18 settembre 2017, ore 11.36
Ricevo questa richiesta dal mio blog:

Ciao
Vengo subito al dunque!

Ho un’erboristeria in provincia di Torino.
Ho aperto una pagina FB su richiesta dei clienti e l’ho gestita da sola per un paio d’anni.

L’anno scorso l’ho affidata ad una agenzia di comunicazione perché ho sempre meno tempo da dedicarci (il lavoro in negozio va molto bene ma non abbastanza da potermi permettere un dipendente full time ed essere di nuovo più libera di gestire i social come quando lavoravo meno)

Problema: Mi sembrava meglio quando la pagina la gestivo da sola…..sono in dubbio su cosa fare quest’anno…..la tentazione di farmi aiutare da un’amica benestante che non lavora perché non ne ha bisogno c’è……ma mi compare lo spettro di MIO CUGGGINO 😂

Sono stata un pò generica per darti un quadro…..ovviamente nessuno lavora gratis, fammi sapere se mi puoi aiutare e quanto mi costi 😁

Complimenti per gli articoli, istruttivi ed anche divertenti (che non guasta mai).

Silvia

Ho incollato pari pari la mail ricevuta ormai più di un anno fa da Silvia, la titolare di un’erboristeria della provincia di Torino.

Partiamo da una frase del suo messaggio che mi colpì immediatamente:
“Problema: Mi sembrava meglio quando la pagina la gestivo da sola…”

Ucci ucci ucci….sento odor di CUGGINUCCI!

Questo è quello che penso quando leggo frasi come quelle…ma dalla email non potevo capire molto.
Quindi metto da parte i giudizi affrettati e analizzo la situazione.

Chiamo Silvia, e le spiego che, come sempre, prima di prendere in considerazione il suo caso ho bisogno di approfondire la conoscenza sua, della sua azienda, dei suoi clienti ecc ecc.

Così facciamo, e dopo esserci accordati, fisso con lei un appuntamento telefonico.

Silvia mi racconta la sua storia.
E’ erborista da quasi 25 anni, nell’erboristeria nella quale, quasi ragazzina, ha cominciato a lavorare e che poi col tempo ha acquistato, diventandone la proprietario e titolare.

Silvia è appassionata del suo lavoro, e questa sua passione (ed estrema competenza) traspare in maniera evidente parlandoci.

Ed è, tra le altre cose, il punto di forza della sua erboristeria.
I suoi clienti la vanno a trovare PRINCIPALMENTE perché si fidano di lei, dei suoi consigli, della sua onestà e competenza.

Silvia mi racconta anche che quotidianamente passa gran parte della sua giornata lavorativa a dare consigli ai suoi clienti, che pendono dalle sue labbra.

Silvia, per i suoi clienti, è un’ AUTORITA’.

“Benissimo, fantastico”….penso, e poi le chiedo:

“Ma dimmi un po’ Silvia, cos’è che ti facevano quelli dell’agenzia di comunicazione che ti seguiva la pagina di Facebook?”

“Eh…mi pubblicavano un post a settimana e ogni tanto sponsorizzavano…” mi risponde.

Quando sento dire da un imprenditore “mi pubblicavano un post a settimana” mi gratto i gioielli di famiglia, perché so che molto probabilmente sto per incappare in una campagna di Social Monnezza Marketing.

E, purtroppo per Silvia, il suo caso non era diverso.

Guardiamo insieme le immagini (rese anonime per privacy dell’agenzia soprattutto) che allego a questo post e ti spiego lo scempio:

1) Immagine n°1


“Torni a casa stanco dal lavoro dopo una giornata intensa?
No problem, l’#erboristeriaSilvia ha la soluzione per te: un bel bagno caldo con il bagnoschiusma #lillàlillà dell’L’Erbolario!”

Questo è uno dei post che questa fantastica agenzia ha fatto per Silvia.

Tutto molto bello! Sono davvero commosso!
Ti giuro che ho la vista annebbiata dai goccioloni di commozione!

Mi immagino già le frotte di persone in fila fuori dall’Erboristeria di Silvia che si accapigliano per acquistare questo fantastico bagnoschiuma che puoi trovare solo da lei!

Ah no…quel prodotto c’è anche su Amazon ed è probabilmente disponibile in qualsiasi altra erboristeria.

Questo tipo di sponsorizzata promuove quindi un prodotto che le persone possono trovare OVUNQUE e non da alcun motivo per far pensare all’utente: “Perché dovrei andare proprio da Silvia?”.


2) Immagine n°2


“Vendita al dettaglio di tisane te’, integratori alimentari e cosmetici”.

Questa è stata una campagna “Mi Piace”, cioè quel tipo di campagna pubblicitaria che Facebook mette a disposizione e che ha come obiettivo quello di aumentare i “Mi Piace” alla pagina aziendale, e cioè il numero di utenti connessi.

Ora, detto che potrei dilungarmi sulla poca utilità di quel tipo di campagna…ma il copy?
Cioè, con quel testo dovreste convincere qualcuno a cliccare “Mi Piace” sulla pagina dell’erboristeria?

Quale vantaggio stai comunicando all’utente? Perché dovrebbe cliccare “Mi Piace”? Cosa ci guadagna?
Quale valore/beneficio ne ottiene?

“Vendita al dettaglio di tisane te’, integratori alimentari e cosmetici”

E sticazzi non ce lo metti?

“Segui i consigli dell’Erborista Silvia sull’uso delle erbe officinali per la salute e il benessere” potrebbe essere un’idea (buttata giù al volo) di copy migliore, che almeno suggerisce un beneficio: clicco “Mi Piace” e seguo i consigli dell’erborista.

NON “Vendita al dettaglio di tisane te’, integratori alimentari e cosmetici”.

P.S: Comunque le campagna “Mi Piace”, in una situazione come questa, NON vanno fatte e basta.


3) Immagine n°3

“Quest’estate durante le vacanze della Dott.ssa Silvia ve ne abbiamo mostrata un’anteprima, ora invece la presentiamo proprio tutta: ecco a voi la linea #hazadkashmere di Locherber Milano passate all’#erboristeriasilvia per apprezzarla dal vivo”.

Come prima, più di prima…

Ma se fai un post in cui presenti un prodotto che la gente può trovare ovunque, senza nessuna offerta particolare (tipo sconto speciale), senza nessuna urgenza (tipo ce ne sono rimasti 5 pezzi e poi arrivano fra 5 mesi), senza la spiegazione di nessun motivo per andare proprio nell’erboristeria di Silvia e chiedere proprio quel prodotto, come pensi che possa sortire un qualsiasi tipo di effetto sulle vendite?

E soprattutto, cara la mia agenzia di CUGGINI, se non ne hai la minima idea di come funziona il Web Marketing, perché non vai a ZAPPARE la TERRA che le campagne hanno carenza di braccianti?

Il piano di Salvataggio di Silvia dalle grinfie dei CUGGINI

Ora ti spiego cosa abbiamo fatto da quando Silvia è diventata nostra cliente.

Come ti accennavo in apertura, nell’analizzare la situazione di Silvia, ho capito che il punto di forza della sua attività era proprio lei: Silvia, l’erborista adorata dai suoi clienti.

“E allora? Come si può promuovere un’attività come questa online?”, mi sono ritrovato a pensare…

Facebook poteva essere lo strumento giusto (come spesso accade per le attività locali) ma andava usato in maniera COMPLETAMENTE DIVERSA.

Ecco cosa ho pensato sarebbe stato giusto fare:

1) Non sponsorizzare MAI prodotti commerciali:
Silvia ha più di 200 erbe officinali nella sua erboristeria, con le quali prepara le più disparate “pozioni” che difficilmente possono essere copiate da altri (anche perché le ricette le manteniamo segrete),

2) Far “parlare” Silvia
Ma porca zozza!
Se è vero com’è vero che la gente la adora, e da grande valore ai suoi consigli, perché non la facciamo “parlare” su Facebook dove può avere un pubblico molto più ampio?

Perché non gli facciamo scrivere dei post su Facebook nei quali dispensa consigli sul mondo dell’erboristeria?

Perché non gli facciamo fare anche dei video, in modo che i suoi potenziali clienti lo “vedano” anche e comincino a conoscerlo?

Questo è quello che avevo pensato fosse stato giusto fare.
Ed è quello che abbiamo cominciando a fare.

Prima però abbiamo fatto delle azioni IMPORTANTI:

a) Formazioni su come scrivere gli articoli
Silvia ha sempre fatto l’erborista, non aveva mai scritto articoli su Facebook prima.
Soprattutto non aveva mai scritto articoli con l’obiettivo di “vendere” e di attirare in negozio nuovi clienti.

Le abbiamo quindi fatto formazione spiegandole come avrebbe dovuto scrivere gli articoli, quali “tasti” andare a toccare nel lettore, come coinvolgerlo nella lettura e “convincerlo” ad andare in negozio.

b) Affiancamento e revisione dei primi articoli
Ok, l’abbiamo formata e le abbiamo spiegato cosa e come avrebbe dovuto scrivere.
Però, com’è normale che sia, non è che uno diventa un copywriter dopo qualche ora di formazione, ovviamente.

Quindi quello che normalmente succede è che nella scrittura dei primi articoli ci siano ancora dei punti zoppicanti, degli aspetti da migliorare.

Su quelli interveniamo e siamo intervenuti anche con Silvia, evidenziandole dove sbagliava nella scrittura dei primi pezzi.

La pubblicazione su Facebook del primo articolo

Arriva il fatidico giorno di pubblicazione del primo post, che poi avremmo sponsorizzato.
Quando parte una campagna io sono sempre un pò teso: per quanto si possa studiarla bene, per quanto si possa essere convinti di essere sulla strada giusta, è sempre difficile fare previsioni.

Non si può mai prevedere se e quanto funzionerà, se comincerà a funzionar subito oppure no.

E’ sempre difficile. Di solito ci vuole tempo perché si comincino ad ottenere i primi risultati degni di nota. E’ normale che sia così.

Succede sempre così.

Tranne questa volta. Eh già, perché pubblichiamo il primo post e Booooommm 💣 💣 💣!!!!

  • 878 like,
  • 219 condivisioni,
  • 81 commenti,
  • Svariati messaggi privati alla pagina di persone che chiedono informazioni su dove si trovi l’erboristeria,
  • E soprattutto diversi (tanti) clienti che sono  andati in negozio a COMPRARE.

UN SUCCESSO CLAMOROSO! 😍

Con € 10 al giorno di sponsorizzate, non € 1.000. Dieci euro.

Non me l’aspettavo. Sinceramente non me l’aspettavo neanch’io un successo così.

Così abbiamo continuato.
Silvia ha continuato a scrivere, noi a darle suggerimenti e a correggere gli errori di copy.

Abbiamo continuato con le sponsorizzate su Facebook, testando qualche pubblico diverso e lavorando molto sul remarketing.

Le cose hanno continuato ad andare da DIO!
Tanto che un giorno di febbraio, Silvia mi scrive il messaggio qui sotto…

Dovevamo rallentare 😱

Mi chiedeva di tirare un po’ il freno perché non ci stava più dietro e aveva bisogno di tempo per formare un’aiutante che le alleggerisse il lavoro.

Così, abbiamo fatto, rallentando un tantinello per circa un mesetto, per poi riprendere a vele spiegate.

Le cose hanno continuato a funzionare, come dimostra il messaggio ricevuto da Silvia a giugno, che riportava un po’ di numeri seri, quelli che contano:

3 clienti NUOVI DA FACEBOOK TUTTI I GIORNI.
A Silvia arrivavano in negozio 3 clienti nuovi tutti i giorni.

Il Segreto del Successo di questa campagna

E’ evidente che ci troviamo di fronte ad un caso di successo.
E ti spiego qual è il segreto del successo di questa campagna….

 1) Perché i clienti scelgono Silvia?

E’ questa la domanda che mi sono posto quando le ho parlato.
E’ questa la domanda che poniamo SEMPRE a tutti i clienti quando entrano in contatto con noi.

Sappiamo bene che se riusciamo a rispondere a quella domanda, siamo su un’ottima strada.
Non è sempre facile, anzi è difficilissimo rispondere a quella domanda.

Con Silvia fortunatamente ho capito subito che era LEI in persona il Segreto del Successo del suo business, e che quindi, invece che promuovere i prodotti commerciali come facevano i cuggini della vecchia agenzia, avremmo dovuto far conoscere LEI ai potenziali clienti.


2) Corretta esecuzione della strategia
Un aspetto che spesso viene tralasciato è la corretta esecuzione della strategia.

Ad esempio, nel caso di Silvia, se non l’avessimo formata alla scrittura degli articoli, se non l’avessimo seguita e corretta nei primi periodi, non avrebbe prodotto contenuti di qualità sufficiente a portarle risultati.

Se non avessimo seguito la campagna Facebook nel modo giusto, sbagliando target e non lavorando sul remaketing, probabilmente i risultati sarebbero stati molto inferiori-

Ideare la strategia da seguire online è il primo fondamentale passo.
Eseguirla nel tempo e quotidianamente in maniera corretta è altrettanto importante quando la strategia: puoi aver la miglior ricetta, ma e poi se una frana ai fornelli, non tiri fuori dei gran piatti.

Com’è andata a finire?

E’ finita così, che il 2 agosto Silvia lascia sulla mia pagina Facebook questa recensione qui sotto (qui puoi leggere l’orginale).

Silvia sta assumendo un paio di dipendenti sennò non posso stare dietro all’impegno che le campagne mi hanno portato.

Direi che non c’è altro da aggiungere 😉

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