEO ed applicare alla tua presenza online questo commento? Te lo mostro.

Guarda l’immagine sotto:

Dallo screenshot possiamo vedere i volumi di ricerca mensili per le singole parole chiave.

Come dicevamo prima, gli utenti che fanno quel tipo di ricerca su Google, hanno già deciso che vogliono quel profumo, stanno facendo una ricerca commerciale specifica.

E probabilmente una grossa fetta di loro sta solo cercando DOVE comprare il prodotto.

I consigli SEO a questo proposito sono:

a) Posizionati coi nomi brand dei tuoi prodotti
Se vendi prodotti per i quali ci sono ricerche commerciali specifiche (come in questo caso) devi valutare attentamente di promuoverti rendendoti visibile per quelle parole chiave.

Come ti dicevo prima, chi fa quel tipo di ricerca è MOLTO vicino alla fase finale del processo d’acquisto, ha il “portafogli in mano” e farti trovare prima dei concorrenti potrebbe fare la differenza in termini di vendite a tuo favore.

b) Posizionati LOCALMENTE coi nomi brand dei tuoi prodotti
Come hai visto nello screenshot delle parole chiave, ho fatto la ricerca dei volumi anche per
– “profumo creed roma”
– “profumo creed milano”

Perché?
Semplice: perché in tanti casi, chi cerca un prodotto specifico lo cerca LOCALMENTE: cerca cioè un negozio fisico nella sua città dove andare a comprarlo.

E quindi, se hai vendi prodotti cercati online dagli utenti in un negozio fisico, dovresti valutare attentamente di promuoverti per quei brand, per quei prodotti localmente.

In parole povere: se hai una profumeria a Roma e vendi anche “Creed” come profumo forse vale la pena essere visibile

ATTENZIONE:
Questo esempio fa riferimento a prodotti commerciali che, in quanto tali, difficilmente hanno esclusiva e quindi così come li vendi tu probabilmente li vende qualche tuo concorrente.

Prima quindi di promuoverti per parole chiave come queste va analizzata la tua competitività, ovvero:
visto che il prodotto è quello, ed è uguale sia comprato da te che dai concorrenti, c’è un qualche motivo reale per cui i clienti dovrebbero preferirti ai concorrenti?

Se la risposta è SI, allora procedi e posizionati per quelle keyword.
Se la risposta è NO e (ad esempio) gli stessi prodotti si trovano su Amazon ad un costo simile, lascia perdere: se anche fossi visibile difficilmente venderesti di più.

Case history:
Quello che vedi qui sotto è lo screenshot delle statistiche di Analytics del sito di ecommerce di un nostro cliente ben posizionato organicamente per parole chiave commerciali specifiche.Risultati SEO Ecommerce
Per privacy non posso aggiungere altri dettagli, ma posso dirti che quei numeri si riferiscono al periodo 1 luglio – 2 settembre 2020: 2 mesi e € 35.000 di vendite. Solo da traffico organico.


Commento n° 2: Vai in profumeria e PROVA i profumi (chiedendo i tester)

Il commento numero 2 che ho estratto dal post originale è quello di Assunta, che come leggi dallo screenshot mi consiglia di andare in profumeria e PROVARE i profumi per poi scegliere quello più adatto…


Il consiglio è sensato, se lo pensiamo nel mondo fisico, ma come usarlo online? E come tradurlo in SEO?

Come tradurre in SEO il commento n°2
Qui sotto trovi lo screenshot dei volumi di ricerca di parole chiave riferite a questo secondo commento

Come puoi vedere le persone cercano anche i campioncini ed i tester dei profumi ed ho verificato che ci sono siti di profumerie online che hanno in vendita questi campioncini.

Quindi, va da sé, che l’idea di posizionarsi per quelle keywords può avere un senso o quantomeno è un qualcosa da valutare.

La SCALA Del Valore

Questo secondo commento però l’ho inserito per parlarti della scala del valore più che di SEO.
Perché se ci fermiamo all’idea dei “campioncini” rimane troppo ristretta alla nicchia della profumeria e difficilmente applicabile al resto dei business.

Ma cosa sono i campioncini? Guardando il fenomeno più dall’alto, quale funzione svolgono?
I campioncini riducono l’attrito.

Mi spiego.
Per convincere un potenziale cliente a darci i suoi soldi, dobbiamo fargli superare una serie di attriti mentali, di difese che ha nei nostri confronti.

I campioncini permettono al potenziale cliente di PROVARE il prodotto SENZA fare il grosso sforzo di pagare la confezione intera: provi il profumo col campioncino e, SE TI PIACE, fai lo sforzo successivo.

Ma nel frattempo hai salito gradualmente la scala dello “sforzo”.
Guarda l’immagine qui sotto:

E’ una delle rappresentazioni della scala del valore, di cui riassumo di seguito i concetti di base:

“Devi avere una scala del valore che permetta ai tuoi potenziali clienti di diventare tuoi clienti facendo sforzi graduali nei tuoi confronti, diminuendo così l’attrito all’acquisto iniziale, dopo il quale devono essere previsti degli upsell che ne aumentino il valore”

Te la traduco in stampatello con l’esempio di come lavoriamo in agenzia:

Scalino 1) Contenuti gratuiti 
Tra blog, ebook, post su Facebook, gruppo Facebook, video su Youtube e email marketing produciamo una serie di materiali che permettono ai nostri potenziali clienti di entrare in contatto con noi gratuitamente, SENZA spendere un euro, col solo impegno di zuzzarsi questi contenuti.

E una volta entrati in contatto con la nostra presenza web vengono inseguiti a vita.
Ad esempio, l’immagine qui sotto si riferisce ad uno degli ultimi contatti di potenziali clienti ricevuti in questi giorni.

“…su internet è da un po’ che ti tengo occhio…”

…eh, lo so che è un po’ che mi tieni d’occhio.
E’ così per il 90% dei clienti negli utlimi 3 anni 😊

Ma tornando alla scala del valore, il primo gradino che facciamo salire è questo,: contenuti gratuiti

Scalino 2) Analisi Strategica
Quando il cliente ci contatta NON facciamo preventivi: abbiamo prima bisogno di studiare il caso.
Quindi facciamo una prima breve intervista:

– Se il cliente non è in target, glielo spieghiamo, rifiutandolo (succede spesso)
– Se il cliente è in target gli spieghiamo e proponiamo un servizio a pagamento di analisi della sua presenza online che è ESSENZIALE per noi per approfondire la sua conoscenza, studiare il suo caso, la sua presenza online e dopo lo studio proporre la strategia a nostro parere migliore.

Al cliente invece il servizio di analisi permette di fare un passo concreto nei nostri confronti SENZA fare un grosso sforzo e senza impegnarsi, da subito, in lunghi contratti di qualche mese.

Questo è il passaggio IMPORTANTE, te lo riscrivo per assicurami che passi il concetto.

Al cliente invece il servizio di analisi permette di fare un passo concreto nei nostri confronti SENZA fare un grosso sforzo e senza impegnarsi, da subito, in lunghi contratti di qualche mese.

Lo facciamo salire ancora un po’ sulla scala del valore SENZA chiedergli subito uno sforzo grosso.

Ora, non sto qui a descrivere cosa succede dopo perché il punto importante che voglio affrontare sono i primi due gradini che ti ho appena citati e che si rifanno al commento di Assunta e della prova dei profumi copio campioncini.

Quali gradini proponi di salire ai tuoi clienti?

Nella stragrande maggioranza dei casi che mi sono capitati in più di 10 anni di carriera nel settore, in media le aziende NON hanno NESSUNA scala del valore.

Ti propongono subito lo SFORZO maggiore: ERRORE.

La maggior parte dei clienti non è pronta a comprare subito tutto il pacchetto.

Ha bisogno di gradualità, di acquisire fiducia lentamente e salire gradino per gradino la scala del valore.

Chiudo questo punto.

Io NON posso sapere quali siano i gradini giusti per la tua azienda, né soprattutto è mio compito deciderli né un servizio che vendiamo in agenzia: non siamo consulenti di business.

Ma avere una scala del valore, in tanti casi è ESSENZIALE e cambia i risultati in maniera netta. Anche nelle campagne di digital marketing.

Quindi organizzati e studia la tua scala…


Commento n° 3: “Informati su quale sia il profumo più adatto a te….”

Silvia mi consiglia di informarmi. Nel suo commento (che vedi sotto) in sostanza mi spiega che un profumo e la sua stessa fragranza variano a seconda di chi lo indossa  e della chimica della sua pelle.


Questo è un ottimo spunto e mi permette di approfondire la fase informativa di un processo d’acquisto.

In pratica quando sappiamo che abbiamo un bisogno (nell’esempio “voglio comprare un profumo”) ma NON sappiamo come soddisfare il bisogno (“quale profumo compro?”) ci dedichiamo alla fase informativa, cioè di raccolta delle informazioni che possano permetterci di effettuare la scelta.

Come tradurre in SEO il commento n°3
Trasformare in SEO e quindi in visibilità su Google questa fase, quella informativa, è possibile in moltissimi casi. Probabilmente anche nel tuo.

E tra l’altro ha spesso possibilità di essere estesa di moltissimo…
Rimaniamo sul profumo.

Cosa cercano gli utenti? Nello screenshot sotto un primo estratto

Come scegliere un profumo.
Come scegliere IL profumo.
Come scegliere profumo uomo.
Ecc ecc

Un sacco di ricerche di utenti che (come me due anni fa) non sanno quale profumo scegliere e come scegliere e cercano risposte su Google.

Come dicevo prima, la fase informativa può essere approfondita, ed è anche naturale pensare che l’utente parta da una ricerca di informazioni generiche, affinando man mano l’indagine su informazioni più specifiche, andando avanti nel processo di acquisto.

Ne ho trovato anche una dimostrazione.
Infatti, cercando su Google “Come scegliere un profumo” il primo risultato è questo https://bit.ly/2Z2CJ60 del blog di Clio Make Up.

Ho letto velocemente l’articolo scoprendo che esistono:
– Le note olfattive dei profumi (cioè gli odori percepiti dopo l’applicazione di un profumo),
– Quattro categorie diverse di profumi: i profumi floreali, quelli fruttati, gli speziati e i legnosi

E quindi (almeno in teoria) si potrebbe decidere di posizionarsi anche con contenuti che parlano anche di queste informazione, anch’esse cercate su Google (vedi immagine sotto)

Aggiungo che la domanda informativa in alcuni casi  (come pare essere nel caso dei profumi) può essere molto vasta e quindi va fatto magari un ragionamento per decidere quali su quali ricerche informative lavorare per posizionarsi (quelle più interessanti dal punto di vista strategico e più vicine a quello che vendiamo).

Ma non finisce qui.
Andiamo avanti…


Commento n° 4: “Guardo quelli di moda e le novità….”
Arriviamo a Daniele e al suo commento nel quale mi dice che lui guarda su Google quelli che sembrano di moda e le novità…mmmm…


Ecco un nuovo modo di cominciare il processo di acquisto: cercare le novità.

Ti stai rendendo conto di quanto siano diversi i percorsi da cui partono i clienti per comprare?

Lui cerca i profumi di moda e le novità: interessante.
Ma come traduciamo in azione online questo caso?

Come tradurre in SEO il commento n°4
Partiamo dall’azione più banale: possiamo posizionarci per parole chiave riguardanti le novità e i profumi di moda (nello screenshot i volumi di ricerca di quelle keywords).


E fin qui non ci voleva un genio della lampada per arrivarci.

Quello che però il cervellino di Gianpaolino tuo ti dimostrerà è che l’attenzione e l’ATTRAZIONE per le novità è fortissima in MOLTISSIMI SETTORI.

E te lo dimostro con un paio di esempi.

Esempio 1) Le ZANZARIERE…
…che a primo impatto con la novità e le mode non ci azzeccano niente.

Ed invece, ecco qua.
Partiamo da una ricerca fatta su Google in tantissimi casi: “migliori zanzariere” (gli utenti usano in tantissimi casi la ricerca “migliori [PRODOTTO]” per farsi un’idea di cosa offre il mercato. Cercano “migliori ferri sa stiro”, “migliori smartphone”, “miglior aspirapolvere”, ecc ecc).

Allora, se cerchi “migliori zanzariere” su Google i primi risultati sono quelli che vedi nello screenshot qui sotto:


Esempio 2) Come fare SEO
Passiamo da un prodotto (le zanzariere) ad un servizio: la SEO (di cui tra l’altro parla quest’articolo).
Se cerchi su Google “come fare SEO” questi sotto sono i risultati:


Cos’hai notato in entrambi i risultai di ricerca?
Cos’ho evidenziato in giallo?
.
.
.
.
Esatto: il 2020!

Ora, mettiti un secondo nei panni dell’utente che fa la ricerca.

Cerchi su Google:
– “migliori zanzariere” (perché ti servono in casa quelle nuove)
– “come fare SEO” (perchè vuoi capire come posizionare il sito aziendale)

Su quali risultati clicchi per primo?
Ovvio, su quelli che hanno il 2020 nel titolo: ti sembrano più attuali, più nuovi, più aggiornati.

E attraggono il tuo click molto di più rispetto agli altri, anche se fossero sopra di te di qualche posizione.

E che (non a caso) Google premia, anche se entrambe le ricerche non contenevano “2020”.

Non ci avevi mai pensato, vero? 😉
Tranquillo, ci sono io.

Cosa fare:
Concludendo questo punto, quello che devi fare quindi è far sembrare NOVITA’ i tuoi contenuti, per attirare più visite organiche degli utenti.


Commento n° 5: “la mia ragazza lo compra in erboristeria….”

Daniele nel suo commento mi spiega che non usa profumo e che la sua ragazza lo compra in erboristeria. Altro spunto interessante e diverso dagli altri…

Come tradurre in SEO il commento n°5
Per trasformare in azioni SEO questo commento voglio allontanarmi un pelo dallo specifico commento e dal discorso erboristeria, ed aprire il file del discorso “rimedi naturali” e “fai da te”.

Guarda le ricerche qui sotto  

Una parte di utenti cerca “profumi naturali” e “profumo fai da te”.
Bene…

…il “naturale” ed il “fai da te” sono ricercati in un sacco di situazioni e di contesti che possono poi portare all’acquisto di un prodotto/servizio.

Ti faccio qualche esempio. Guarda queste altre ricerche qui sotto:

Sono tutte ricerche che hanno come argomento la muffa e che in modi diversi cercano soluzioni per risolvere il problema.

Conosco abbastanza bene l’argomento per poter dire che:
– il fai da te in questo caso difficilmente funziona,
– i rimedi naturali, se intesi come “uso il rimedio della nonna” per togliere la muffa, sono INEFFICACI

In casi come questo, posizionarsi su questo tipo di keywords per intercettare quelle ricerche degli utenti potrebbe dare l’opportunità di spiegare PERCHE’ il fai da te ed i rimedi naturali sono inefficaci, tentando di convertire l’utente in cliente per il proprio rimedio antimuffa.

Poi è chiaro che la strategia di convincimento deve essere efficace, ma con questo commento numero 5 volevo porti di fronte a quest’ulteriore approccio alla ricerca su Google degli utenti che in molti casi tentano in prima battuta di risolvere da soli il loro problema, salvo poi rivolgersi ad un professionista quando capiscono che non sono in grado.

Succede così anche nel tuo settore?
Se si, allora valuta attentamente se ci sono ricerche su Google simili a queste e quanto possa interessarti renderti visibile per quelle keywords


Commento n° 6: “Prendo quello che è più conveniente….”
Siamo al commento n°6, quello di Michele che la mette sulla convenienza: sceglie il profumo come sceglie in gasolio 😂


Che quella di Michele sia una battuta o meno, in questo caso, fa poca differenza, perché ci permette di analizzare un intento di ricerca che molto spesso e in molti casi viene utilizzato durante il processo d’acquisto

Come tradurre in SEO il commento n°6
Guarda le ricerche in questo caso:

C’è un sacco di gente che cerca il prezzo di prodotti specifici.

In casi come questo è scontata la considerazione da fare: ha senso per te posizionarsi principalmente se sei competitivo a livello di prezzo, se hai il prezzo più basso o se, a parità di prezzo rispetto ai concorrenti hai un’autorità percepita maggiore (quindi trasmetti più fiducia).

Apriamo un’altra parentesi relativa alle ricerche “creed aventus equivalente” e simili, ovvero ricerche di utenti che cercano un profumo simile nelle caratteristiche ma ad un prezzo inferiore.

E’ un tipo di ricerca che esiste anche nel tuo settore? E per la quale ti interessa o ha senso renderti visibile e posizionarti su Google?

Io non posso saperlo. Lascio a te il ragionamento


Commento n° 7: “Chiedi a tua moglie quello che l’arrapa di più….” 😂 😂
Veniamo al commento n°7, quello di Diego, mio cliente storico (anzi cliente n° 1 da quando sono in proprio ❤).


Come vedi dal commento sotto, Diego mi consiglia di scegliere il profumo che arrapa di più mia moglie.

E, non ci crederai, questa battuta mi permette di parlare della domanda latente nella SEO

Come tradurre in SEO il commento n°7
Perché si, anche nella SEO esiste la domanda latente.
Ti faccio un piccolo riassunto, per evitare il rischio che tu non capisca di cosa sto parlando.

Google è lo strumento online principale di intercettazione di domanda consapevole.

Definisco domanda consapevole:
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Con “Domanda Consapevole”, nel marketing, si fa riferimento a tutti coloro che, in un dato momento, fanno una scoperta o avvertono un problema e che si attivano per CERCARE maggiori informazioni in merito.

Oggetto della ricerca consapevole può essere un prodotto, un servizio, un brand, un’azienda oppure direttamente un problema, qualora non se ne conosca la soluzione.
(fonte: https://domandaconsapevole.it/)
——————————————————–

Google, essendo IL motore di ricerca, come dicevo prima è per definizione il principale strumento per intercettare domanda consapevole.

Ma quello che difficilmente ti è stato spiegato, è che in tanti casi è uno strumento utile ad intercettare anche domanda latente

Definisco domanda latente:
——————————————————–
Per DOMANDA LATENTE s’intende l’insieme di persone che pur non cercando direttamente o attivamente un determinato prodotto/servizio/azienda/brand (o i problemi che tale prodotto/servizio/azienda/brand è in grado di risolvere), potrebbero esserne comunque interessate (o averne bisogno) con riferimento alle proprie caratteristiche personali (gusti, passioni, hobby, problemi, professione, residenza, stato sociale ecc.).
(fonte https://domandalatente.it/)
——————————————————–

Ora prova a guardare lo screenshot delle parole chiave qui sotto e collegarle al commento di Diego ed alla vendita di un profumo:

Hai capito dove voglio arrivare?
Te lo spiego per non darlo per scontato.

C’è una parte di utenti che cerca su Google (ad esempio) “come riaccendere la passione”, indicando probabilmente un intento di ricerca di persone che hanno problemi di intimità di coppia.

Ora, è realistico pensare che si possa scrivere un articolo con una serie di consigli per riaccendere la passione di una coppia e tra i quali possa essere inserito l’acquisto di un profumo? Magari con caratteristiche afrodisiache?

Non lo so. Non sono esperto di profumi e (per fortuna) almeno per ora non ho avuto bisogno di fare ricerche e raccogliere informazioni sull’argomento “riaccendere la passione”.

Il concetto principale che volevo passarti è che in alcuni casi si può intercettare anche su Google domanda latente.

Se ti interessasse approfondire questo punto, ho scritto questo articolo che spiega “come intercettare domanda latente su Google


Commento n° 8: And the Winner Is…“Roma di Laura Biagiotti: Brand, Autorità e Storytelling….”

Ormai da due anni uso Roma di Laura Biagiotti. Il commento che mi ha convinto è stato quello qui sotto, di Marco (oltre al fatto che ovviamente il profumo mi è piaciuto quando l’ho provato)

Come tradurre in SEO il commento n°8

NON SI PUO’.
La SEO, come ogni strumento di promozione online o offline arriva fino ad un certo punto.

Il Web Marketing è un amplificatore della realtà.
Più efficace è già nella realtà il tuo prodotto/servizio, più in salute è la tua azienda nel mondo reale, tanto più il web marketing sarà efficace per te.

Come accennavo, alla fine ho scelto Roma come profumo.
E l’ho scelto per questi 4 motivi:

a) Brand famoso
Laura Biagiotti è un brand famoso. Non ho bisogno di approfondire e di andare a “vedere chi sò questi”: conosco già il marchio quindi parto da un livello di fiducia nei suoi confronti superiori rispetto a marchi non conosciuti.

b) Autorità
Conosco Marco Di Cesare praticamente solo dai social. L’ho intravisto in passato di persona un paio di volte e non ci ho mai parlato né dal vivo né al telefono.

Nonostante questo lo stimo moltissimo.
La mia stima nei suoi confronti è dovuta a quanto gli ho visto scrivere su Facebook nel tempo, parlando dei più svariati argomenti: politica, economia ecc.

Quindi il suo consiglio è stato più autorevole ai miei occhi rispetto agli altri.

Questo ovviamente senza togliere assolutamente NULLA di NULLA alle altre persone che hanno commentato: è un processo mentale normale.

Ci sono persone che riteniamo più autorevoli di altre e che più di altre influenzano di nostri acquisti.

L’autorità è una delle leve della persuasione descritte da Cialidini nel suo bestseller, nonché il motivo per cui esistono (ed hanno successo) gli Influencer.

Quindi Marco Di Cesare è, per me, un InfluenZer 😂 😂 😂

c) Storytelling
Marco mi ha raccontato una storia (per quanto breve).
Non s’è limitato a dire “compra Roma perché è buono”.

Ha fatto Stoytelling. Me l’ha venduta.
Ha aggiunto informazioni importanti.

Ha elevato col suo racconto quel prodotto ai miei occhi rispetto agli altri elencati.

E quindi?
E quindi, concludendo, vanno bene la SEO e tutti gli altri strumenti di promozione, ma insieme a quelli devi lavorare alla costruzione del tuo brand, della sua autorità, aumentare la riprova sociale, fare storytelling: in poche parole devi fare MARKETING.

Il Web Marketing ti aiuterà in seguito ad amplificare il tuo messaggio di marketing.
O almeno, se parti da zero, devi capire che ci vuole pazienza per raccogliere i risultati più importanti.

Ti lascio con una brutta notizia

Applicare in maniera corretta i concetti spiegati in quest’articolo non è semplice.

Ci vuole competenza specifica ed una buona esperienza. Come in moltissimi lavori.

Puoi provare a far da solo, dedicando ore ed ore di lavoro.

Ti mentirei se ti dicessi che non ho visto qualche imprenditore riuscire a posizionare da solo ed efficacemente il proprio sito.

Ma:
– erano generalmente singoli professionisti (se hai un’azienda invece molto difficilmente hai tempo da dedicare a queste attività,
– su 100 che vedo provare ci riescono in 5.

Anche perché di chiedere alla tua uebb aggenzy lo escludiamo a priori visto che non ha idea minima di quanto ho scritto (anzi non farglielo leggere che gli esce il sangue dal naso e rischiamo di perderli).

Quindi sei fritto, e tutti i risultati possibili a cui t’ha fatto pensare quest’articolo NON potrai raggiungerli.

A meno che non ti affidi a noi compilando questo form (ti avviso da subito che riusciamo a gestire solo poche nuove richieste al mese).

P.S:
Il titolo dell’articolo parte con “Come fare SEO dal 2020 ad aprile 2024”.
Nell’articolo non c’è spiegato perché fino ad aprile 2024 semplicemente perché non c’è una spiegazione.

E’ solo un trucco di copy per aumentare la tua curiosità leggendo il titolo e farti cliccare.

E se sei arrivato fino qui, vuol dire che ha funzionato.
  

2 Commenti

  1. Dario

    COMPLIMENTI, valore assoluto sia per chi è del settore, sia per chi non lo è.

    Applausi.

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